A Monte di Procida, la famiglia Colandrea trasforma le radici contadine in un’esperienza autentica tra mare e natura vulcanica. Tra camere panoramiche, orti biologici e una suggestiva limonaia di 300 mq, lo chef Luigi Colandrea porta in tavola una cucina d’autore sincera, legata alla biodiversità dei Campi Flegrei. Un viaggio tra tradizioni rivisitate, grandi lievitati artigianali e profumi mediterranei, dove ospitalità e territorio raccontano la bellezza più autentica della Campania.
Napoli Italia.

A Monte di Procida il paesaggio entra in cucina. Tra terrazzamenti affacciati sul Golfo di Napoli, profumi di agrumi e una natura modellata dall’antica forza vulcanica dei Campi Flegrei, Don Salvatore Ristorante & Relais racconta un modo autentico di vivere il territorio, dove ospitalità, tradizione agricola e ricerca gastronomica si fondono in un’esperienza unica.
Immersa nel verde, a pochi chilometri dalla costa, la struttura nasce dal progetto della famiglia Colandrea, guidata da mamma Rosa insieme ai figli Luigi e Generoso, che hanno trasformato una storica realtà agricola in un luogo capace di unire accoglienza e cultura del territorio. Camere panoramiche affacciate sui limoneti, sentieri immersi nella vegetazione, orti produttivi e spazi dedicati alla convivialità accompagnano l’ospite in un viaggio lento alla scoperta dell’anima più autentica dei Campi Flegrei.
Un territorio da vivere anche fuori dalla tavola, tra passeggiate a piedi o in bicicletta, escursioni in barca lungo la penisola flegrea e una visita alla vicina Oasi Naturalistica di Torrefumo. Nella tenuta è inoltre possibile acquistare conserve, frutta, legumi e verdure biologiche, testimonianza concreta di un legame profondo con la terra.

Lo chef Luigi Colandrea
Tra orti e limoneti, la natura diventa esperienza
Passeggiare nella proprietà significa entrare in un paesaggio agricolo ancora vivo. I terrazzamenti, gli orti biologici e sinergici, gli ulivi e le coltivazioni stagionali raccontano una vocazione contadina che continua a essere il cuore del progetto. Qui nascono molti degli ingredienti che arrivano in cucina: ortaggi, erbe aromatiche, agrumi e prodotti del cortile, comprese le uova fresche delle galline allevate a terra.
Il simbolo della tenuta è la suggestiva limonaia di oltre 300 metri quadrati, un’oasi mediterranea dove il verde e il profumo degli agrumi diventano parte integrante dell’esperienza. Un luogo ideale per pranzi e cene all’aperto, immersi in un’atmosfera elegante e naturale, dove il paesaggio flegreo diventa una scenografia viva.

Luigi Colandrea, il ritorno alle radici
Classe 1988, lo chef Luigi Colandrea è cresciuto tra gli orti e i filari della famiglia, prima di intraprendere un percorso professionale che lo ha portato a maturare esperienze nell’Agro Pontino, a Ponza, Ventotene e nella Riviera Romagnola. Un percorso arricchito anche dagli incontri con maestri come Rolando Morandin, riferimento per i grandi lievitati, e con il mondo del cioccolato di qualità attraverso Domori.
Nel 2016 sceglie di tornare alle origini insieme al fratello Generoso, recuperando un antico cellaio e trasformandolo nel cuore di un progetto gastronomico identitario. La sua è una cucina che parte dalla memoria, ma guarda al futuro: una cucina dove la tecnica è al servizio della materia prima e dove la biodiversità flegrea diventa elemento distintivo.
Accanto ai piatti della carta, Don Salvatore porta avanti una produzione artigianale di pane, pasta fresca, dolci e grandi lievitati a lievito madre, tra cui panettoni e colombe, diventati negli anni un’espressione riconosciuta della ricerca dello chef.

La cucina dei Campi Flegrei: dalla terra al piatto
Più che un semplice menu, quello di Don Salvatore è il racconto di un territorio. La cucina nasce dalla dispensa naturale dei Campi Flegrei, dove l’orto, il limoneto, il pescato del golfo, le carni selezionate e le eccellenze dei piccoli produttori locali dialogano in una proposta che segue il ritmo delle stagioni.
La filosofia dello chef Luigi Colandrea è racchiusa nel rispetto della materia prima: valorizzare ogni ingrediente senza alterarne l’identità, lasciando emergere profumi, consistenze e sapori autentici.
Il percorso gastronomico interpreta la tradizione campana con uno sguardo contemporaneo. Tra le proposte più rappresentative il soffritto nobile con scaglie di polenta croccante, il mini bun artigianale con pulled pork, friarielli e provola di Agerola e i nugget di coniglio con salsa all’ischitana e maionese alle erbe spontanee raccontano una cucina capace di muoversi tra memoria e creatività.
Nei primi emerge tutta l’identità del territorio: i tubetti di Gragnano con piselli Santacroce dell’orto, carpaccio di scampi e “vuccular” croccante esprimono l’incontro tra mare e campagna, mentre le Linguine allo Scarpariello con Pomodoro Cannellino Flegreo celebrano una delle eccellenze agricole più rappresentative della zona. Gli ziti spezzati alla Genovese firmati “28 Pastai” completano il racconto con un omaggio alla tradizione napoletana.
A rendere unica la proposta sono anche gli ingredienti che arrivano direttamente dalla terra: cicerchie, erbe spontanee, ortaggi stagionali, agrumi del limoneto e antiche varietà di pomodoro, come il Pizzutiello Giallo Flegreo, diventano il filo conduttore di una cucina viva e in continua evoluzione.
La brace valorizza invece la selezione delle carni, con preparazioni come il magatello di vitello cotto a bassa temperatura e la tartare di manzo al burro di bufala, mentre completano l’esperienza il carrello dei formaggi, la tradizionale pizza nel ruoto, una cantina attenta ai vini del territorio e percorsi degustazione dedicati ai sapori flegrei.

Un luogo dove il territorio diventa racconto
A Don Salvatore ogni elemento parla la stessa lingua: la terra vulcanica, il mare, gli orti, i limoneti e una cucina che nasce dall’ascolto della natura.
È questo il valore più autentico del progetto della famiglia Colandrea: offrire non soltanto un soggiorno o un’esperienza gastronomica, ma un incontro con l’anima più vera dei Campi Flegrei. Un viaggio fatto di sapori, paesaggi e tradizioni, dove ogni dettaglio invita a rallentare e a riscoprire il piacere delle cose autentiche.
Photo courtesy of Floriana Schiano Moriello Ufficio Stampa



