LUGANO, PIACEVOLE SORPRESA

Scritto da Simona PK Daviddi on . Postato in Weekend

La città svizzera ha una nuova stella sul lungolago, il Lac Lugano, avveniristico contenitore polifunzionale, per ospitare mostre d’arte, concerti e opere liriche.

Lugano, Svizzera.
È l’esotico vicino, Lugano, con il suo microclima che la rende piacevole tutto l’anno, con il fascino del lago che a tratti sembra il mare, con il rigore svizzero ma la vocazione al bien vivre italiana: in qualsiasi stagione un weekend nella città svizzera sarà ricco di eventi e di attrazioni.

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A iniziare dal raccolto centro storico, dal sapore mitteleuropeo, con le case color pastello, i café storici e le griffe di moda, per continuare con il lungolago, vivace a tutte le ore e ultimamente impreziosito da un polo artistico e culturale dal design avveniristico e dalle caratteristiche uniche: si tratta del Lac Lugano,  firmato dall’architetto Ivano Gianola, imponente edificio in vetro e acciaio, dove antico e moderno accompagnano il visitatore in perfetto equilibrio dalla hall alle sale che ospitano la collezione permanente di opere d’arte e il fitto calendario di mostre temporanee, al vero cuore della struttura, l’auditorium dall’acustica perfetta e dal palco all’avanguardia, che gli consente di modificare la propria struttura per adattare le sonorità: che si tratti di un’opera lirica, un balletto, un concerto classico o moderno, la conchiglia acustica modulabile e la fossa orchestrale mobile garantiscono la massima qualità del suono.

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Sempre sul lungolago, meritano un cenno l’ottocentesca Villa Ciani, con la sua mole Liberty immersa in un curato parco, e Villa Castagnola, trasformata in hotel di lusso, avvolta da un’atmosfera calda e accogliente: è d’obbligo andarci, anche solo per un drink, per ammirare le numerose e pregevoli  opere d’arte – una su tutte: all’ingresso si viene accolti da una scultura di Giacometti – raccolte nel tempo e in giro per il mondo dai proprietari.
Per i momenti glamour, è ancora il lungolago di Lugano a sorprendere: il Lido, infatti, mentre durante il giorno è una spiaggia raffinata, al tramonto si trasforma in un louge bar, dove sorseggiare un cocktail pies dans l’eau.

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Paesaggio unico
Un giro in barca sul lago di Lugano è un must, non solo per godere dei riflessi azzurri dell’acqua ma anche – e soprattutto – per lasciarsi avvolgere dalle verdissime montagne che lo circondano e per lasciarsi sorprendere da deliziose perle che lo punteggiano, come Gandria, pittoresco paesino aggrappato alle pendici del monte, che si specchia nell’acqua con le sue case storiche, divise le une dalle altre da vicoli e stradine dove le macchine sono vietatissime. Volendo invece ammirare il lago dall’alto – insieme alle Alpi svizzere e savoiarde e alla pianura lombarda –, il punto d’osservazione privilegiato è Monte San Salvatore (912 metri di altitudine), raggiungibile con una simpatica funicolare; una volta in vetta, i più sportivi possono avventurarsi lungo uno dei tanti sentieri naturalistici che si snodano da lì.
Infine, se è vero che un viaggi ed enogastronomia vanno a braccetto, Lugano è anche, a sorpresa, terra di vini: tra le diverse cantine dei dintorni, spicca per l’architettura inusuale – l’autore è l’archistar Mario Botta – la Fattoria Moncucchetto, dove provare bianchi e rossi ricavati da uve locali, ma anche il Ratafià, liquore di noci ottenuto secondo un’antica ricetta di famiglia.

Simona P.K. Daviddi
simona@agendaviaggi.com

Simona PK Daviddi

Simona PK Daviddi

Emiliana per tre quarti (l’ultimo quarto è top secret) è convinta di essere la discendente diretta di Matilde di Canossa, perché come lei “chiacchiera” in una manciata di lingue, tra le quali il russo e il giapponese. Nessuno la chiama con il suo primo nome di battesimo – neppure i suoi genitori né il suo editore – ma con le iniziali degli altri due (anche questi top secret), Pikappa. Ha scoperto le tre grandi passioni della sua vita – viaggiare, fotografare e scrivere – quando aveva otto anni e le hanno regalato la prima reflex e la prima moleskine; da allora, appena può, infila “due cose” in valigia e parte, rigorosamente in compagnia della sua Nikon. Il jet lag la rende euforica. Di recente si è innamorata del rugby e della Sicilia: si sospetta che la “colpa” sia di Massimiliano, il suo fidanzato, rugbista trinacrio. Se non facesse la giornalista, farebbe la ballerina di danza del ventre o la bailaora di flamenco.