Roma, tra luoghi di interesse classici, luoghi della memoria e piccoli tesori nascosti – seconda parte

Roma, tra luoghi di interesse classici, luoghi della memoria e piccoli tesori nascosti – seconda parte

Scritto da Giulia Cordasco on . Postato in Coppia, Itinerari, sanvalentino, Single, Weekend

Foto sopra, panorama da via Adamo Mickievicz.
Foto piccola in alto, arcobaleno all’Altare della Patria.

Roma è la città degli echi, la città delle illusioni, e la città del desiderio. (Giotto)

Colosseo.

Roma, Italia
Il city tour che vi propongo oggi è la continuazione di Roma, tra luoghi di interesse classici, luoghi della memoria e piccoli tesori nascosti, pubblicato sabato scorso. Anche questo tour, come il precedente, è dedicato agli amanti di storia, cultura e arte, quindi preparatevi ad un secondo viaggio tra i monumenti più e meno noti della capitale.

Secondo giorno

Da Piazza di Spagna alla terrazza del Pincio

Il nostro tour inizia da una delle piazze più famose di Roma, Piazza di Spagna, situata ai piedi dell’altrettanto famosa Scalinata Trinità dei Monti, inaugurata da papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo del 1725. Prima di iniziare a salire i suoi centotrentacinque scalini, non dimenticatevi di fotografare la Fontana della Barcaccia del Bernini, alimentata dall’antico acquedotto dell’Acqua Vergine, tutt’ora funzionante.

La scalinata vi condurrà alla chiesa intitolata alla Santissima Trinità, davanti alla quale svetta l’Obelisco Sallustiano. Accanto alla chiesa si trova l’omonimo convento, vero e proprio scrigno che custodisce meraviglie inaspettate, come le anamorfosi gemelle di Maignan e Nicéron; se non ne avete mai sentito parlare, vi consiglio di prenotare una visita!

Ah, quasi dimenticavo, all’interno del convento è possibile pernottare, nella Casa per Ferie san Giuseppe!

Imboccate viale Trinità dei Monti, la villa che vedete sulla vostra destra è Villa Medici, che dal 1803 ospita l’Accademia di Francia, ed è aperta al pubblico.

Arrivati al bivio prendete la strada in salita, che vi porterà fino ad uno degli ingressi di Villa Borghese; a metà salita guardate alla vostra sinistra: riconoscete qualcosa all’orizzonte…? Fermatevi un attimo a fare una foto!

Adesso vi trovate immersi uno dei parchi più estesi e più belli di Roma, e per scoprire tutti i suoi tesori, compreso il Casino Nobile, ora Galleria Borghese, vi servirà tempo ma ve lo assicuro: ne varrà la pena.

Vi lascio qualche spunto su cosa cercare in mezzo al verde: l’Obelisco del Pincio, il Monumento a Scudela, la Fonte Gaia, il laghetto, il Tempio e la Fontana di Esculapio, l’Orologio ad Acqua, i Propilei Egizi, Casina Valadier, il Rettilario, la Voliera e i Busti del Pincio.

L’Orologio ad acqua del Pincio.

Alla fine della vostra passeggiata recatevi sulla Terrazza del Pincio, uno dei punti panoramici più belli della città e dedicatevi qualche minuto per fare delle foto ricordo. Quando poi abbasserete lo sguardo, vedrete che sotto di voi c’è piazza del Popolo; scendete il colle per raggiungerla.

Da piazza del Popolo a piazza Venezia

Una volta arrivati nella piazza, se siete amanti di Dan Brown toglietevi lo sfizio di vedere dal vivo la Cappella Chigi all’interno della chiesa di Santa Maria del Popolo, dove Robert Langdon trova il corpo senza vita del cardinale Ebner.

Altre due chiese che non potete non notare sono le chiese gemelle di Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto: sono davvero gemelle, o secondo voi c’è qualcosa che le contraddistingue?

Tra le due chiese si trova via del Corso, la storica strada che collega piazza del Popolo a piazza Venezia. In questa zona avete tantissime possibilità: fare shopping, cercare una delle 330 Pietre d’Inciampo di Roma, fare un salto in via Margutta, via che negli anni Cinquanta divenne residenza di personaggi famosi come il regista Federico Fellini e il pittore Giorgio de Chirico e dove potete trovare un’altra fontana del Lombardi (la Fontana degli Artisti), bere un caffè nell’Atelier di Canova, oppure visitare il Mausoleo di Augusto.

Pietra d’Inciampo situata in via del Babuino 84.

Proseguite lungo via del Corso, con destinazione piazza Venezia, ma prima vi consiglio di fare qualche altra tappa per cercare alcuni tra i monumenti molto cari alla città: piazza di Montecitorio con il suo Obelisco, la Colonna di Marco Aurelio, situata ancora nella sua collocazione originale e, poco più avanti, il Tempio di Adriano.

A questo punto prendete via delle Muratte, che vi condurrà alla meravigliosa Fontana di Trevi e mi raccomando: ricordatevi di esprimere un desiderio lanciandovi dentro una monetina!

Poco distante da qui c’è un piccolo gioiello della Roma sotterranea, ovvero il Vicus Caprarius, anche chiamato Città dell’acqua, al cui interno potrete trovare sia un complesso edilizio di epoca imperiale sia i resti di un serbatoio d’acqua collegato all’acquedotto dell’Acqua Vergine. Sentirete ancora il rumore dell’acqua…

Da piazza Venezia all’Altare della Patria

Alla fine di via del Corso arriverete a piazza Venezia; attraversandola, vedrete alla vostra destra Palazzo Venezia, oggi sede del Museo nazionale di arte, tristemente noto per essere stato scelto da Mussolini, nel 1929, come sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dal cui balcone egli pronunciava i suoi discorsi alla folla, compreso quello del 10 giugno 1940, quando, dichiarando la guerra alla Francia e al Regno Unito, decretò l’entrata in guerra dell’Italia.

