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Torino in sella: l’Anello Reale

Un anello delle meraviglie di oltre 480 km si snoda attorno al capoluogo piemontese tra Residenze Reali e borghi segreti: è Cycling Around Torino (CAT), un viaggio che unisce l’agonismo gentile dello sport alla profondità della cultura. Dalla visione industriale UNESCO di Ivrea alla maestosità di Stupinigi, il percorso dedica un focus all’Anello Sud tra centri storici e la sosta sensoriale a Pancalieri per la menta di Casa Chialva. Tra abbazie silenziose e panorami mozzafiato, CAT invita a scoprire un territorio autentico attraverso un turismo lento, sostenibile e ricco di eccellenze enogastronomiche.

Torino, Italia.

C’è un modo diverso di guardare a Torino, uno sguardo che si allontana dalle guglie della Mole per perdersi tra i vigneti del Canavese e le strade bianche che costeggiano fiumi e castelli. Cycling Around Torino (CAT) è la risposta per chi cerca un’esperienza di viaggio profonda. Molto più di un itinerario, è un grande anello di oltre 480 km con un dislivello di circa 3200 metri, pensato per essere vissuto con lentezza, alternando il vigore della pedalata alla meraviglia della sosta.

Un anello tra asfalto e natura: l’anima del percorso

Il tracciato è un mosaico di paesaggi che cambiano sotto le ruote: si passa dal selciato dei centri storici allo sterrato dei parchi naturali, percorrendo strade secondarie e percorsi poco battuti. L’itinerario, pur essendo in gran parte pianeggiante e accessibile, non rinuncia a regalare emozioni forti grazie ad alcuni “strappi” in salita, specialmente in corrispondenza della collina torinese, dove lo sforzo è ampiamente ripagato da panorami che spaziano dalle vette alpine all’intera pianura sottostante.

Ivrea: tra storia medievale, tesori civici e utopia industriale

Nelle prime tappe a nord del capoluogo, il percorso sfida i sensi nell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, una delle formazioni geologiche meglio conservate al mondo, nata dal ritiro del ghiacciaio Balteo. Qui la terra trema e respira nei boschi e nelle silenziose pievi romaniche, piccoli scrigni di pietra come San Secondo a Magnano, dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo.

Giunti a Ivrea, la città “dalle rosse torri”, il viaggio si divide tra epoche e visioni. Il centro storico medievale si arrampica verso il Castello del 1358, con le sue maestose torri cilindriche che dominano la Dora Baltea. A pochi passi dal maniero e dal Palazzo del Vescovado, sorge la Cattedrale di Santa Maria Assunta, un mirabile esempio di stratificazione storica. L’edificio rivela un’affascinante unione di stili: dalle fondamenta romanico-gotiche del XII secolo, visibili nel deambulatorio e nella cripta, alla cupola barocca, fino alla facciata neoclassica. Ogni dettaglio architettonico, dai mattoni rossi all’imponente campanile, è un indizio che riconduce a una storia millenaria.

Proseguendo nel cuore della città, in Piazza Ottinetti, si incontra il Museo Civico Pier Alessandro Garda, ospitato nell’ex Monastero di Santa Chiara. Noto come “Museo Eporediese”, questo spazio custodisce la memoria del territorio dal Neolitico al Medioevo, arricchendosi con una preziosa collezione d’arte orientale e i dipinti della collezione Croff, donati da Lucia Guelpa, che spaziano dal Gotico al Rinascimento.

Pochi metri più in là, il panorama cambia e il Visitor Centre di Ivrea Città Industriale del XX Secolo racconta un’utopia divenuta realtà: il sogno di Adriano Olivetti. Qui l’architettura razionalista in mattoni rossi e grandi vetrate, Patrimonio UNESCO, non celebra il profitto, ma la bellezza e la dignità del lavoro, integrandosi perfettamente con il paesaggio circostante.

L’abbraccio delle Residenze Reali: Stupinigi e Moncalieri

Il percorso è un filo rosso che unisce le “Delizie” sabaude. La Palazzina di Caccia di Stupinigi appare al ciclista come un miraggio scenografico in fondo a un lungo viale alberato. Progettata da Filippo Juvarra, la sua pianta a croce di Sant’Andrea converge verso il salone centrale, dominato dal celebre cervo bronzeo, simbolo della nobiltà venatoria del Settecento.

