Un Trentino più quieto, lontano dai flussi delle località dolomitiche più conosciute, dove il paesaggio cambia continuamente: meleti, canyon scavati nell’acqua, boschi, piccoli paesi e montagne che superano i duemila metri. La Val di Non si scopre senza fretta, alternando passeggiate, bicicletta e soste in trattorie dove la gestione è ancora di famiglia.
Val di Non (TN), Italia
La prima cosa da sapere sulla Val di Non è che, nonostante il nome, non ha esattamente l’aspetto della valle alpina che ci si potrebbe immaginare. È piuttosto un grande altopiano attraversato da profonde gole, circondato dalle montagne e disegnato da file geometriche di meleti.
Una destinazione che permette di vivere la montagna in modo diverso rispetto alle località dolomitiche più celebri. Meno ricerca della “grande attrazione” e più piccoli luoghi da scoprire.

Dormire tra i meleti
Un ottimo punto di partenza per esplorare l’Alta Val di Non è Agritur Pisani, in località Salobbi, a Brez, oggi nel comune di Novella. Una casa circondata dal verde, dove ad accogliervi ci sono Cinzia, Adriano e Alessio, il piccolo di casa. Il tono del soggiorno si capisce subito: succo di mela all’arrivo e, prima di andare a dormire, una grappa al pino mugo.
Una curiosità: il paesaggio dei meleti che oggi sembra da sempre parte della valle è in realtà relativamente recente. La coltivazione specializzata della mela iniziò ad affermarsi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, fino a trasformare profondamente economia e paesaggio della Val di Non.
Qui le mele sono davvero ovunque: in Val di Non ci sono circa 6.500 ettari di meleti, coltivati da oltre 3.800 famiglie. I frutteti salgono dai 500 ai 900 metri di quota e tra fine agosto e ottobre la valle entra nel pieno della raccolta, ancora in gran parte fatta a mano.

A tavola, tra Trentino e Alto Adige
Da queste parti vale la pena lasciare spazio anche a pranzi e cene tipici.
A Castelfondo, il Ristorante Alla Villa è uno di quei posti semplici in cui è la cucina a parlare. Ai fornelli c’è Simone e tra i piatti da provare metterei senza esitazione la guancetta, morbida e saporita, insieme alle preparazioni della tradizione locale.
Per un’esperienza diversa bisogna spingersi verso Lauregno, già in Alto Adige ma geograficamente parte di quell’Alta Val di Non in cui italiano e tedesco, cultura trentina e sudtirolese si incontrano continuamente. Qui c’è la Osteria Al Sole. Il consiglio è semplice: prenotate un tavolo sulla terrazza. La vista merita già il viaggio. Poi ci sono Julia e sua mamma, una gestione familiare e una cucina senza costruzioni inutili: canederli, spätzle, strudel e piatti della tradizione altoatesina.

Dal Lago Smeraldo dentro il canyon
A Fondo, oggi Borgo d’Anaunia, si può lasciare l’auto e raggiungere a piedi il Lago Smeraldo attraversando il cosiddetto Burrone.
Il percorso risale una stretta gola scavata dall’acqua, tra passerelle, rocce e marmitte dei giganti, fino a sbucare direttamente sul lago. È una passeggiata semplice ma decisamente meno prevedibile della classica camminata intorno a un lago alpino.
Anche qui c’è una piccola sorpresa: il Lago Smeraldo non è naturale. Si trova a circa 1.000 metri di quota ed è stato realizzato nel 1964, sbarrando il corso del Rio Fondo.

Fino ai 2.116 metri del Monte Roen
Per vedere la valle dall’alto bisogna invece salire verso il Monte Roen, la cima più importante della Costiera della Mendola, a 2.116 metri.
La prima parte della salita può essere fatta in seggiovia dal Passo della Mendola fino alla Malga Romeno, usufruendo di una tariffa scontata per chi possiede la Trentino Guest Card. Da qui restano circa 520 metri di dislivello per raggiungere la cima, lungo un percorso che diventa più ripido nell’ultimo tratto.
Una volta in alto, il panorama si apre a 360 gradi sulla Val d’Adige, sulle Dolomiti e sulle montagne circostanti.

Arte nel bosco e serate in piazza a Cavareno
Per una passeggiata molto più semplice c’è invece il Parco Arte Pineta di Cavareno, un piccolo progetto di land art nel bosco.
Il percorso è un anello di circa 1,2 chilometri dove si incontrano sculture e installazioni realizzate prevalentemente con materiali naturali o di recupero: una grande mano di legno, un cervo, un gufo nascosto tra gli alberi e figure che raccontano il rapporto fra gli abitanti della valle e la terra.
Vale la pena fermarsi a Cavareno anche dopo la passeggiata. Durante l’estate il paese ha una vita culturale particolarmente attiva e la sera Piazza Giovanni Prati ospita spesso incontri, spettacoli e appuntamenti. Tra questi c’è Cavareno incontra, rassegna culturale che nel 2026 ha festeggiato i suoi primi dieci anni.

La Val di Non in bicicletta
Un altro modo piacevole per scoprire la valle è la bicicletta, soprattutto per attraversare paesi, prati e meleti senza spostarsi continuamente in auto.
Secondo l’Azienda per il Turismo Val di Non, sono due le grandi piste ciclabili di riferimento: la Rankipino, che attraversa a mezza montagna la valle dal Passo Palade a Mostizzolo, e la Ciclabile dell’Alta Val di Non, asfaltata o pavimentata e collegata ai diversi paesi della zona.
Quest’ultima, con il collegamento al Passo Mendola, forma un percorso di circa 40 chilometri tra Malgolo, Romeno, Salter, Cavareno, Sarnonico, Ronzone, Malosco e Fondo, passando tra prati, meleti e centri storici.
A Fondo si possono noleggiare mountain bike ed e-bike all’Emporio del Ciclo, un buon punto di partenza per esplorare l’Alta Val di Non sulle due ruote.

Tre buoni motivi per visitare la Val di Non
1. Per scoprire un’altra idea di montagna.
2. Per alternare canyon, boschi, bici e panorami d’alta quota.
3. Per l’accoglienza familiare e l’ottima cucina.
Photo Ornella Lameri



