Piccoli personaggi, spaventapasseri e innamorati diventano il centro di un racconto ironico e poetico.
Milano, Italia.

La poesia quotidiana di Francesco Abbiati a Milano
A inaugurare la stagione autunnale dell’arte a Milano è una mostra dal respiro particolarmente poetico, non a caso a curarla e promuoverla è uno dei più noti galleristi milanesi, Franco Toselli, a cui si deve il merito di averci fatto conoscere nomi quali Vincenzo Agnetti, Joseph Kosuth, Luciano Fabro, Daniel Buren e molti altri.
Il 24 settembre Toselli, che ha sempre giocato con l’arte con grande leggerezza, presenta infatti i disegni di Francesco Abbiati, un artista che, con i suoi disegni dai colori morbidi e tenui, riesce a imprimere sulla carta immagini di poesia pura che ci fanno sorridere e sognare.

Un’umanità minore fatta di sogni e ironia
I soggetti preferiti da Abbiati – che, a onor del vero, non è ancora particolarmente noto – sono quelli che potremmo definire di una umanità minore, le mondine, le lavandaie, gli abitanti delle case di ringhiera: uomini con i gilet scomposti e i pedalini rossi, donne con i bigodini in testa, un po’ trasandate. Ma anche gli innamorati persi nel loro mondo dove la realtà è subordinata al sogno, a cui si contrappongono gli spaventapasseri che, con il loro abbigliamento improbabile, sicuramente fanno sorridere anche i passerotti.

L’arte come rifugio e linguaggio comune
Viene spontaneo domandare ad Abbiati come nascono i suoi disegni. La risposta, semplice e altrettanto spontanea, evidenzia come e quanto disegnare per lui sia vitale e naturale, perché è un po’ come cucirsi attorno un bozzolo.
“Non so se la mente guidi la mano o se quest’ultima prenda il sopravvento”, racconta infatti con un sorriso, “ma certamente la simbiosi è stretta, indivisibile, eccitante e, così, nascono altre forme: i girasoli, i gendarmi, c’era una volta il West, e altri ancora”.
Questa mostra, punto di arrivo o forse di partenza – poco importa – è nel suo sentire un appello lanciato nel vento perché altri lo ascoltino nella speranza di un linguaggio comune che unisca anziché dividere questa umanità lacerata da paure e guerre. Il che, a ben vedere, è lo scopo primario dell’arte.
E ne abbiamo tanto bisogno.

INFO
Galleria Toselli
Milano, Via Madonnina 13,
Inaugurazione, 24 settembre ore 18
Testo di Fabia Garatti
Foto di Rinkaku, courtesy of Galleria Toselli