Proseguendo verso est, si raggiunge Moncalieri. Il suo Castello Reale, massiccia residenza amata dalle regine sabaude, sorveglia dall’alto il Po. Il borgo storico sottostante è un dedalo di vicoli ciottolati che conducono al Real Collegio Carlo Alberto, luogo di altissima cultura che per secoli ha formato l’élite del Regno.

L’Anello Sud: 6 tappe tra borghi storici e profumo di menta

La sezione a Sud di Torino è un viaggio nelle tradizioni nobili e contadine. Si toccano borghi come Carignano, con la sua chiesa barocca dal profilo curvilineo unico in Europa, e Chieri, la “città delle cento torri”.

La tratta di 26 chilometri che collega Pinerolo a Pancalieri è un inno alla luce della pianura. Pinerolo, storica sede della Scuola di Cavalleria, conserva un fascino austero tra i portici medievali e il Duomo di San Donato. Pedalando verso la “capitale della menta”, si attraversa Vigone, dove il Parco di Villa d’Agliè offre angoli di pace assoluta.

A Pancalieri, l’aria si fa balsamica. Qui si scopre l’eccellenza di Casa Chialva, custode della Menta Piperita “Italo-Mitcham”, la migliore al mondo per finezza del profumo. Visitare la loro Distilleria Storica nel Complesso di Villa Giacosa Valfrè di Bonzo è un’esperienza sensoriale unica tra antichi alambicchi e corti settecentesche. Un’eredità riconosciuta nel 2025 con il Premio Fedeltà al Lavoro, segno di un legame indissolubile con questa terra.

Tesori nascosti e il gran finale sulla Collina

Il basso torinese regala la pace del Bosco del Gerbasso, un relitto delle antiche foreste che un tempo coprivano la pianura padana, e la Lanca di San Michele, dove l’acqua del Po ristagna creando un paradiso per aironi e cicogne. Si raggiunge poi Borgo Cornalese, una “company town” dell’Ottocento perfettamente conservata: una manciata di case coloniche, una chiesa neoclassica e un mulino che sembrano usciti da un dipinto d’epoca.

Il viaggio tocca la sua corda più spirituale a Carmagnola, nel Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova. Il suo chiostro trecentesco e la facciata in cotto sono un invito al silenzio e alla riflessione, prima di affrontare l’ultima sfida: la risalita della Collina di Torino. Qui, tra sentieri che profumano di terra e bosco, lo sguardo torna a spaziare lontano, abbracciando le Alpi e l’intera strada percorsa, in un gran finale di pura bellezza.

In sella verso l’orizzonte: come tracciare la rotta

Cycling Around Torino non è solo una sfida sportiva, ma un atto di amore per il territorio. Con 480 km di scoperte, mappe dettagliate disponibili sulla piattaforma OutdoorActive e la possibilità di suddividere il percorso in tappe su misura, l’anello torinese attende chiunque voglia riscoprire il piacere puro del viaggio.

Non occorre essere atleti professionisti: basta il desiderio di lasciarsi sorprendere dalla gentilezza dell’accoglienza locale e dai sapori genuini che punteggiano ogni sosta. Che sia con una bici muscolare o una e-bike, ogni colpo di pedale qui non è solo movimento, ma un intreccio profondo tra cultura, profumo e storia, capace di trasformare ogni chilometro in un ricordo indelebile impresso tra i vigneti e le antiche corti. È un invito a riappropriarsi del proprio tempo, un giro di ruota alla volta.

Gli esperti al tuo fianco

Per scoprire l’anima ciclistica del territorio torinese, l’itinerario si avvale della competenza di Due Ruote nel Vento, tour operator incoming che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Con un’esperienza radicata nel mondo del volontariato fin dagli anni ’80, questo operatore vanta un curriculum internazionale di oltre 300 viaggi in 32 nazioni. La loro filosofia? Trasformare il viaggio in un’esperienza ecologica, sicura e profonda, capace di unire la bellezza dei paesaggi naturali ai tesori storico-artistici meno noti.

