L’enoturismo cambia pelle con Tommasi Wine Hospitality, trasformando la cantina in un luogo d’incontro e cultura per le nuove generazioni. Attraverso il coinvolgimento di giovani professionisti del territorio e proposte esperienziali su misura, il gruppo vitivinicolo valorizza il patrimonio italiano da nord a sud. Un viaggio unico tra degustazioni d’eccellenza, benessere e picnic tra i filari, guidato da una storica famiglia che da quattro generazioni unisce la tradizione rurale all’innovazione più contemporanea.
Milano, Italia.
C’è un nuovo modo di viaggiare che mette al centro il calice, ma guarda ben oltre il liquido che contiene. Oggi il vino si scopre camminando tra i filari, ascoltando le storie di chi lavora la terra e lasciandosi catturare dall’identità profonda di un luogo. Su questa filosofia dell’incontro e della scoperta esperienziale si fonda il progetto Tommasi Wine Hospitality. La divisione dedicata all’accoglienza di Tommasi Family Estates ridisegna i confini dell’enoturismo italiano, trasformando la cantina in uno spazio vivo, contemporaneo e aperto, capace di parlare con naturalezza anche alle nuove generazioni di viaggiatori, come Millennials e Gen Z.
Cosa cercano oggi i giovani globetrotter quando pianificano una sosta in cantina? Non una semplice sfilata di bottiglie, ma autenticità, convivialità e la possibilità di vivere un momento unico da condividere. È una vera e propria rivoluzione culturale che la famiglia Tommasi ha saputo intercettare con lungimiranza, trasformandola in una risorsa straordinaria: oggi le sue tenute registrano circa 12.000 presenze all’anno, e l’ospitalità è arrivata a generare il 4,5% del fatturato complessivo del Gruppo.
Come spiega lo stesso Pierangelo Tommasi, l’accoglienza in cantina non è più un contorno, ma rappresenta una delle spinte strategiche più vitali per la famiglia. È lo strumento ideale per accorciare le distanze tra chi produce e chi consuma, offrendo ai visitatori – appassionati storici o semplici curiosi – quel legame umano e quell’esperienza profonda che cercano quando scelgono una bottiglia o una destinazione.

La svolta under 30: l’accoglienza diventa “a km zero”
La vera intuizione del gruppo sta nell’aver trasformato l’ospitalità in una forma di sostenibilità sociale. Ad accogliere i viaggiatori nelle diverse tenute non ci sono guide distaccate, ma un team di giovani professionisti under 30, cresciuti e formati proprio nei territori in cui hanno sede le cantine. Si crea così un dialogo spontaneo e informale, dove i ragazzi del posto raccontano il proprio territorio ai coetanei, usando un linguaggio fresco, dinamico ed empatico.
Questo modello recupera il fascino antico della comunità rurale, quando la vita della cantina era legata a doppio filo alle famiglie che vivevano a pochi passi dai vigneti. Anche se oggi Tommasi è un gruppo strutturato e presente in diverse regioni, l’anima resta quella di una grande famiglia legata alla terra. Una visione che si traduce in un’attenzione sartoriale per il visitatore, curando ogni singolo istante del suo soggiorno attraverso proposte flessibili e modellate sulle sue passioni.

Dalla Valpolicella al Collio: l’accoglienza d’autore nel Nord
Il nostro itinerario alla scoperta di questo mosaico italiano non può che partire dalla Valpolicella Classica, la terra d’origine di Tommasi. Qui il percorso si fa spettacolare: gli ospiti iniziano il viaggio con la freschezza del Lugana Le Fornaci per poi addentrarsi nei segreti dell’Amarone della Valpolicella Classico. Il cuore dell’esperienza batte nella storica bottaia, dove si può ammirare dal vivo Magnifica, la botte da 333 ettolitri che detiene il Guinness World Record come la più grande botte da affinamento in legno del pianeta. Durante l’estate, la domenica si veste di relax con il Tommasi Sparkling Sunday, l’aperitivo informale tra i filari perfetto per chi vuole vivere la campagna a ritmo lento. Nei fine settimana l’appuntamento è con l’Aperi-Wine 360 Amarone Edition, mentre chi cerca un’esperienza di puro benessere può scegliere i pacchetti Wine & Spa creati in collaborazione con Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA, unendo la rigenerazione termale al piacere di un calice d’eccellenza.
Spostandosi verso il confine orientale, in Friuli, il paesaggio del Collio apre le porte della tenuta Marco Felluga e Russiz Superiore. In questo tempio dei grandi bianchi italiani, l’accoglienza si traduce in silenziose passeggiate tra le vigne e visite nella storica Barricaia degli Orzoni. Per chi desidera staccare la spina e farsi cullare dal tempo lento della natura, il soggiorno presso il Relais Russiz Superiore offre un rifugio di puro charme.

