le prime nazionali al Luigi Mancinelli di Orvieto.

Orvieto (TR), Italia.
Quale miglior modo per festeggiare l’anniversario dei trent’anni dalla riapertura del Teatro Mancinelli, avvenuta nel dicembre 1993 dopo un lungo restauro, se non con un calendario ricco di eventi di altissimo livello?
Una stagione di rilievo da ottobre a fine aprile che conta anche due prime nazionali. Dopo quella a ottobre di Vincenzo Salemme con “Natale in casa Cupiello”, il 6 dicembre vede il teatro della cittadina umbra protagonista dell’inizio della tournée di Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli in “L’anatra all’arancia”.
Una coppia di attori di cui non c’è necessità di scrivere nulla.
Cabaret, radio, teatro, televisione e cinema per Emilio Solfrizzi con personaggi che sono entrati nella memoria collettiva portando novità e simpatia nel panorama italiano. Una lunga carriera che lo vede protagonista di commedie ma anche interprete di impegnativi ruoli drammatici.
Carlotta Natoli ha esordito nel mondo del cinema a soli otto anni e non ha più smesso di recitare, interpretando di volta in volta personaggi sempre profondi e veritieri in numerosi film e serie tv, sia drammatici che commedie.
Due attori che hanno scelto il Teatro Mancinelli di Orvieto per la prima nazionale de “L’anatra all’arancia”, una commedia ricca di riflessioni per il suo portare allo scoperto timori, cinismo, paure, gelosie. Battute sagaci per i due protagonisti, che sembreranno muoversi su una scacchiera simbologia della vita e dei sentimenti delle persone. Un percorso di crescita giocato con intelligenza e simpatia.
Il Teatro
Il teatro di Orvieto è un luogo di immenso valore sia dal punto di vista storico sia artistico e si trova al centro della cittadina, a pochi passi dal Duomo, dal 1922 intitolato al musicista e compositore orvietano Luigi Mancinelli (1848-1921). La maestosa struttura inaugurata nel 1866, in pieno stile neoclassico, è opera del celebre architetto romano Virginio Vespignani, mentre le decorazioni pittoriche furono eseguite dal perugino Annibale Angelini e dal giovanissimo artista romano Cesare Fracassini. Opera di quest’ultimo è anche il meraviglioso dipinto del Sipario Storico, eseguito in soli 40 giorni, raffigurante la cacciata dei Goti da Orvieto ad opera del Generale Belisario avvenuta nel 535 d.C.
Perché è così amato dagli artisti
La sala ha la classica forma del teatro all’italiana, con pianta a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi e una loggia. Da sempre apprezzato dalle più importanti compagnie teatrali per la bellezza architettonica e l’eccellente acustica, con il valore aggiunto della vicinanza con Roma (un centinaio di chilometri), è diventato negli anni una tappa fissa dei più grandi attori. Domenica 17 sarà la volta di un mostro sacro quale Gabriele Lavia con “Il sogno di un uomo ridicolo” e per tutto il mese di dicembre verrà ripetutamente aperto per numerosi concerti: della Filarmonica Luigi Mancinelli, dei musicisti della Scuola comunale di musica e gli artisti nazionali e internazionali protagonisti di Umbria Jazz Winter.
Testo e foto Federica Sartori




