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Douja d’Or, Asti brinda al futuro

Dall’11 al 20 settembre la Douja d’Or torna ad animare Asti con un format diffuso tra piazze, palazzi e cortili. Dieci giorni di degustazioni, masterclass, incontri, cultura e gastronomia, nel segno di un Piemonte che guarda alla tradizione senza rinunciare al futuro.

Asti, Italia.

Il vino come racconto di un territorio

A settembre Asti cambia ritmo e, per dieci giorni, il vino diventa una chiave privilegiata per attraversare la città, scoprirne i luoghi e incontrare le storie di chi il territorio lo coltiva e lo racconta.

Dall’11 al 20 settembre 2026 torna la Douja d’Or, il salone nazionale dei vini promosso dalla Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Banca d’Asti e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Land, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio Asti DOCG e Moscato d’Asti DOCG, l’Unione Industriale della Provincia di Asti in collaborazione con il Vermouth di Torino e l’Associazione Produttori di Vino Biologico. La manifestazione è sostenuta dalla Regione Piemonte e dal Comune di Asti, con la regia dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.

Nata come concorso nazionale e ispirata all’Esposizione dei Vini del 1891, la Douja d’Or è cresciuta insieme al territorio, raccontando nel corso di quasi sessant’anni un Piemonte autentico, colto e generoso. Oggi, forte di questa lunga tradizione, sceglie di guardare avanti e di proporsi come luogo d’incontro tra territori, idee, sapori e linguaggi, rivolto tanto agli appassionati quanto ai turisti.

L’appuntamento inaugurale sarà venerdì 11 settembre alle 17 in piazza San Secondo, dove sarà ospitato lo spazio del Consorzio Piemonte Land.

Una città intera diventa palcoscenico

La vera cifra dell’edizione 2026 è il ritorno al format diffuso. La Douja esce dagli spazi tradizionali e si distribuisce tra piazze, vie, palazzi e cortili del centro storico, costruendo un percorso in cui degustazioni, incontri ed esperienze si intrecciano con il patrimonio culturale e turistico di Asti.

Il centro cittadino diventa così una sorta di grande salotto del vino. In piazza San Secondo, il Consorzio Piemonte Land presenterà una selezione di vini rappresentativa dei diversi territori regionali. I visitatori potranno lasciarsi guidare dai sommelier alla scoperta delle denominazioni piemontesi attraverso una carta digitale con oltre 400 etichette, consultabile tramite QR code.

Bollicine, bianchi, rosé, rossi, aromatici e passiti comporranno una panoramica ampia della produzione regionale, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere anche denominazioni meno note.

Palazzo Ottolenghi tra Asti DOCG e Vermouth

A Palazzo Ottolenghi il vino incontra invece la cultura della miscelazione. Il Consorzio Asti DOCG e il Consorzio del Vermouth di Torino IGP condivideranno gli spazi del cortile storico con un programma di degustazioni e appuntamenti.

Tre le masterclass principali. “I colori dell’Asti DOCG” accompagnerà il pubblico alla scoperta delle diverse sfumature della più antica denominazione spumantistica d’Italia. “Dietro le quinte di Asti Vibes” sarà dedicata al nuovo cocktail nato dall’incontro tra Asti Spumante e Vermouth di Torino. Infine, “Aroma Battle: Team Moscato d’Asti vs Team Brachetto d’Acqui!” porterà gli under 25 a confrontarsi con due espressioni simbolo della viticoltura piemontese attraverso una degustazione pensata per essere coinvolgente e contemporanea.

Non mancherà un’incursione nel mondo dello sport: dall’11 al 13 settembre, nel cortile del Diavolo Rosso, sarà esposto il trofeo delle ATP Finals. Per tutta la durata della Douja sarà inoltre possibile degustare Moscato d’Asti e Asti Spumante sia in purezza sia in versione miscelata.

A Palazzo Alfieri il Monferrato incontra la cucina

Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato avrà il suo spazio a Palazzo Alfieri, dove i visitatori potranno approfondire la conoscenza delle denominazioni tutelate e del patrimonio enologico del Monferrato.

Fra le esperienze proposte ci sarà un evento speciale dedicato alla mixology e alle nuove tendenze del consumo del vino, mentre per tutta la durata della manifestazione sarà attivo un ristorante realizzato insieme alla Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti, con menu studiati per valorizzare gli abbinamenti con i vini del territorio.

