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Viaggio nel Monferrato UNESCO, tra arte, sapori e innovazione

Preparatevi a un viaggio speciale nel cuore del Piemonte. Da Asti, “capitale del vino” e scrigno di tesori barocchi e sapori antichi, ci addentreremo nelle colline Patrimonio UNESCO del Monferrato, scoprendo borghi affascinanti come Nizza Monferrato e il suo Nizza DOCG, fino a raggiungere Vinchio Vaglio, la Cantina Cooperativa che, con la sua visione innovativa, ha saputo riscrivere il futuro di un intero territorio. Un racconto di eccellenze enogastronomiche, arte e storie di uomini che hanno creduto nella forza dell’unione.

Asti, Italia.

Da Asti a Vinchio Vaglio: un viaggio sensoriale nel cuore del Monferrato

Il Piemonte, terra di sapori intensi e paesaggi che accarezzano l’anima, ci invita a un viaggio che parte da Asti, un vero e proprio gioiello incastonato tra le dolci colline del Monferrato. Ad appena 55 chilometri da Torino, Asti si svela come un crocevia di storia millenaria, arte sublime e una tradizione enogastronomica che ha pochi eguali. È la “capitale italiana del vino“, dove il rinomato Barbera d’Asti e l’effervescente Asti Spumante DOCG brindano a un patrimonio culturale di inestimabile valore.

Asti: tra storia, arte e delizie del palato

Un tempo potente ducato e centro commerciale pulsante tra il XII e il XIII secolo, Asti oggi incanta con il suo centro storico, un dedalo di vie dove palazzi nobiliari e chiese antiche raccontano storie di grandezza.
Uno degli esempi più sontuosi è Palazzo Mazzetti che, con la sua architettura barocca, non è solo una meraviglia per gli occhi, ma anche un vivace polo culturale. Qui ha trovato casa la Pinacoteca Civica e, oggi ospita la prima grande personale dedicata a uno dei figli più illustri di Asti: il cantautore Paolo Conte. La mostra «Paolo Conte. Original» ha rivelato un lato intimo e inedito del maestro, la sua passione per la pittura e il disegno, “vizi capitali” che lui stesso definisce antecedenti alla musica. Oltre 140 opere, un viaggio affascinante nell’anima creativa di un artista che ha fatto della libertà espressiva il suo segno distintivo, declinando la pittura con un’anima jazz.

Ma Asti non è solo arte e vino; è un paradiso per i golosi, dove le antiche tradizioni dolciarie continuano a deliziare i palati più raffinati. Un esempio su tutti è la storica Torroneria e Cioccolateria D. Barbero dal 1883 in via Brofferio. Qui, Giovanni Barbero custodisce gelosamente macchinari pionieri del cioccolato, testimoni di una lavorazione antica che, partendo dalle nocciole di Langa e dai pistacchi di Bronte, dà vita a torroni impastati per ore con albume, miele e sciroppo di zucchero, e a gigantesche uova di Pasqua modellate a mano. Un vero tesoro di sapori e di storia, che continua a produrre delizie come i celebri grissini ricoperti di cioccolato, e le cui radici si intrecciano con leggende locali, come quella del “Diavolo Rosso” del ciclismo eroico, il nonno dell’attuale titolare, a cui Paolo Conte ha dedicato una canzone.

Dalle vigne UNESCO alle eccellenze di Nizza Monferrato

Lasciandosi alle spalle il capoluogo, si aprono le porte di un territorio che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità: il Monferrato. Un mosaico di borghi incantati e vigneti a perdita d’occhio che narrano storie di una terra generosa.
In cima alla lista dei luoghi da esplorare c’è Nizza Monferrato che non è solo celebre per il suo pregiato vino Nizza DOCG, ma anche per le sue specialità gastronomiche, come il Cardo Gobbo e la fassona di razza bovina Piemontese IGP. Il suo centro storico è un gioiello, con il Palazzo Comunale del XIV-XV secolo, l’antica torre campanaria – el Campanòn – che offre un balcone panoramico sulle colline, e la vivace Piazza Garibaldi, sede di uno dei mercatini dell’antiquariato più importanti della regione. Da non perdere anche il Foro Boario e Palazzo Crova, testimonianze di un passato glorioso che convive armoniosamente con la vitalità del presente.

