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Milano, eterna ispirazione

La Pinacoteca di Brera a Milano ha realizzato la presentazione del catalogo della mostra Giorgio Armani. Milano, per amore. Il libro testimonia il legame profondo tra Giorgio Armani e Milano, e in particolare con il quartiere di Brera, un luogo di appartenenza che aveva scelto per vivere e lavorare.

Milan, Italia.

Gli abiti si inseriscono nel percorso espositivo come presenze misurate.

Milano il centro del suo mondo 

Milano la sua fonte di ispirazione principale. Il legame tra lo stilista e la città è simbiotica: Armani ha sintetizzato lo stile e l’essenza di Milano con tre parole: Discrezione, Disciplina, Dovere. Ha definito Milano come la città che lo ispira da sempre, un luogo dinamico e fondamentale per il suo lavoro creativo. Ha spesso sottolineato il suo legame indissolubile con Milano, città che lo ha adottato e in cui ha costruito il suo impero, descrivendola come parte integrante della sua identità. Durante momenti storici particolari, come nel dicembre 2020, Armani ha espresso il suo legame con i milanesi con la frase “Io ci sono per Milano, con i milanesi.

In sintesi, per Armani, Milano non è solo una location di lavoro, ma il cuore pulsante della sua filosofia di eleganza discreta e rigorosa. Ne emerge un racconto che restituisce il senso del “fare moda” come mestiere, fondato sulla costante ricerca di armonia e naturalezza, e sulla coincidenza tra etica ed estetica che attraversa oltre cinquant’anni di lavoro di Giorgio Armani seguendone l’ordinamento e l’articolazione delle sale. Gli abiti si inseriscono nel percorso espositivo come presenze misurate, costruendo un confronto raffinato fatto di rimandi sottili: luce e ombra, materia e proporzione, silenzio e intensità cromatica. In relazione con maestri quali Antonio Canova, Giovanni Bellini, Raffaello Sanzio, Caravaggio, Giambattista Tiepolo e Francesco Hayez, la moda si rivela come una pratica di classicità contemporanea, profondamente radicata nella tradizione artistica italiana.

“Una mostra può essere vista in due modi. Da una parte c’è il soddisfacimento immediato dell’ego del creatore. Dall’altra c’è il valore didattico, la testimonianza unica che puoi offrire al pubblico, ma soprattutto ai giovani creativi, attraverso la tua opera: una sensazione che dura e appaga. Ecco, io sono interessato a questo secondo aspetto.” Giorgio Armani (tratto dal libro autobiografico Per amore)

Un confronto raffinato fatto di rimandi sottili: luce e ombra, materia e proporzione.

Cinquant’anni di creatività

Giorgio Armani considerava la moda una forma d’arte applicata, un’espressione di pensiero, rigore ed eleganza che fonde creatività e funzionalità. Vedeva l’arte come una fonte di ispirazione costante, mescolando influenze pittoriche e artistiche (come Kandinsky, Picasso, Matisse) nel design dei suoi abiti- Per lui tutto ciò che è creativo possiede un fondo artistico. La Pinacoteca di Brera ospita per la prima volta una mostra sul coerente percorso di stile tracciato da Giorgio Armani attraverso una selezione di abiti, accogliendola nelle sue prestigiose sale con le opere che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento. Il volume documenta l’incontro tra oltre centoventi creazioni di Giorgio Armani e i capolavori del museo milanese.

Giorgio Armani ha più volte dichiarato il suo legame con Brera, il quartiere che aveva scelto per vivere e lavorare e di cui ammirava l’anima duplice, colta e insieme profondamente vitale, con il suo misto di eleganza e libertà artistica. Un rapporto profondo riconosciuto dall’Accademia di Belle Arti, che nel 1993 gli conferì il titolo accademico per la coerenza della sua ricerca di stile, e il rigore con cui ha saputo unire la funzione alla fantasia dell’invenzione.