La presenza del Consorzio assume quest’anno un significato particolare: nel 2026 ricorrono gli ottant’anni dalla sua fondazione. Un anniversario che sarà celebrato guardando al futuro e sperimentando modalità capaci di avvicinare un pubblico sempre più ampio, dalla degustazione tradizionale alle nuove forme di consumo e comunicazione del vino.

Il Vermouth di Torino, tra storia e contemporaneità

Il Consorzio del Vermouth di Torino torna alla Douja con appuntamenti istituzionali, degustazioni e incontri dedicati alla stampa, con l’obiettivo di raccontare l’unicità di una denominazione che rappresenta l’unica IGP al mondo per un vermouth.

La partecipazione, realizzata in collaborazione con l’Unione Industriale della Provincia di Asti, si svolgerà negli spazi di Palazzo Ottolenghi, condivisi con il Consorzio Asti DOCG e Brachetto d’Acqui DOC, in un contesto pensato per dare visibilità alle denominazioni e raccontarne tanto la storia quanto l’evoluzione contemporanea.

Il biologico porta in città la cultura della sostenibilità

Fra le anime della manifestazione c’è anche quella dell’Associazione Produttori del Vino Biologico del Piemonte, che coinvolgerà ristoratori astigiani, vignaioli e appassionati.

Il programma alternerà eventi culturali dedicati ai progetti dell’associazione — dal “Treno delle vigne” al premio “Barbateller”, dedicato ai comunicatori del vino e del cibo — a degustazioni al bicchiere e percorsi alla scoperta degli abbinamenti con le specialità degli “Osti Narranti”.

Il calendario comprenderà inoltre la tradizionale “cena della vendemmia”, venerdì 18 settembre, con il grande bollito misto alla piemontese, organizzata in collaborazione con l’Istituto enogastronomico “Vercelli-Penna” di Asti e San Damiano.

Piazza Roma, tra Enoteche e musica

Il percorso della Douja passerà anche da piazza Roma, dove saranno protagoniste le Enoteche regionali del territorio del Monferrato e dell’Asti, con ulteriori degustazioni e appuntamenti.

Qui, giovedì 17 settembre dalle 19.30, il vino incontrerà la musica con “Sulle note del Barbera”, degustazione enogastronomica musicale realizzata in collaborazione con le associazioni Noi di Costigliole e Monferrato on Stage, insieme ad alcuni produttori gastronomici locali.

La piazza ospiterà inoltre la postazione di Coldiretti e Campagna Amica, mentre la CIA – Confederazione Italiana Agricoltori porterà in città un Agrivan dedicato alle degustazioni con i produttori locali.

Quattro paesaggi del vino, un dialogo internazionale

C’è poi una geografia più ampia che la Douja porta ad Asti. La collaborazione con l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, attiva dal 2014 nella gestione e valorizzazione del sito UNESCO “Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”, darà vita a quattro masterclass internazionali.

Il progetto nasce dal desiderio di mettere a confronto territori in cui la viticoltura costituisce un elemento fondamentale del paesaggio, della cultura e dell’identità delle comunità. Il percorso era iniziato nella precedente edizione con il Tokaj Wine Region Historic Cultural Landscape.

Nel 2026 il confronto si amplia con tre paesaggi vitivinicoli UNESCO — Tokaj, Fertő/Neusiedlersee e il Paesaggio della cultura vitivinicola dell’Isola di Pico — ai quali si aggiunge la Rotaliana Königsberg, invitata come territorio amico e non come sito UNESCO.

Il confronto condurrà così idealmente dall’isola vulcanica di Pico alle rive del lago Fertő/Neusiedlersee, dalle colline storiche di Tokaj alla Piana Rotaliana, per mostrare come il vino possa custodire paesaggi, identità e storie differenti, unite dalla stessa idea di patrimonio.

Il territorio continua il viaggio

La Douja proseguirà anche fuori dai suoi luoghi principali. Confagricoltura di Asti proporrà visite alle aziende vitivinicole con accompagnamento in bus e degustazioni a tema.

Il calendario cittadino sarà arricchito da numerose iniziative: dalla presenza di CIA con il suo Agrivan agli appuntamenti di Coldiretti e Campagna Amica, fra masterclass, vino e sapori astigiani.

A Palazzo Alfieri, la Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti tornerà protagonista con il Ristorantino della Douja, realizzato in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Sarà possibile scegliere tra un ristorante alla carta, allestito in una sala dedicata, e un panino gourmet nel cortile, pensato per una fruizione più informale e itinerante.

