Metti un giorno in moto tra le colline del Prosecco…

Metti un giorno in moto tra le colline del Prosecco…

Scritto da Marta Covre on . Postato in Coppia, Itinerari, On the road, Single, Weekend

… alla scoperta di un territorio ormai famoso in tutto il mondo, grazie al vino che gli è valso il riconoscimento di Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, ma ancora ricco di scorci autentici, panorami mozzafiato e stradine secondarie che invitano all’avventura.

Provincia di Treviso, Italia.
La motocicletta: simbolo di libertà e avventura. Quale soluzione migliore per sfruttare la bella stagione e scoprire un territorio? Quale mezzo migliore per affrontare strade strette e poco battute senza l’ansia di fiancate rigate e specchietti troppo sporgenti? Nessuno, e infatti le moto danno il loro meglio, ad esempio, sulle strade delle colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG. Al IMRG, Indian Motorcycle Riders Group, di Treviso se ne intendono, e infatti hanno organizzato una giornata a zonzo tra vigneti e piccoli borghi.

Il percorso

Partenza dalla piazza di Pieve di Soligo e via sulle colline, con i loro dolci saliscendi, il panorama aperto sulle vallate sottostanti e qualche tornante per gradire. San Pietro di Feletto, con la sua affascinante pieve medievale; Conegliano e il suo castello, da cui lo sguardo spazia su tutta la pianura a sud e le Prealpi a nord; Vittorio Veneto, con lo scenografico Viale della Vittoria e il borgo murato di Serravalle. Revine e i suoi laghi, meta prediletta nei caldi pomeriggi estivi; Tarzo, Corbanese, quindi Refrontolo, dove è d’obbligo una sosta. Il Molinetto della Croda è un antico mulino ad acqua che sorge sulle rive del Lierza, ai piedi di una cascata di dodici metri. Costruito nel XVII secolo, è oggi un piccolo museo in cui scoprire come funzionava un mulino e dove ruota e macina continuano ancora a girare. È anche possibile compiere belle passeggiate nei dintorni, risalendo il salto d’acqua ed entrando nel bosco.

Salendo per Rolle si raggiunge quindi la vallata dove si trovano in sequenza gli abitati di Cison di Valmarino, eletto uno dei borghi più belli d’Italia, Follina e Miane. A Cison si trova il meraviglioso Castelbrando, massiccio castello di origine medievale, sede fino agli anni ‘50 della famiglia Brandolini d’Adda, oggi lussuoso hotel con spa e centro congressi. Follina è nota per la sua antica abbazia e Combai, nel comune di Miane, è famosissima per la produzione di marroni, preziosi e ricercati ogni autunno. Si raggiunge quindi Valdobbiadene, terra di Prosecco e di innumerevoli cantine, ma anche della singolare Osteria senz’oste, dove tutto è a disposizione del cliente, comprese bilancia e cassa per pagare il giusto.

E per la gola…

Sembra incredibile quanta strada si possa percorrere senza mai davvero allontanarsi troppo dal punto di partenza: scegliere le strade secondarie, quelle che passano tra borghi isolati e vigneti, per inseguire l’affascinante panorama che si apre dietro ogni curva è il modo migliore per godere appieno di una giornata in moto su queste colline. È così che si scopre davvero un territorio e, perché no, la sua cucina: fermarsi in un agriturismo apparentemente sperduto è di solito la scelta giusta. Significa assaporare i veri sapori della cucina casereccia, grazie all’orto sul retro e agli animali nella stalla, e il gusto del vino senza artifici, prodotto nella piccola cantina privata spesso presente.

Detto questo, nulla potrà mai sostituire il tripudio culinario che deriva dalla fortuna di avere per amico un esemplare della specie autoctona Trevigiano-Delle-Colline, che la domenica per pranzo ti guida fino alla sua casera tra i vigneti dove la mattina presto qualcuno ha messo a cuocere lo spiedo. I salumi del norcino di zona per antipasto, le tagliatelle con i funghi raccolti sul versante opposto per primo e poi la carne allo spiedo, talmente gustosa da meritare un applauso. A chiudere degnamente il tutto il Tiramisù fatto in casa, che da solo racchiude il significato di “ama il prossimo tuo”. E faglielo sapere così.

Foto Marta Covre

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Marta Covre

Trevigiana doc dal 1990, laureata in turismo, ora lavora a Venezia. Affascinata dalle lingue e culture del mondo, si cimenta da autodidatta negli idiomi che la attraggono – gaelico di Scozia in testa – mentre raccoglie il coraggio per affrontare il sanscrito. Da sempre appassionata di Storia, all’università ha iniziato ad approfondire la Grande Guerra partecipando a un progetto di ricerca, per poi entrare nel mondo del lavoro facendo diverse esperienze in ambito culturale. Sognatrice accanita, lettrice onnivora, ascoltatrice compulsiva di musica, è alla perenne ricerca di stimoli, nonché del suo personale Santo Graal. La sua giornata ideale comprende la ricerca di informazioni sulla prossima meta, la costruzione di itinerari, lo studio, magari pratico, della cucina locale, e infine il sogno a occhi aperti del momento di partire.