.“La Moda intesa come Arte decorativa viene accolta a Brera. Sarà un unicum: un dialogo fra Giorgio Armani, il museo e il patrimonio artistico custodito, restituito attraverso una selezione di sue creazioni”, ha dichiarato Chiara Rostagno, Vicedirettrice della Pinacoteca di Brera.

Il ruolo della moda nella costruzione e nella trasformazione degli immaginari estetici
nelle sale del museo.

Gli abiti raccontano la varietà di temi e codici

Storia pittorica e storia della moda invitano il visitatore a lasciarsi sorprendere da contrasti cromatici e materici. La selezione proviene da ARMANI/Archivio, che preserva e valorizza la visione di Giorgio Armani: un dizionario concettuale che racconta e definisce cinquant’anni di creatività, coerenza ed evoluzione, evidenziando il ruolo della moda nella costruzione e nella trasformazione degli immaginari estetici e culturali.

“Giorgio Armani è stato una delle espressioni più alte della creatività italiana che si è esplicata nell’essenzialità e nel rigore delle forme, un rigore che da estetico è diventato etico, cioè ha permeato il suo modo di vivere e di lavorare. E in questo Giorgio Armani rappresenta al massimo grado il carattere di Milano. Armani è anche l’espressione più tipica della cultura di Brera, luogo unico nel mondo dove da cinquecento anni si fa arte, ricerca e innovazione. Ed è per questo che già lo scorso anno ho creduto giusto e doveroso celebrare in Pinacoteca i cinquant’anni della Maison con una mostra che ne esalta il talento assoluto e lo stile inimitabile”, ha dichiarato Angelo Crespi, Direttore della Pinacoteca di Brera

Storia pittorica e storia della moda invitano il visitatore a lasciarsi sorprendere da contrasti cromatici e materici.

La moda, centrale per comprendere le società di ogni tempo

Trasmettere conoscenza attraverso l’esperienza diretta, consentendo di cogliere senza filtri la maestria dei grandi artisti, era e rimane il cuore della vocazione della Pinacoteca, inaugurata nel 1809 per sostenere la missione didattica dell’Accademia di Belle Arti, fondata nel 1776. L’esposizione delle creazioni di Giorgio Armani nelle sue sale, popolate da eccellenti espressioni artistiche, include per la prima volta in questa missione la moda, centrale per comprendere le società di ogni tempo.

Abiti che rendono il lavoro di Giorgio Armani inconfondibile: la rilettura della sartorialità; il senso unico della decorazione; la predilezione per i colori neutri ma mai piatti; l’amore per la ricchezza inaspettata di lavorazioni, trattamenti e ricami, segni di un estro misurato che si rivela poco a poco, e cambia la definizione stessa di sobrietà. I manichini, invisibili, lasciano che i corpi siano solo evocati dagli abiti, in continuità con i progetti espositivi realizzati in precedenza.

GIORGIO ARMANI: Milano, per amore riunisce per la prima volta abiti esposti in precedenza presso Armani/Silos e altre importanti istituzioni museali nel mondo, arricchendo la selezione di nuove scoperte tratte da ARMANI/Archivio. La mostra è allestita nelle sale della Pinacoteca di Brera, fino al 3 maggio 2026.

Credit photo: Giorgio-Armani, Milano, Per Amore, Pinacoteca-di-Brera, photo-credit-@agnese, bedini-@melaniadallegrave-@dsl, studio.

Myriam Lafuente Soler

Myriam Lafuente Soler

Myriam Lafuente Soler nace en España, Alicante en 1973. Doctora en Comunicación Pública por la Universidad de Navarra. Casada y madre de tres hijos, que le ayuda a ser mejor periodista. Vivió tres años en Singapur, una oportunidad para conocer el sureste asiático y a personas de distintas culturas y religiones. Después de la experiencia asiática, echó raíces en Italia donde lleva casi veinte años. El haber vivido en Asia y actualmente en Italia ha sido la mejor inversión, pues para ella la escritura se enriquece con las vivencias. Colabora en varios medios de comunicación en España. El género periodístico que más le gusta es la entrevista.

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