In Toscana tra picnic d’autore e panorami da cartolina
Scendendo verso il cuore della Toscana, la tenuta Casisano a Montalcino reinventa il modo di vivere la Val d’Orcia e il suo celebre Brunello. L’esperienza più amata dai viaggiatori è senza dubbio la Picnic Experience: dopo una visita guidata della cantina, gli ospiti possono stendere una coperta tra i filari e godersi un cestino ricco di sapori toscani e ottimo vino. C’è persino la possibilità di scegliere un libro dalla biblioteca della tenuta, per unire la lettura alla bellezza del paesaggio. Per chi preferisce un approccio più sensoriale, l’itinerario Sfumature di Montalcino traccia un percorso affascinante che parte dal vigneto, attraversa la bottaia e arriva al calice per svelare l’evoluzione del Rosso di Montalcino, del Brunello e del Brunello Riserva. Le proposte si completano con il percorso Montalcino in Verticale e con la Tommasi Family Experience, ideali per i wine-lover più esigenti.

Sud profondo: l’anima del vulcano e il calore della Puglia
In Basilicata, la cantina Paternoster racconta un’Italia insolita e magnetica, dominata dal profilo del Vulture, il vulcano spento che dona una personalità unica ai vini locali. Attraverso percorsi come I Love Vulture e Welcome in Paternoster, si esplorano i vigneti vulcanici e si scende nella suggestiva Cantina del Barone Rotondo, un’affascinante struttura ricavata da un’antica neviera. Qui, l’Aglianico del Vulture si degusta in abbinamento ai prodotti tipici del territorio, regalando un viaggio nel tempo e nella storia della famiglia.
Il sole e l’energia del Mediterraneo esplodono invece in Puglia, dove l’ospitalità firmata Tommasi si sdoppia. Nel cuore del Salento, la Tenuta Eméra fa scoprire ai viaggiatori il carattere del Primitivo e del Negroamaro, regalando indimenticabili aperitivi al tramonto accarezzati dalla brezza marina. Poco distante, a Guagnano, la Cantina Moros offre un’esperienza che unisce enologia e arte: questa cantina-museo dedicata al Salice Salentino ospita mostre ed esposizioni temporanee, trasformando il momento del brindisi in un vero e proprio appuntamento culturale.

Un mosaico che guarda al futuro senza perdere le proprie radici
Questo straordinario viaggio attraversa oggi otto tenute vitivinicole in sette diverse regioni, disegnando una mappa del saper fare italiano. Oltre ai territori storici, la firma di Tommasi tocca la Lombardia con la Tenuta di Caseo in Oltrepò Pavese, la Toscana con Poggio al Tufo in Maremma (dove l’accoglienza si fa agriturismo a Pitigliano) e la partnership nel Chianti Classico con La Massa, l’Umbria con il progetto a Orvieto, fino al prestigioso recupero culturale di Villa De Buris in Valpolicella, dedicato alla produzione dell’Amarone Riserva e del Valpolicella Superiore.
E il futuro promette nuove affascinanti mete per i viaggiatori di domani. Il gruppo ha infatti in cantiere importanti novità sul fronte dell’ospitalità, con i prossimi progetti di Ammura sulle pendici dell’Etna in Sicilia, l’ampliamento di Tenuta di Caseo in Lombardia e il nuovo tassello di Le Fornaci sulle sponde del Lago di Garda. Con quattro generazioni di storia alle spalle e una rete di ospitalità che include l’Albergo Mazzanti nel centro storico di Verona, la famiglia Tommasi dimostra come la passione per la terra, se raccontata con occhi giovani, possa diventare l’esperienza di viaggio più bella del mondo.
Photo courtesy of AB Comunicazione