Due piccole curiosità: sebbene negli ultimi anni le stanze del palazzo siano state restaurate e riaperte al pubblico, il balcone invece è rimasto chiuso con un lucchetto, agibile soltanto dagli addetti ai lavori per il cambio delle bandiere e per interventi di ordinaria amministrazione. La seconda curiosità riguarda invece un “insignificante tombino” nascosto in uno dei magazzini dell’ala rinascimentale dell’edificio, scoperto durante dei lavori di pulitura: è l’entrata di uno dei bunker di Mussolini, collegato direttamente a un ascensore originale degli anni Trenta che porta ai suoi uffici del primo piano, ma che in realtà non venne mai usato, né terminato, quindi non è ad oggi visitabile. Se siete appassionati dell’argomento, però, vi informo che ci sono tre bunker aperti al pubblico che vale la pena visitare; due in città, a Villa Ada e a Villa Torlonia (entrambi gestiti dall’Associazione Roma Sotterranea), e un altro a un’oretta di distanza dal centro, presso il Monte Soratte, che costituisce una delle più imponenti opere di ingegneria militare presenti in Europa.

Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, altresì conosciuto come Altare della Patria e Vittoriano (da non confondere con il Vittoriale, ovvero la dimora di Gabriele d’Annunzio a Gardone Riviera), è un complesso monumentale situato al centro della Roma antica. Al suo interno potete trovare il Sacrario delle Bandiere e il sacello del Milite Ignoto, che per chi non lo sapesse custodisce le spoglie di un soldato della Grande Guerra la cui identità è sconosciuta, rappresentante tutti i caduti e i dispersi in guerra italiani, il Museo Centrale del Risorgimento e la Terrazza delle Quadrighe, alla quale si accede tramite due ascensori panoramici situati sulla terrazza mediana a livello del Colonnato, che vi donerà una vista della città a 360° (una precisazione: è a pagamento!).

L’Altare della Patria.
Dall’Altare della Patria al Colosseo

In molti dicono che per visitare Roma “non basterebbe una vita intera”, e io non posso che essere più d’accordo! Ho fatto questa premessa perché, in questa zona soprattutto, nel tragitto che vi porterà al Colosseo, sarà necessario fare delle scelte su cosa vedere e cosa no: i monumenti, le chiese e i reperti archeologici sono tantissimi, e purtroppo non si ha il tempo di visitarli tutti in una volta sola. Se è la prima volta che vi recate a Roma vi posso consigliare di andare fino al Campidoglio, visitare i Musei Capitolini, i Fori Imperiali oppure i Mercati di Traiano (dico “oppure” perché credo che, con tutto quello che avete camminato oggi, non riusciate a visitarli tutti e tre), anche se potete ammirare i fori in tutti la loro bellezza anche dalla strada.

Se invece non è la prima volta che visitate la città, vi consiglio di andare alla ricerca di luoghi meno conosciuti, sempre in questo quartiere, come un’altra delle fontane del Lombardi, la Fontana della Pigna, il carcere più antico (e per molto tempo l’unico) di Roma, il Carcere Mamertino, dove furono imprigionati i Santi Pietro e Paolo, e la Basilica di Santa Francesca Romana, al cui interno potrete trovare una lastra recante le impronte delle ginocchia di san Pietro. Io l’ho scoperta per caso, curiosando tra il Foro Romano e il Tempio di Venere, e ne sono rimasta affascinata.

L’ultima tappa di questa giornata è il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, una delle sette meraviglie del mondo moderno, che nel 2018 insieme al Foro Romano e il Palatino ha ottenuto quasi 8 milioni di visitatori, risultando così il primo sito museale statale italiano a pagamento più visitato, alle spalle del Pantheon, che invece come abbiamo visto nello scorso articolo, è gratuito. Se volete visitarlo vi consiglio, anche in questo caso, di prenotare la vostra visita in anticipo: fate conto che la durata del tour è di circa un’ora e mezza.
Foto Giulia Cordasco

Continua…

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Giulia Cordasco

Classe 1988, curiosa dalla nascita e consulente di professione, ama la natura, i libri e il buon vino. Nata ad Acqui Terme, ha vissuto a Genova, a Valladolid, a Milano, a Roma, nel Salento ed adesso è tornata ad Acqui, dove sta preparando la sua prossima avventura. Una laurea in Lingue e letterature straniere per il Turismo culturale e una in Progettazione e gestione delle imprese turistiche che le hanno permesso di arricchire il suo bagaglio culturale e il lavoro, in questi dieci anni, è stato un intreccio perenne di storia, cultura, turismo ed enogastronomia. La sua passione per la cucina le ha permesso di lavorare anche per il programma televisivo "Ricette all'Italiana" andato in onda ogni mattina su Rete 4 fino a inizio 2021. Nel 2015 ha pubblicato un saggio nel volume "Milano nella Grande Guerra. La memoria dei Caduti e il Cimitero Monumentale" (Biblion Ed.), nel 2018 un racconto nella raccolta "Cinque donne e un intruso" (Amazon) e nel 2021 "Diario di un lavoratore stagionale", il suo primo romanzo autobiografico.