Roma, tra luoghi di interesse classici, luoghi della memoria e piccoli tesori nascosti - terza parte

Roma, tra luoghi di interesse classici, luoghi della memoria e piccoli tesori nascosti – terza parte

Scritto da Giulia Cordasco on . Postato in Coppia, Itinerari, Single, Weekend

Foto sopra, particolari della Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei
Foto piccola in alto, arcobaleno all’Altare della Patria.

“Sei bella come l’angelo e il peccato, te pare poco? Dì, te pare poco essere immortale? Quando te spegni e via er tramonto, che bellezza che rimane…” (Ultimo, Poesia per Roma)

Ciliegi in fiore nell’Orto Botanico

Roma, Italia

Siamo arrivati al terzo appuntamento del city tour della capitale, se vi siete persi i precedenti date un’occhiata a Roma, tra itinerari classici e piccoli tesori nascosti – prima parte e seconda parte. Buona lettura!

Terzo giorno

Dal Circo Massimo alla Bocca della Verità

Oggi il nostro tour inizia dalla più grande struttura per spettacoli mai costruita dall’uomo: il Circo Massimo, ricordato sia come sede di giochi sin dagli inizi della storia della città, sia per essere il luogo dove avvenne, secondo la leggenda, il ratto delle Sabine.

Se da piazzale Ugo La Malfa prendete via di Valle Murcia, la stradina vi condurrà fino al Roseto comunale, di cui si hanno notizie fin dal III secolo a.C., in quanto luogo dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti si svolgevano in primavera nel Circo Massimo sottostante. In primavera è una meraviglia per i nostri occhi!

Anche la prossima tappa riguarda la natura, ovvero Parco Savello, più conosciuto come Giardino degli Aranci, da cui potrete scattare delle bellissime fotografie della capitale. Quando avete finito, tornate su via di Santa Sabina, oltrepassate la Fontana del Mascherone (da non confondere con quella di via Giulia) e arrivate fino a piazza dei Cavalieri di Malta, che custodisce un piccolissimo segreto: vedete il portone d’ingresso della Villa del Priorato di Malta? Ecco, avvicinatevi e guardate nella serratura: dal buco, infatti, in fondo al giardino, è possibile vedere in perfetta prospettiva la cupola di San Pietro. In giornate prestabilite e previo prenotazione è anche possibile visitare la villa. A questo punto tornate indietro, superate il Giardino degli Aranci e girate a sinistra, prendendo così il Clivo di Rocca Savella, un vicolo in cui sembra che il tempo si sia fermato, che vi condurrà fino alla Bocca della Verità, situata su una delle pareti esterne della chiesa di Santa Maria in Cosmedin.

Piazza della Bocca della Verità
Dal lungotevere all’Isola Tiberina

Un’altra tappa imperdibile della zona è il Foro Boario, situato di fronte alla Bocca della Verità, antico mercato del bestiame, di cui oggi sono ancora visibili il Tempio di Portuno e il Tempio di Ercole Vincitore, il più antico edificio in marmo giunto fino a noi.

Sul lungotevere Aventino, nelle vicinanze di ponte Palatino, potete vedere i resti dell’antico ponte Emilio, del II secolo a.C., e qui troverete anche i resti della Cloaca Massima, una delle più antiche condotte fognarie romane, ma per vederla da vicino dovrete scendere a livello del Tevere tramite una delle scalinate che trovate nel viale. Adesso è arrivato il momento di un altro simbolo di Roma: l’Isola Tiberina, unica isola urbana del Tevere, palcoscenico dal 1995 dell’Isola del Cinema, che ha portato alla ribalta il cinema italiano nel panorama internazionale. L’isola si può raggiungere, da questo lato del fiume tramite Ponte Fabricio, oppure dall’altro lato tramite Ponte Cestio.

L’Isola Tiberina al tramonto
Il ghetto ebraico

Dopo la visita dell’Isola Tiberina riattraversate Ponte Fabricio (il ponte più antico della città, cui struttura originaria risale al 62 a.C.), così vi ritroverete proprio di fronte al Tempio Maggiore di Roma, una delle sinagoghe più belle d’Europa, che ospita anche il Museo Ebraico. Volete visitarlo? Ricordatevi che il sabato e durante le festività ebraiche è chiuso. Previa prenotazione è possibile anche fare un tour privato del quartiere accompagnati da una delle guide del museo, in alternativa, potete immergervi nell’antico ghetto anche in autonomia. Il ghetto romano è il secondo più antico d’Italia, dopo quello di Venezia, e la sua visita dura circa un paio d’ore. È racchiuso, indicativamente, nella zona compresa tra via del Portico d’Ottavia, via dei Funari, via dei Falegnami, via Arenula, Lungotevere de’ Cenci e piazza delle Cinque Scole, anche se in pochi sanno che oggi gran parte delle antiche vie che caratterizzavano il quartiere non esiste più.