All’esterno saranno inoltre serviti due drink inediti, creati dagli studenti e dai barman della scuola per valorizzare i vini del Consorzio. Un progetto nel quale gli studenti diventano parte attiva dell’evento e trasformano la manifestazione in un vero laboratorio di formazione.

La grappa al Teatro Alfieri

Al Teatro Alfieri, nella sala Gianni Basso, saranno invece protagoniste le grappe piemontesi con il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, in collaborazione con ANAG Piemonte.

Quattro masterclass permetteranno di conoscere e degustare i prodotti delle 20 distillerie piemontesi aderenti al Consorzio, attraverso incontri con i mastri distillatori, abbinamenti gastronomici, una serata dedicata alle diverse tipologie di cioccolato e cocktail a base grappa preparati dall’esperto di mixology Nicola Mancinone.

Saranno complessivamente 15 prodotti, 15 grappe, raccontate e servite ai tavoli nei diversi contesti delle quattro serate.

Oltre la Douja, una città da scoprire

A fare da cornice alla manifestazione sarà infine “Oltre la Douja”, il calendario che porterà degustazioni, incontri e spettacoli in altri luoghi iconici di Asti, coinvolgendo diverse realtà della città e del territorio.

Il programma comprende il Palio di Asti, domenica 6 settembre, il Festival delle Sagre astigiane, il 12 e 13 settembre, il Wine Street Tasting 2026 e altre esperienze curate dall’Associazione Produttori del Vino Biologico.

Anche la Fondazione Asti Musei contribuirà al racconto della città ospitando, nell’ambito di Germinale Monferrato Art Fest, un’importante opera d’arte. Un ulteriore tassello di quella trasformazione che sta facendo di Asti un museo diffuso, dove il patrimonio storico dialoga con la contemporaneità.

Gian Paolo Coscia

Le voci della Douja

Dietro questa articolata geografia di appuntamenti c’è una visione condivisa: fare del vino uno strumento di promozione, cultura e sviluppo.

Gian Paolo Coscia, presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, sottolinea il momento complesso attraversato dal settore, stretto fra il cambiamento dei gusti dei consumatori e le difficoltà dell’export legate a guerre e protezionismi. Per questo, spiega, la Camera ha scelto di sostenere economicamente la manifestazione, considerandola non una semplice festa ma “una fucina di innovazione” e un acceleratore per la crescita del territorio.

Per Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, la Douja d’Or è uno degli appuntamenti più importanti per valorizzare identità, cultura ed eccellenze enogastronomiche. Il tema 2026, “Riscoprire Asti, Celebrare il Vino”, diventa così un invito a vivere il centro storico attraverso il vino e le persone che lo producono, rafforzando il legame fra promozione turistica, crescita culturale ed economia della città.

Una prospettiva condivisa da Riccardo Origlia, assessore al Turismo e manifestazioni, Agricoltura, Cibo e Vino, Palio, Gemellaggi e Unesco, Promozione del Territorio, che definisce il vino parte della storia, del paesaggio e della cultura di Asti. La Douja, nella sua lettura, nasce proprio da questo legame e lo porta nei luoghi più iconici della città, affiancando alle degustazioni cultura, gastronomia, musica e nuove esperienze.

Per Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il vino è soprattutto una porta d’ingresso al territorio: attraverso il calice il visitatore può scoprire paesaggi, borghi, cultura, gastronomia e persone. In un mercato che cambia, la Douja diventa quindi uno spazio per avvicinare anche le nuove generazioni alla cultura del vino e al bere consapevole.

Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land of Wine, guarda invece alla possibilità di portare ad Asti una rappresentanza del vino piemontese e delle sue 60 denominazioni. La presenza in piazza San Secondo nasce come occasione per far conoscere nuove etichette a un pubblico curioso, favorendo l’incontro diretto tra produttori e consumatori.

Il presidente del Consorzio Asti DOCG, Stefano Ricagno, individua nella Douja un esempio concreto di quanto fare rete tra istituzioni, consorzi e imprese possa permettere a un evento di crescere e attrarre pubblico anche oltre i confini del territorio. Asti Spumante e Moscato d’Asti saranno protagonisti di un programma che unisce gastronomia e mixology, aprendosi a nuovi pubblici e nuove occasioni di consumo.

Anche Paolo Ricagno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui, vede nella manifestazione un’occasione per raccontare Brachetto d’Acqui e Acqui Rosé in una veste contemporanea, attraverso degustazione, convivialità e gioco, con un linguaggio capace di coinvolgere le nuove generazioni senza perdere il legame con il territorio.

