Lo Studio Stefano Boeri Architetti ha dato vita al progetto di quella che sarà la prima foresta verticale dell'Africa. I tre cubi verdi saranno pronti entro il 2022, con l’obbiettivo di dare maggior respiro a New Cairo, la nuova capitale amministrativa egiziana, collocata a solo 45 chilometri dal centro.

Un polmone verde nel deserto del Cairo

Scritto da Carlo Ingegno on . Postato in Spazi & Natura

Lo Studio Stefano Boeri Architetti ha dato vita al progetto di quella che sarà la prima foresta verticale dell’Africa. I tre edifici verdi saranno pronti entro il 2022, con l’obbiettivo di dare maggior respiro a New Cairo, la nuova capitale amministrativa egiziana, collocata a solo 45 chilometri dal centro.

Milano, Italia.
L’ambizioso progetto New Cairo vertical forest è strutturato secondo i principi della sostenibilità energetica e ambientale e prevede la realizzazione di tre torri (un hotel e due palazzine residenziali), di 7 piani per 30 metri sia in altezza che in larghezza, a cui fanno da cornice 350 alberi, 14mila arbusti, e centinaia di rigogliosi cespugli appartenenti a differenti e tipiche specie della regione. In totale l’area verde supererà i 3600 mq. Un inno alla natura che si combina perfettemente con la sua cubica architettura.

E’ il primo grande progetto green nato nella regione del Nord Africa/Medio Oriente, ideato dallo Studio Stefano Boeri Architetti con la designer egiziana Shimaa Shalash come partner locale e la collaborazione dell’agronomo paesaggista Laura Gatti per Misr Italia Properties. Stefano Boeri e Francesca Cesa Bianchi, partner e direttore del progetto di SBA, hanno presentato in contemporanea Greener Cairo, un progetto che prevede la conversione ecologica di tutta la metropoli egiziana, soprattutto la vegetalizzazione delle facciate e la realizzazione di un sistema di accessi verdi che attraverseranno il Cairo per confluire in una grande circonferenza verde.
Eloquente la dichiarazione di Stefano Boeri e Francesca Cesa Bianchi: “Cairo può diventare la prima metropoli del Nord Africa ad affrontare la grande sfida del cambiamento climatico e della riconversione ecologica.”

Questo concept innovativo o progetto pilota è iniziato sempre con l’architetto urbanista Stefano Boeri a Milano nel 2014, con l’esuberante bosco verticale di Porta Nuova, che mostra quotidianamente nelle sue due torri (alte 110 e 76 metri) oltre 20mila piante e arbusti e 900 alberi. Un progetto edilizio pluripremiato dall’indiscutibile impatto visivo, che unisce Milano alle più moderne città del mondo.

I tre edifici del progetto New Cairo vertical forest saranno completati nel 2022, collocati in una zona centrale dell’area sud orientale del Cairo, quale sito della nuova Capitale amministrativa. Di partcolare interesse due aspetti ecosostenibili: saranno autosufficienti dal punto di vista energetico e potranno assorbire circa 7 tonnellate di anidride carbonica in un anno e produrre 8 tonnellate di ossigeno.
FOTO: Stefano Boeri Architetti-MISR Italia_Il Bosco_Egypt_New Administrative Town

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Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Nato a Napoli, trasferitosi per amore a Buenos Aires dove la bella Patricia gli regala ben 4 figli. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs dove si occupa di immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive da qualche anno con sua moglie Raffaella e la gatta Misha a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l’eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata a Dumbo, Brooklyn, dell’artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.