Che cosa potete vedere? In via del Portico d’Ottavia vi consiglio di soffermarvi su due elementi: i ruderi romani da un lato e le targhe in memoria del rastrellamento del ghetto del 16 ottobre 1943, uno degli episodi più tragici della Seconda Guerra Mondiale. La suggestiva via della Reginella vi porterà dritti alla Fontana delle Tartarughe, mentre se passate per Piazza delle Cinque Scole, oltre a vedere la Fontana del Pianto, potrete immaginare per un attimo l’antico muro che divideva in due la piazza e anche l’antica sinagoga, che racchiudeva al suo interno le cinque scuole ebraiche: la Catalana, la Castigliana, la Siciliana, la Nuova e quella del Tempio, edificio che oggi non esiste più. Prima di uscire dal quartiere, mi raccomando, assaggiate almeno uno tra i tantissimi piatti tipici ebraici: un carciofo alla giudia, una fetta di torta di ricotta e marmellata di visciole, un pezzo di pizza di Beridde o una manciata di bruscolini!

Quartiere Trastevere

L’ultima parte di questa giornata è dedicata ad un’altra delle zone più belle della città eterna: Trastevere, er core de Roma. Prendete via Arenula e arrivate fino al lungotevere, attraversate il fiume tramite Ponte Sisto: ecco a voi piazza Trilussa, pseudonimo del poeta romanesco Carlo Alberto Salustri. Ogni vicolo, ogni stradina, ogni locale, hanno qualcosa da raccontare, lasciatevi immergere nella sua magia! Io però, ve ne posso consigliare tre.

Il primo è l’Orto Botanico, alle pendici del Gianicolo, nell’antico parco di villa Corsini, già giardino dei semplici sotto il pontificato di Bonifacio VIII. Imperdibile è il suo giardino giapponese, in cui, visitandolo verso fine marzo, avrete la fortuna di ammirare la fioritura dei tipici ciliegi. Per visitare l’orto avrete bisogno di una novantina di minuti e potete anche avvalervi di una guida, se prenotate in anticipo.

Il secondo luogo è Villa Farnesina, a poche centinaia di metri di distanza, con gli splendidi affreschi di Raffaello, uno degli edifici più rappresentativi dell’architettura rinascimentale del primo Cinquecento.

Particolare dell’entrata dell’antica Spezieria di Santa Maria della Scala

Il terzo luogo lo trovate tornando in via della Lungara e imboccando via della Scala, fino alla piazzetta: al primo piano del convento vicino alla chiesa di Santa Maria della Scala si nasconde un vero e proprio tesoro: l’antica Spezieria di Santa Maria della Scala, chiamata anche come “farmacia dei papi“, la prima di Roma aperta al pubblico. È visitabile solo in poche giornate prestabilite, ma vi consiglio di informarvi, perché anche questo è un luogo in cui il tempo si è fermato. Gli arredi sono gli stessi del Settecento, e dalla fine degli anni Settanta, quando chiuse al pubblico, nulla è stato più toccato: si possono ammirare i soffitti decorati, le vetrine ancora piene di ampolle, l’erbario nella stanza del farmacista e la teriaca, antichissimo medicinale considerato la panacea di tutti i mali, ancora oggi conservato nel grande vaso nella sala delle vendite. Alla fine della visita avrete anche la possibilità di acquistare alcuni tra i rimedi che i Carmelitani Scalzi ancora producono, secondo la tradizione, come il Tonico del Missionario, l’Acqua della Scala o la Crema Rossa.
Foto Giulia Cordasco

Continua…

Tags: , , ,

Giulia Cordasco

Classe 1988, curiosa dalla nascita e consulente di professione, ama la natura, i libri e il buon vino. Nata ad Acqui Terme, ha vissuto a Genova, a Valladolid, a Milano, a Roma, nel Salento ed adesso è tornata ad Acqui, dove sta preparando la sua prossima avventura. Una laurea in Lingue e letterature straniere per il Turismo culturale e una in Progettazione e gestione delle imprese turistiche che le hanno permesso di arricchire il suo bagaglio culturale e il lavoro, in questi dieci anni, è stato un intreccio perenne di storia, cultura, turismo ed enogastronomia. La sua passione per la cucina le ha permesso di lavorare anche per il programma televisivo "Ricette all'Italiana" andato in onda ogni mattina su Rete 4 fino a inizio 2021. Nel 2015 ha pubblicato un saggio nel volume "Milano nella Grande Guerra. La memoria dei Caduti e il Cimitero Monumentale" (Biblion Ed.), nel 2018 un racconto nella raccolta "Cinque donne e un intruso" (Amazon) e nel 2021 "Diario di un lavoratore stagionale", il suo primo romanzo autobiografico.