Ad accompagnarvi in questa avventura è Davide Cerchio, Accompagnatore Cicloturistico professionista, che mette a disposizione dei viaggiatori non solo la sua conoscenza del territorio, ma una gamma completa di servizi logistici pensati per chi ama le due ruote.

Il Taccuino di Agenda Viaggi

Una selezione accurata di sostre dove l’eccellenza piemontese incontra il piacere della scoperta. Dalle dimore storiche del Canavese ai bike-friendly cafè del Pinerolese, ecco i nostri indirizzi del cuore per rigenerarsi, dormire e gustare i sapori autentici del territorio lungo tutto l’anello torinese.

DOVE MANGIARE

Cella Grande (Viverone)
Situato nel settore Nord, è un antico monastero benedettino dell’XI secolo. Qui potrete gustare i sapori del territorio nel ristorante della tenuta, accompagnati dai vini della loro cantina e da una vista mozzafiato sul lago.

Sina Villa Matilde (Romano Canavese)
Sempre nell’area del Canavese, questa dimora storica del Settecento offre un’esperienza gastronomica raffinata in un contesto nobile ed elegante, ideale per una sosta rigenerante e ricca di fascino.

Antica Pasticceria Castino (Pinerolo)
Affacciata sul Duomo, l’Antica Pasticceria Castino incarna l’eleganza dei caffè storici piemontesi. Celebre per aver dato i natali al Panettone Galup, oggi accoglie gli ospiti tra arredi d’epoca e un’arte dolciaria impeccabile. Dai lievitati alla raffinata pasticceria mignon, ogni assaggio celebra la tradizione sabauda più autentica.

Birrificio Santa Brigida (Avigliana)
Nel settore Ovest, ai piedi delle montagne, questa sosta è un must per chi ama la birra artigianale. Un ambiente conviviale dove la produzione propria incontra la passione per le materie prime locali.

Bike Cafè (Pinerolo)
Scendendo verso Sud, a Pinerolo, troverete questa osteria che è il vero punto d’incontro per i ciclisti. Unisce la cultura delle due ruote a una cucina fresca e dinamica, perfetta per un pranzo lungo il percorso.

Azienda Agricola Sapino (Carmagnola)
Nelle terre di pianura, questa azienda è il luogo ideale per una degustazione guidata. Scoprirete i prodotti genuini della terra carmagnolese, coltivati con dedizione e rispetto per la stagionalità.

Agriturismo Basso dei Sola (Villastellone)
Immerso nel verde del basso torinese, questo agriturismo offre la quintessenza della cucina rurale piemontese. Materie prime a chilometro zero servite in un’atmosfera bucolica e autentica.

DOVE DORMIRE

Cella Grande (Viverone)
Oltre al ristorante, il monastero offre un hotel di charme e una Bio Spa. Dormire tra queste mura storiche, circondati dal silenzio dei vigneti, è l’esperienza perfetta per chi cerca pace e benessere nel Nord del circuito.

Sina Villa Matilde (Romano Canavese)
Per chi desidera un soggiorno da sogno, le suite di questa villa settecentesca regalano un’atmosfera d’altri tempi. Un riposo di classe immerso in un parco secolare nel cuore del Canavese.

Residence Le Serre (Pinerolo)
Nel cuore del distretto Sud, questa struttura mette a disposizione suite e appartamenti moderni e spaziosi. È la soluzione ideale per chi cerca indipendenza, comfort e un punto d’appoggio strategico per esplorare il Pinerolese.

Ulteriori informazioni:
Turismo Torino e Provincia

Photo courtesy of Turismo Torino

Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Editore-Direttore Agenda Viaggi. Il primo grande viaggio? Quasi 15 ore di aereo per attraversare il mondo, ed arrivare in fondo al Sud America, tappa la bella Buenos Aires, dove ci rimane per ben dodici anni. Qui la prima esperienza lavorativa, nell'editoriale Rizzoli, che aveva acquistato nella città tanto amata da Jorge Luis Borges una nota casa editrice. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs, dove si occupa di costume, immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive a Monza ma spesso si sposta a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l'eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata da Dumbo, Brooklyn, dell'artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.

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