LA PROVOCAZIONE DELLA SVIZZERA

Scritto da Simona PK Daviddi on . Postato in expo

“Ce n’è per tutti?” con questa domanda provocatoria il padiglione della Svizzera accoglie i visitatori di Expo 2015 all’ingresso delle sue quattro torri, dedicate rispettivamente a caffé, sale, acqua e mele disidratate. Un’altra frase-monito accompagna chi si avventura all’interno: “Hai paura di restare senza?“; e infatti la Svizzera vuole dimostrare come, benché ci sia cibo per tutti – nel padiglione sono immagazzinati 20milioni di “razioni” di ognuno dei quattro alimenti, uno per ogni visitatore di Expo secondo le stime – non tutti in realtà avranno di che nutrirsi, se i primi non si saranno comportati in modo responsabile: ogni persona sarà infatti libera di prendere quante razioni vorrà senza nessun controllo. Saranno quindi il consumo responsabile e l’attenzione alla sostenibilità di ognuno a stabilire quanto resterà e per quanto tempo.
Una volta terminata l’esposizione universale, le torri verranno riutilizzate in altrettante città svizzere come serre urbane.

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Simona PK Daviddi

Emiliana per tre quarti (l’ultimo quarto è top secret) è convinta di essere la discendente diretta di Matilde di Canossa, perché come lei “chiacchiera” in una manciata di lingue, tra le quali il russo e il giapponese. Nessuno la chiama con il suo primo nome di battesimo – neppure i suoi genitori né il suo editore – ma con le iniziali degli altri due (anche questi top secret), Pikappa. Ha scoperto le tre grandi passioni della sua vita – viaggiare, fotografare e scrivere – quando aveva otto anni e le hanno regalato la prima reflex e la prima moleskine; da allora, appena può, infila “due cose” in valigia e parte, rigorosamente in compagnia della sua Nikon. Il jet lag la rende euforica. Di recente si è innamorata del rugby e della Sicilia: si sospetta che la “colpa” sia di Massimiliano, il suo fidanzato, rugbista trinacrio. Se non facesse la giornalista, farebbe la ballerina di danza del ventre o la bailaora di flamenco.