Una vera e propria oasi urbana di 1000 metri quadri prenderà il via nelle prossime settimane in Viale Toscana 31. Il progetto di Santeria SpA trasforma il cemento in un giardino pluviale aperto al quartiere, combinando la transizione ecologica con l’intrattenimento culturale. Tra “città spugna” e biodiversità, un investimento da oltre un milione di euro per combattere le isole di calore.
Milano, Italia.
Dal cemento alla “città spugna”
Una rivoluzione verde è pronta a scattare all’ombra della circonvallazione milanese. Nelle prossime settimane prenderanno il via i lavori per la creazione di Giardino Manifesto, l’ambizioso progetto di rigenerazione urbana che trasformerà radicalmente l’area esterna dello stabile di Santeria in Viale Toscana 31. Presentata ufficialmente in conferenza stampa, l’iniziativa punta a convertire uno spazio completamente cementato in un’oasi ecologica e culturale. L’obiettivo è trasformare il concetto di sostenibilità in un’esperienza quotidiana e partecipativa, aperta all’intero quartiere.
L’intervento prevede la deimpermeabilizzazione totale del suolo per dare vita a un giardino pluviale di circa 1000 metri quadri, dove ben il 55% della superficie sarà destinato interamente al verde. Ideato dallo studio di architettura ReValue, il progetto adotta i principi lungimiranti della “città spugna” (SUDS) e delle “emissioni zero” (nZEB), introducendo soluzioni all’avanguardia per la gestione delle risorse idriche e il contrasto ai cambiamenti climatici.

Natura hi-tech contro il cambiamento climatico
Le soluzioni strutturali inserite nel disegno di Giardino Manifesto rispondono a due criticità cruciali della Milano contemporanea: le esondazioni causate da eventi meteo estremi e l’effetto “isola di calore”. Il cuore ingegneristico del progetto si basa su innovativi rain garden per il corretto deflusso delle acque piovane e su bacini di raccolta in cisterne dedicate.
La biodiversità urbana sarà invece stimolata da cool spot vegetali con piante rampicanti capaci di attirare gli impollinatori e garantire fioriture stagionali. Non mancherà un sensory garden arricchito da piante aromatiche, ortaggi, frutti e materiali tattili, pensato per offrire ai visitatori un’esperienza multisensoriale immersiva e rigenerante.

Cultura, comunità e investimenti
Giardino Manifesto non è solo ecologia, ma anche unione sociale. Lo spazio ospiterà una quinta-installazione artistica permanente sui temi ambientali, un anfiteatro all’aperto dedicato a spettacoli, formazione ed eventi culturali, e accoglienti pergole in bambù pensate per la sosta e la coesione tra i cittadini. Questo tassello si inserisce in un percorso di efficientamento avviato da Santeria già nel 2015, che ha già visto lo stabile dotarsi di impianti di climatizzazione ad alta efficienza, pompe di calore, un impianto fotovoltaico da 25 kW e sistemi di raffrescamento naturale sulle facciate.
L’operazione richiede un investimento complessivo superiore al milione di euro, reso possibile grazie a una solida sinergia tra pubblico e privato. Il progetto vede infatti il pieno sostegno del Comune di Milano, la partnership pluriennale di Gruppo CAP (in prima linea con le sue competenze idriche), il finanziamento economico di Fondazione CAP e la preziosa collaborazione di Our Carbon.

Da sinistra, Santagostino, Cutrona, Sala, Pontiroli
La parola ai protagonisti
La presentazione del progetto ha raccolto l’entusiasmo delle istituzioni e dei partner coinvolti, fieri di restituire a Milano un modello replicabile di rigenerazione urbana.
“Nel 2014 abbiamo preso un impegno con la città: recuperare uno spazio in disuso e farne un luogo di cultura”, dichiara Andrea Pontiroli, CEO di Santeria SpA – Società benefit. “Oggi raccogliamo una sfida nuova: rendere l’edificio e l’area esterna moderni e sostenibili con una collaborazione tra pubblico e privato in cui ognuno fa la propria parte per Milano. Con ‘Giardino Manifesto’ vogliamo restituire alla città un’ambiziosa oasi urbana aperta al quartiere”.
Un plauso convinto arriva anche dal Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, presente all’incontro:
“Il Giardino Manifesto è un progetto molto ambizioso, che unisce impegno ambientale, promozione culturale e attenzione alla comunità. La nuova oasi urbana rafforzerà le attività culturali e la socialità del quartiere, in uno spazio che il Comune ha dato in gestione a Santeria. Ringrazio Santeria e i suoi partner perché questi interventi renderanno lo spazio di viale Toscana ancora più aperto“.
A chiudere il cerchio degli interventi è Yuri Santagostino, Presidente e Amministratore Delegato di Gruppo CAP:
“Questo progetto rappresenta pienamente la nostra visione: mettere la competenza sull’acqua al servizio delle comunità. Dopo l’esperienza di Città metropolitana Spugna, portiamo un approccio concreto in cui l’acqua diventa risorsa e il verde urbano una vera infrastruttura climatica. Come green utility pubblica crediamo che la transizione passi da spazi aperti, accessibili e resilienti”.

I protagonisti del progetto
Gruppo CAP è il gestore pubblico del servizio idrico della città metropolitana di Milano, dove serve 2,5 milioni di abitanti; come main partner dell’iniziativa, mette la sua competenza sull’acqua al servizio della transizione ecologica urbana. La progettazione integrata e la direzione dei lavori sono state invece curate da ReValue, studio d’architettura milanese guidato da Cristiana Cutrona e specializzato in rigenerazione urbana ed efficientamento energetico. Infine, la tech company italo-californiana Bioforcetech / OurCarbon porta nel progetto la sua innovazione d’avanguardia, capace di trasformare i fanghi di depurazione in un biochar sostenibile a impatto negativo sul carbonio, ridefinendo completamente il concetto di scarto organico.
Photo courtesy of Mi Serve Un Ufficio Stampa




