Arte e Grande Guerra intorno al monte Grappa

Arte e Grande Guerra intorno al monte Grappa

Scritto da Marta Covre on . Postato in Destinazioni, Itinerari, Weekend

Da Possagno a Bassano del Grappa, dai capolavori di Canova al ponte degli Alpini, dal fronte della Grande Guerra alla distilleria più antica d’Italia. Un affascinante itinerario di due giorni alla scoperta delle perle intorno al massiccio del Grappa

Veneto, Italia.
Possagno, il paese natale dello scultore Antonio Canova, è la prima tappa di questo itinerario: qui si visitano la casa-museo e la gipsoteca. Quest’ultima è la raccolta dei modelli in gesso delle sculture realizzati dall’artista prima di iniziare a intagliare il marmo. Ammirare questa raccolta è come fare un tour dei principali musei del mondo in poche stanze, perché questi gessi preparatori poco hanno da invidiare alle opere definitive. A pochi passi dal museo si trova il Tempio Canoviano. Ufficialmente chiesa parrocchiale del paese, di fatto un campionario dell’eclettico talento di Canova: suo il progetto architettonico, sua la pala d’altare, suo il disegno per il gruppo scultoreo della Pietà, suoi i busti accanto al sarcofago in cui riposano le sue spoglie.

Monte Grappa

Da Possagno si segue la strada provinciale 26 fino al bivio per San Liberale, dove iniziano i circa 20 chilometri di salita verso Cima Grappa. Dal parcheggio del rifugio Bassano si accede al Sacrario Militare attraverso una lunga scalinata, che conduce direttamente al piccolo settore austro-ungarico. Tra i caduti sepolti qui, uno suscita sempre curiosità e commozione: il soldato ungherese Peter Pan, che, al contrario del suo omonimo di fantasia, fu costretto a crescere molto in fretta. Il percorso porta poi all’osservatorio panoramico e alla lunga Via Eroica, che conduce al santuario della Madonna del Grappa e al grande settore italiano. L’imponente struttura, costituita da cinque gradoni semicircolari, ospita i resti di oltre duemila caduti noti e più di diecimila ignoti, oltre al generale Gaetano Giardino, che comandava questo settore del fronte.

Poco più in basso del sacrario si trovano la caserma Milano, che oggi ospita un museo, e la galleria Vittorio Emanuele III. Questa sofisticata opera ingegneristica è interamente scavata nella roccia e la si può percorrere in sicurezza per circa 800 metri, lungo i quali si aprono numerose gallerie secondarie e postazioni di artiglieria.

Questo primo giorno si conclude a Bassano del Grappa, raggiungibile scendendo per la strada provinciale 148.

Bassano del Grappa

La città di Bassano del Grappa vanta origini molto antiche, ma il grande sviluppo avvenne nel Medioevo, come testimonia il castello degli Ezzelini. Questo è il punto di partenza del percorso a piedi alla scoperta della città: le strutture più antiche risalgono al XII secolo, mentre gli interni sono oggi spazi espositivi. Tra le antiche mura si trova anche il duomo, costruito su una pieve del X secolo. Si scende poi lungo viale dei Martiri, così denominato in memoria dei trentuno partigiani impiccati lungo questa strada il 26 settembre 1944. Sulla sinistra il panorama spazia dall’altopiano di Asiago al monte Grappa. Al termine del viale si raggiunge il parco Ragazzi del ‘99, dove si trova il monumento nazionale in onore dei giovanissimi mandati al fronte alla fine del 1917. All’inizio di viale delle Fosse si incontra il solenne monumento al generale Giardino, rivolto verso il monte Grappa; proseguendo si svolta su via Da Ponte e si arriva in piazza Garibaldi, dove si trova la torre civica. Questa imponente costruzione domina la città e al suo interno si può visitare un’esposizione sullo sviluppo di Bassano, ma soprattutto si può salire sulla terrazza e ammirare la meravigliosa vista da un’altezza di 43 metri.

La passeggiata conduce quindi a porta Dieda, su cui campeggia il maestoso affresco del leone alato, testimonianza della secolare dominazione veneziana. Poco distante sorge il Tempio Ossario, costruito in stile neo-gotico all’inizio del Novecento come nuovo duomo, ma divenuto nel primo dopoguerra l’ultima dimora di oltre cinquemila caduti italiani. Il tour si avvia alla conclusione e sul lungofiume di via Porto di Brenta si può ammirare l’ultima tappa: Ponte Vecchio, più comunemente noto come Ponte degli Alpini, il vero simbolo della città. Si tratta di un affascinante ponte pedonale coperto, ricostruito più volte nei secoli sul progetto di Palladio. All’ingresso del ponte su questo lato si trova la distilleria Nardini, la più antica d’Italia, dove fu prodotta la prima grappa italiana: una tappa obbligata per gli amanti dei distillati e non solo.

Una proposta aggiuntiva

Gli amanti del trekking possono allungare l’itinerario di una giornata e godersi un’escursione sui numerosi sentieri del massiccio del Grappa. Questi percorsi sono l’opportunità ideale per scoprire l’ambiente naturale e le numerose testimonianze della Grande Guerra, non ultimi trincee e rifugi ben conservati. Sul versante est, salendo sul monte Tomba da Pederobba, si può approfittare per visitare l’unico Sacrario militare francese in Italia, dove sono conservate le spoglie dei caduti del contingente transalpino giunto in Italia dopo Caporetto.

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Marta Covre

Trevigiana doc dal 1990, laureata in turismo, ora lavora a Venezia. Affascinata dalle lingue e culture del mondo, si cimenta da autodidatta negli idiomi che la attraggono – gaelico di Scozia in testa – mentre raccoglie il coraggio per affrontare il sanscrito. Da sempre appassionata di Storia, all’università ha iniziato ad approfondire la Grande Guerra partecipando a un progetto di ricerca, per poi entrare nel mondo del lavoro facendo diverse esperienze in ambito culturale. Sognatrice accanita, lettrice onnivora, ascoltatrice compulsiva di musica, è alla perenne ricerca di stimoli, nonché del suo personale Santo Graal. La sua giornata ideale comprende la ricerca di informazioni sulla prossima meta, la costruzione di itinerari, lo studio, magari pratico, della cucina locale, e infine il sogno a occhi aperti del momento di partire.