Per Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, l’edizione 2026 acquista un valore ulteriore proprio nell’anno degli ottant’anni dalla fondazione del Consorzio. Palazzo Alfieri sarà il luogo dove celebrare questo anniversario attraverso banchi d’assaggio, esperienze di degustazione e un racconto che unisce cultura, enogastronomia e territorio, guardando alle nuove forme di consumo e comunicazione.

Roberto Bava (vicepresidente) con Bruno Malavasi (Presidente Consorzio VdT)

Il Vermouth di Torino, ricorda il presidente del Consorzio di tutela Bruno Malavasi, non può mancare a un appuntamento che conserva con Asti un legame storico profondo. La Douja sarà l’occasione per raccontarne la storia, ma anche contemporaneità e versatilità, attraverso i diversi appuntamenti in programma.

Sulla stessa linea Luigi Costa, presidente dell’Unione Industriali della Provincia di Asti, che ricorda come la filiera del vino rappresenti una componente importante dell’economia provinciale. La rassegna dedicata al Vermouth raggiunge quest’anno la dodicesima edizione e l’arrivo di Asti Vibes, cocktail realizzato insieme al Consorzio Asti DOCG, rappresenta per Costa un ulteriore passo verso nuove collaborazioni fra i consorzi piemontesi.

Infine, Enrico Rovero, presidente dell’Associazione Produttori del Vino Biologico del Piemonte, ribadisce il ruolo della Douja nella promozione e divulgazione della cultura del vino biologico, mettendo al centro la sostenibilità ambientale e il lavoro dei vignaioli che valorizzano la produzione biologica certificata.

Perché andare alla Douja d’Or

A settembre Asti offre dunque più di una semplice rassegna enologica. La Douja d’Or è un invito a entrare nel paesaggio piemontese attraverso il vino, seguendo un itinerario che dalle piazze conduce nei cortili storici, dai palazzi alle tavole, dalle degustazioni alle storie dei produttori.

È un appuntamento particolarmente interessante per chi ama viaggiare senza separare l’enogastronomia dalla cultura: qui il calice diventa infatti una lente attraverso cui leggere la storia di Asti, il Monferrato, i suoi paesaggi, le sue architetture e il lavoro delle comunità che li abitano.

Ma c’è un altro elemento che rende questa edizione interessante: la capacità di mettere in dialogo generazioni e linguaggi diversi. Il vino incontra la mixology, il Vermouth dialoga con l’Asti DOCG, la grappa entra nel mondo dei cocktail, gli studenti della Scuola Alberghiera diventano protagonisti dell’accoglienza e i paesaggi vitivinicoli UNESCO si incontrano nel cuore della città.

Per chi conosce già Asti, sarà un’occasione per riscoprirla da una prospettiva nuova; per chi arriva per la prima volta, un modo piacevole e colto per entrarvi in punta di piedi. Tra un assaggio e una masterclass, una visita a Palazzo Alfieri e una passeggiata nelle vie del centro, la Douja suggerisce infatti un modo di viaggiare sempre più contemporaneo: lento, curioso, capace di mettere insieme gusto, patrimonio e relazioni.

E c’è anche la possibilità di spingersi oltre il calice, seguendo le tracce del vino nei paesaggi circostanti, nelle cantine, nelle tavole e nelle storie delle persone che continuano a costruire questa cultura. Asti diventa così non soltanto la sede della Douja, ma parte integrante dell’esperienza.

Ed è forse proprio qui il valore più autentico della manifestazione. Non limitarsi a celebrare ciò che il Piemonte ha costruito nel tempo, ma interrogarsi su come continuare a raccontarlo. Asti, per dieci giorni, diventa così un piccolo laboratorio di futuro: una città da attraversare, ascoltare e assaporare, dove ogni calice può diventare l’inizio di una storia.

Photo courtesy of Archivio Ente Turismo LMR e Ufficio Stampa Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Editore-Direttore Agenda Viaggi. Il primo grande viaggio? Quasi 15 ore di aereo per attraversare il mondo, ed arrivare in fondo al Sud America, tappa la bella Buenos Aires, dove ci rimane per ben dodici anni. Qui la prima esperienza lavorativa, nell'editoriale Rizzoli, che aveva acquistato nella città tanto amata da Jorge Luis Borges una nota casa editrice. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs, dove si occupa di costume, immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive a Monza ma spesso si sposta a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l'eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata da Dumbo, Brooklyn, dell'artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.

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