Uno sguardo alla tradizione proiettato verso il contemporaneo, le radici e il racconto del territorio che si fondono perfettamente con modernità e peculiarità attuali: all’ultimo piano dell’edificio di via Toledo, in pieno centro storico a Napoli, 177 Toledo è il progetto di fine-dining studiato dallo chef Giuseppe Iannotti per lo spazio di Gallerie d’Italia a Napoli.
Napoli, Italia.
Uno sguardo alla tradizione proiettato verso il contemporaneo, le radici e il racconto del territorio che si fondono perfettamente con modernità e peculiarità attuali: all’ultimo piano dell’edificio di via Toledo, in pieno centro storico a Napoli, a pochi passi dal crocevia di Piazza Plebiscito, 177 Toledo è il progetto di fine-dining studiato dallo chef Giuseppe Iannotti per lo spazio di Gallerie d’Italia a Napoli. Qui viene portata in tavola la sua idea della cucina napoletana, condivisa con l’executive chef Antonio Grazioli: nasce così un luogo dedicato all’alta gastronomia unico per la città, con una vista mozzafiato sui tetti del centro storico e una terrazza esclusiva che guarda alla Certosa di San Martino da una prospettiva unica.

Giuseppe lannotti
Istrionico, creativo, intelligente, entusiasta, infaticabile, ma anche puntiglioso, meticoloso, a tratti maniacale, cerebrale e istintivo, Giuseppe lannotti è un vulcano di idee e progetti, instancabile, mai fermo, mai sazio. La sua personalità è il risultato di un insieme di fattori determinanti, che vanno dal luogo in cui vive e opera, il Sannio, con la provincia nascosta di Benevento, alla famiglia, in primis la mamma Elvira, vera ispiratrice di passione culinaria e il papà Raffaele, che coltiva la terra attorno al Krèsios, assieme al figlio Roberto, il fratello di Giuseppe. Un nucleo forte quello familiare, legato al territorio, che, col tempo, si è allargato, fino a comprendere tutti coloro che dentro e fuori il ristorante lavorano.

Le proposte culinarie
Le proposte culinarie vengono presentate attraverso dei menù degustazione, tra cui spicca il “71”, richiamo alla smorfia napoletana, riservato a coloro che desiderano un approccio sicuro e confortevole: a tavola si ritrovano quei sapori autentici e genuini che hanno fatto parte dei ricordi di ciascuno di noi, reinterpretati in un modo contemporaneo e adottando materie eccellenti. Si inizia con una cialda di riso, da gustare lentamente per coglierne le sfumature al palato, rievocando il sapore della frittura di paranza, per poi passare a degli snack che introducono alla vera e propria esperienza. Il “Crudo a mare” è un piatto che non si dimentica: la freschezza, il perfetto equilibrio tra gli ingredienti, la qualità del sashimi di spigola creano un connubio di sapori delicato al palato.
Segue poi “Memorie partenopee”, una rielaborazione della classica pizza di scarola: alla base una focaccia fatta con vino bianco e strutto, scarola saltata in padella acciughe, olive nere e uva passa reidratata e pepe, con salsa di miso nella parte superiore, per offrire un tocco personale dello chef: una rivisitazione riuscita, una visione contemporanea non allontanandosi dalla ricetta tradizionale.
Perno della degustazione è “Ricchi ma poveri” con gli spaghetti alla poverella reinterpretati aggiungendo il tartufo: un sempreverde che si rinnova e convince anche in questa versione arricchita.
Si passa poi alla “Spada alla mugnaia”, un filetto freschissimo di pesce dove le squame sono rappresentate adoperando delle zucchine, un ottima portata che avvia verso la conclusione con il fresco predessert e “Al chiaro di luna” dove coesistono caffè e limone, bilanciandosi e integrandosi perfettamente. Una reinterpretazione della tipica mattina a Napoli, dove il dolce va inzuppato nel caffè, accompagnato da un Espresso Martini con appunto l’aggiunta dell’agrume. Si chiude con lo spasso, piccola pasticceria che spazia dal bacio di dama al dolcetto al cocco.

La carta dei vini
I menù degustazione vengono accompagnati da una carta dei vini eterogenea, che spazia fino a oltreoceano: cantine di eccelsa qualità si prestano per esaltare ulteriormente i piatti, in alcuni casi accostati anche a ottime birre artigianali. Davide, sommelier in sala, consiglia con accuratezza gli ospiti in base a preferenze ed esigenze per avere una completa e perfetta esperienza.

Anthill
Non solo food ma anche la possibilità di degustare ottimi drink con vista sulla città di Napoli. Accanto a 177 Toledo sorge Anthill, letteralmente “collina delle formiche”, che prende il suo nome da una metafora cara allo chef. Iannotti ha sempre visto la sua squadra come un fantastico formicaio operoso, in cui ci si muove e si agisce in un tutt’uno, dalla cucina alla sala, dalla sala alla cucina, in una continuità fluida fatta di piccoli, infiniti passi in cui tutti hanno qualcosa da fare. Inaugurato l’11 maggio 2023, il Cocktail Bar all’ultimo piano prevede sia una sala interna per 25 sedute, con tavolini che guardano al bancone dove la selezione dei cocktail è frutto di un contemporaneo lavoro di professionisti della mixology internazionali, sia una parte esterna, sviluppata sulla grandissima terrazza piantumata che guarda verso il mare partenopeo e che può ospitare fino a 76 persone sedute. Anthill arriva con una proposta del tutto inedita a Napoli, uno spazio dedicato alla mixology d’autore, dove il divertimento va di pari passo con l’originalità dell’offerta dei drink e l’ampia carta delle tapas studiate dallo chef, che anche qui ha come executive Antonio Grazioli.
La carta dei cocktail si divide tra classici (con twist) e signature. Sono 10 i cocktail signature, che sono vere proprie storie sotto forma di drink e di ingredienti misteriosi, ognuna delle quali ha un proprio contenitore che racconta, assieme alle materie prime delle bevande, un personaggio o un aneddoto legati alla cultura e alla letteratura campana.
INFO
Per saperne di più in merito a quest’eccellente esperienza culinaria, www.linktr.ee/177toledo
Photo Alessandra Chianese




