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I 30 ANNI DELLA NUOVA BERLINO

Berlino, Italia.
L’anno del 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino può essere occasione per un pellegrinaggio in quella che fu la città simbolo della divisione del mondo, della guerra fredda, del rischio nucleare, e più in generale del potere reale che ideologie contrapposte hanno avuto nel plasmare il mondo.

Ma cosa resta del muro oggi? Del celebre e imponente sistema fortificazione, fatto di check point, fossati anticarro, torri di avvistamento, bunker e muri alti più di 3 metri rimane ben poco. La protesta, l’indignazione, il desiderio di pace, libertà e unità portarono all’abbattimento di quel terribile emblema. Restano piccoli pezzi di muro in città a fungere da monito, a tentare di risvegliare il ricordo di ciò che non dovrebbe mai più accadere.


È nel quartiere di Fredrichstein che si trova il pezzo di muro più lungo tra quelli rimasti intatti in città, l’East Side Gallery: qui oltre cento murali ricoprono la parete del muro rivolta verso l’ovest, con disegni celebri come il “bacio fraterno” tra Honecker e Brèžnev e la Trabant che sfonda il Muro in nome della libertà.

D’altronde è praticamente impossibile immaginarsi come fosse la vita all’epoca del muro. A ovviare a questo limite ci ha pensato l’architetto e artista tedesco Yadegar Asisi, creatore, nel quartiere di Kreuzberg, dell’Asisi Panorama, un enorme schermo alto 15 metri e largo 60 con una vista a 270° su una scena di vita quotidiana in una grigia giornata autunnale: bambini che giocano, soldati nelle torrette di osservazione, avventori al chiosco dei currywurst. Il tutto corredato da effetti luminosi e sonori di grande impatto.

Poi c’è tutto il mondo che è diretta conseguenza del crollo del muro. Quello della ritrovata libertà, dell’entusiasmo collettivo, dell’arte che fa politica, della riscossa delle periferie che improvvisamente si trovano al centro del mondo. Fu questo il destino di Friedrichstein e Kreuzberg, due quartieri periferici e confinanti che fino al 1989 potevano solo sfiorarsi, separati com’erano dal muro e dalla Sprea, il fiume di Berlino. Oggi sono queste le aree migliori da cui partire per fare una ricognizione sulla Berlino un tempo divisa e sul cambiamento che l’unificazione a portato con sé: dalle contaminazioni architettoniche ai grandi esperimenti sociali degli squat occupati e dei besetzers, dalla proliferazione di movimenti artistici underground fino alla vita notturna berlinese, che è diretta emanazione di quel periodo di effervescenza collettiva.



Un giro sull’Oberbaumbrücke, il bellissimo ponte rosso di Berlino, regala la sensazione di attraversare quello che un tempo era un confine invalicabile. Da un lato i palazzi dipinti di Kreuzberg, oggi quartiere multietnico, un tempo parte dell’area sotto il controllo americano, dall’altra gli edifici in stile sovietico di Friedrichstein. A fare da matrice comune il sottofondo ribollente ed esplosivo di migliaia di giovani che vivono questi due quartieri a qualunque ora del giorno e della notte: storia e vita che s’incontrano, sacro e profano che si mischiano.


Forse il modo migliore per vivere questa inconcepibile unione di opposti è mescolarsi al flusso, unirsi ai giovani, vedere dove vanno, quali locali frequentano, conoscerne le abitudini. Nella zona di Friedrichstein, ma comunque a due passi dalla Sprea e quindi anche da Kreuzberg, c’è uno dei templi del turismo giovanile, il Plus Berlin, un ostello gigantesco che ospita centinaia di ragazzi di tutte le età che sono qui a Berlino per cogliere l’essenza di questa città unica, per celebrarne la nightlife, per essere dove si è fatta e si continua a fare la storia.

È un ostello di proprietà italiana, di proprietà del gruppo fiorentino Human Company, che occupa la storica sede di una scuola tessile, all’interno di un edificio neogotico. Nel cortile interno i giovani di ogni parte del mondo si trovano, bevono birre, si cimentano in discussioni politiche, i confrontano su quali siano i party migliori della serata o il dress code più adatto per entrare nei club. Chi sceglie questo ostello lo fa senz’altro per la posizione, perfetta per vivere la migliore nightlife della città, ma soprattutto per il livello dei servizi, superiore a qualunque altro ostello in città. Un concept ibrido «ostello+hotel» con prezzi contenuti e una serie di servizi degni di un hotel di prima classe: dalla piscina coperta alle lezioni di yoga, dal ristorante di cucina tradizionale e internazionale al centro fitness, dal servizio di noleggio bici ai tour guidati alla scoperta dei migliori pub della città.

Il PLUS Berlin si è classificato primo ostello d’Europa nella categoria Best Extra Large Hostels agli Hoscar 2018 (gli Oscar assegnati ogni anno dalla community di HostelWorld). Per info sul PLUS Berlin

Per gli eventi legati alla caduta del muro: press-releases/berlin-celebrates-30th-anniversary-fall-wall

Ivan Burroni

foto credits:
1- Oberbaumbruecke ©visitBerlin – visumate (foto piccola)
2- East Side Gallery ©Bruderkuss.11
3- Oberbaumbrücke ©visitBerlin – Scholvien
4- La Sprea da Kreuzberg ©Ivan Burroni
5- Street art a Kreuzberg
6- L’edificio neogotico del Plus Hostel
7- La piscina del Plus Hostel

Ivan Burroni

Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte. Ha fondato il magazine InUnGiorno.com

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