Ma il territorio intorno a Nizza riserva molte altre sorprese. Ogni borgo è un tassello prezioso di questo paesaggio incantato: Castel Boglione con i suoi vigneti da perlustrare in bicicletta, Agliano Terme e le sue fonti d’acqua “miracolosa”, Mombaruzzo, terra dell’omonimo Amaretto e del pregiato Tartufo Bianco Tuber Magnatum Pico. E ancora Mombercelli con il suo Museo Civico d’Arte Moderna (MUSarMO) e il progetto delle Bottiglie Giganti, Castelnuovo Belbo con il Museo civico “Francesco Cirio” e la Chiesetta di San Biagio. Si aggiungono Belveglio con il suo castello, i sentieri naturalistici di Calamandrana e il Parco Orme su la Court di Castelnuovo Calcea con le sue sculture tra i vigneti (tra cui la celebre panchina gigante). E ancora, San Marzano Oliveto con la sua “mela gialla”, il Giardino Pensile di Vaglio Serra e Rocchetta Palafea con il Monte Dagno, il punto più alto del territorio di Nizza. Tutto attorno, quei vigneti così unici da essere stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Vinchio Vaglio: il cuore pulsante del Monferrato

Tra cooperazione eroica, storia e vini d’eccellenza

Tra le colline del Monferrato, celebrate da artisti e poeti, si racconta la storia di una cooperativa nata nel 1959 dall’unione di 19 viticoltori di Vinchio e Vaglio Serra. Una scelta coraggiosa, quella di costruire la cantina al confine tra i due comuni, che ha permesso di crescere e diventare oggi un punto di riferimento per la Barbera d’Asti e per l’intero territorio.

La svolta arrivò negli anni ’80 con l’enologo Giuliano Noè, il “barberologo” piemontese che orientò la produzione verso l’eccellenza. Oggi la cooperativa conta 200 soci e circa 500 ettari di vigneti, con rese bassissime e un modello di remunerazione ad ettaro che tutela i piccoli proprietari e preserva la biodiversità delle colline riconosciute dall’UNESCO.

Vinchio Vaglio: tradizione e futuro della Barbera

La Barbera è il cuore della cantina, che rappresenta oltre il 70% della produzione. Le linee di lavorazione esaltano le caratteristiche varietali delle uve, con consegne programmate tra viticoltori, agronomi ed enologi. L’uso del legno, calibrato tra botti storiche e barriques, mantiene intatta l’identità del frutto.

Dalle vigne storiche, alcune con oltre ottant’anni di età, nascono etichette prestigiose come Vigne Vecchie, Laudana e Sei Vigne Insynthesis. La Barbera d’Asti si esprime in vini giovani e fruttati, come il Rive Rosse, ma anche in etichette di grande struttura e longevità, come il pluripremiato Sei Vigne Insynthesis Barbera d’Asti Superiore DOCG.

La gamma è ampia: dai vini del territorio (Albarossa, Grignolino, Ruchè, Nebbiolo, Freisa, Bonarda, Arneis), ai varietali quotidiani con ottimo rapporto qualità-prezzo, fino agli spumanti Cellino, Alta Langa e Castel Mago. Non mancano un elegante rosé, “I Tre Vescovi”, i vini dolci come Moscato d’Asti Valamasca e Brachetto Nivasto, e la “Linea del Presidente” con grappe, gin e vermouth.

Sostenibilità e paesaggio

L’impegno ambientale è uno dei tratti distintivi di Vinchio Vaglio. La scelta di bottiglie in vetro più leggero riduce l’impronta ecologica e le emissioni legate al trasporto, mentre l’impianto fotovoltaico da 200 kWp, attivo dal 2011, copre gran parte del fabbisogno energetico con l’obiettivo di raggiungere l’autonomia completa nei prossimi anni.

