Alla Fonderia Napoleonica Eugenia di Milano, il Maestro Salvatore De Riso ha aperto ieri le porte del proprio mestiere a una community sempre più ampia di appassionati. Tra dimostrazioni dal vivo, degustazioni e approfondimenti sulle materie prime, una giornata promossa da Molino Colombo che ha trasformato la tecnica in patrimonio condiviso.
Milano, Italia.
C’è un momento, in ogni mestiere d’eccellenza, in cui la conoscenza smette di essere un segreto custodito tra pochi addetti ai lavori e diventa qualcosa da condividere. È da questa idea che nasce Sal De Riso in Tour, il progetto che porta il sapere dell’alta pasticceria fuori dalle aule di formazione tradizionali per farne un’occasione di incontro e confronto diretto con il pubblico — e che ieri, sabato 26 settembre 2026, ha fatto tappa proprio a Milano.
Un appuntamento nel cuore di Milano
Dalle 9.30 alle 18.00, la Fonderia Napoleonica Eugenia di Milano — in via Genova Thaon di Revel 21 — ha ospitato una tappa di questo percorso itinerante promosso da Molino Colombo. Qui il Maestro Salvatore De Riso ha incontrato una community di appassionati in costante crescita, chiamandoli a entrare nel vivo del proprio lavoro. Più che una masterclass in senso stretto, è stata un’occasione per toccare con mano tecniche e metodologie fino a ieri riservate agli addetti ai lavori, restituendole a chi in cucina si muove per passione più che per mestiere.
La community come motore di crescita
Per De Riso, il valore di questi incontri sta soprattutto nel far capire quanto lavoro — ricerca, tecnica, scelta delle materie prime, tempo, passione — si nasconda dietro ogni dolce: più si conosce questo mondo, più lo si sa apprezzare davvero. Ed è un rapporto che, come ha sottolineato il Maestro, funziona in entrambe le direzioni: la curiosità di chi partecipa diventa a sua volta uno stimolo per i professionisti a innovare e a continuare a trasmettere la cultura della buona pasticceria.
Non si è trattato, dunque, di un pubblico che ascolta e assorbe passivamente: gli appassionati sono diventati parte attiva di un meccanismo che tiene in movimento l’intero settore. In questo scenario, il ruolo del Maestro è andato oltre la semplice trasmissione di una ricetta: per De Riso, significa mettere la propria esperienza al servizio degli altri, costruendo un ponte tra il mondo professionale e chi ama la pasticceria e vuole migliorarsi anche tra le mura di casa.
Dalla Delizia al Limone al Bacio Caraibico, un viaggio tra le creazioni simbolo
Nel corso della giornata, il Maestro ha guidato i partecipanti attraverso alcune delle preparazioni più rappresentative della sua produzione, alternando dimostrazioni dal vivo, approfondimenti tecnici, racconti e degustazioni. Si è spaziato dalla celebre Delizia al Limone al lievitato all’albicocca e cioccolato — anche in versione monoporzione — passando per la sbrisolona ricotta e pere, il Dolce d’Amalfi e il Bacio Caraibico in monoporzione. Ogni preparazione è diventata l’occasione per osservare da vicino il metodo del Maestro e comprendere come tecnica, equilibrio e materia prima concorrano al risultato finale.
La farina, protagonista silenziosa
Non è un caso che parte della giornata sia stata riservata proprio agli ingredienti: conoscerli a fondo, prima ancora che lavorarli, è ciò che distingue un risultato casuale da uno controllato. La farina, in particolare, ha giocato un ruolo determinante: conoscerne caratteristiche e comportamento permette di affrontare ogni preparazione con maggiore precisione. Le ricette della giornata sono state realizzate con due referenze nate dalla collaborazione tra Sal De Riso e Molino Colombo — Sal De Riso tipo 0 per Panettone e Colomba e la tipo 1 per torte e biscotti — entrambe inserite nella linea Le Eccellenze dello storico molino di Paderno d’Adda, pensate per garantire equilibrio, friabilità e facilità di lavorazione in preparazioni che vanno dalle torte alle crostate, dai biscotti al pan di Spagna.
Strumenti concreti da portare a casa
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa non si è esaurito però nella trasmissione tecnica. De Riso aveva parlato apertamente, alla vigilia, di ciò che avrebbe voluto lasciare ai partecipanti: nuove competenze, una maggiore conoscenza delle materie prime, la voglia di continuare a sperimentare — ma anche qualcosa di più concreto, piccoli accorgimenti pratici a cui spesso non si pensa, capaci però di migliorare davvero ciò che si prepara ogni giorno tra le mura di casa.
Un progetto che dialoga con “Panettone da Maestro”
Sal De Riso in Tour si inserisce in una visione più ampia, che trova un altro tassello in “Panettone da Maestro”, il percorso dedicato al grande lievitato italiano e alla valorizzazione del sapere dei Maestri, con cui Molino Colombo continua a costruire occasioni di formazione e divulgazione. Due iniziative diverse per contenuti e protagonisti, ma unite dallo stesso obiettivo: portare la conoscenza fuori dai luoghi della formazione professionale e renderla patrimonio condiviso, mettendo in relazione Maestri, appassionati e nuove generazioni.
È questa la filosofia che guida Molino Colombo, da sempre impegnato nella valorizzazione della cultura della farina. Il CEO Andrea Ottolina descrive il trasferimento del know-how come una responsabilità, ma anche una grande opportunità per il settore: creare occasioni di incontro tra Maestri, professionisti, appassionati e nuove generazioni significa, per lui, far crescere una cultura della pasticceria più consapevole — uno strumento in più per valorizzare il lavoro artigianale e comprendere meglio le materie prime.
Un’eredità che si condivide
A giudicare dalla partecipazione e dal coinvolgimento del pubblico presente, la giornata ha raccolto un’adesione superiore alle attese, confermando quanto il format ideato da Molino Colombo intercetti un bisogno reale di avvicinamento tra professionisti e appassionati. Al termine della giornata, resta la sensazione che il vero valore di un Maestro non stia soltanto in ciò che sa fare, ma in ciò che sceglie di regalare a chi lo osserva. Perché ogni gesto tramandato, ogni piccolo segreto condiviso ad alta voce, non impoverisce chi lo racconta: lo rende, semmai, custode di qualcosa che continua a vivere anche fuori dalla propria bottega. È questa, in fondo, la vera cifra di Sal De Riso in Tour — trasformare un sapere individuale in un’eredità collettiva, capace di far crescere insieme chi la pasticceria la fa di mestiere e chi, semplicemente, la ama.
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