Ma la sostenibilità non si ferma alla cantina: è un progetto che abbraccia il paesaggio e la comunità. I suggestivi “Nidi” di Vinchio e Vaglio Serra, cupole in vimini intrecciato immerse nei boschi, offrono ai visitatori un’esperienza di immersione totale nella natura. Qui si può sostare in silenzio, ascoltare il respiro della foresta e ritrovare un senso di connessione con la terra.

La cooperativa promuove anche percorsi escursionistici nella Riserva Naturale della Val Sarmassa, tra la leggendaria Quercia della Ru e il Monviso sullo sfondo. Le giornate si concludono con degustazioni di vini e merende sui prati, dove la tradizione piemontese si esprime in piatti come la bagna cauda e i tajarin. È un modo per raccontare che il vino non è solo prodotto, ma cultura, paesaggio e convivialità.

Identità e orgoglio

Vinchio Vaglio dimostra che si può fare vino con grandi numeri senza tradire il legame vitigno-territorio, segno di identità e orgoglio profondo. Ogni annata diversa è la prova di un lavoro ben fatto: onorare la terra e la sua inesauribile generosità.

Monferrato da gustare e da vivere

Il Monferrato è un viaggio di sapori e atmosfere: un territorio che intreccia la tradizione piemontese con la creatività contemporanea. Dai piatti genuini e ricchi di memoria del Ristorante Violetta, fino alle raffinate sperimentazioni di Piazza Crova 3, ogni esperienza culinaria diventa un racconto che conquista i sensi.
Ma il fascino del Monferrato non si ferma a tavola: l’ospitalità qui è un’arte. Nei soggiorni eleganti e carichi di storia di luoghi come La Canonica Piedmont Resort, ogni dettaglio svela la ricchezza culturale del territorio, trasformando la permanenza in un ricordo indimenticabile.

Ristorante Violetta – Calamandrana
Un luogo che profuma di casa e di tradizione. Kathrine, erede della nonna, porta in cucina la semplicità autentica del territorio, mentre Carlo e Silvana accolgono con cortesia in una sala dal fascino rétro anni Sessanta. Vitello tonnato, agnolotti monferrini, tajarin ai porcini e dolci casalinghi: un menu che celebra il Piemonte, accompagnato da una carta dei vini interamente regionale.

Ristorante Piazza Crova 3 – Vaglio Serra
Quattordici anni di ricerca e determinazione hanno reso Piazza Crova 3 un punto di riferimento per chi cerca eccellenza e innovazione. Tra i primi a portare una nuova idea di ristorazione nel territorio, oggi è sinonimo di qualità e creatività.

La Canonica Piedmont Resort – Nizza Monferrato
Un resort che custodisce la memoria. La palazzina settecentesca, già casa di Bartolomeo Bona e poi canonica della Chiesa di San Siro, accoglie oggi gli ospiti con eleganza e suggestione. Tra mura che raccontano di politica, arte e architettura, la Canonica regala un soggiorno che è insieme viaggio nel tempo e rifugio di charme.

Credit photo dall’alto: Courtesy of Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio. Carlo Ingegno (4). Courtesy of Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio (4). Carlo Ingegno (2). Courtesy of Ristorante Piazza Crova 3 – Vaglio Serra. Courtesy of Canonica Piedmont Resort – Nizza Monferrato

Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Editore-Direttore Agenda Viaggi. Il primo grande viaggio? Quasi 15 ore di aereo per attraversare il mondo, ed arrivare in fondo al Sud America, tappa la bella Buenos Aires, dove ci rimane per ben dodici anni. Qui la prima esperienza lavorativa, nell'editoriale Rizzoli, che aveva acquistato nella città tanto amata da Jorge Luis Borges una nota casa editrice. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs, dove si occupa di costume, immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive a Monza ma spesso si sposta a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l'eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata da Dumbo, Brooklyn, dell'artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.

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