SELANGOR E PERAK, LA MALESIA MENO NOTA

SELANGOR E PERAK, LA MALESIA MENO NOTA

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in carnet-di-viaggio, Coppia, Destinazioni, Famiglia, Itinerari, Single, Spazi & Natura

LA REGIONE NORD – OCCIDENTALE, TUTTA LA SCOPRIRE.

Selangor, Perak, Malesia.
I luoghi poco noti e meno frequentati dai turisti, spesso nascondono tesori inesplorati, a cominciare da quella che è la vita quotidiana di un popolo che ha tradizioni, usi e costumi profondamente diversi dai nostri.
E’ questo il caso delle ragioni del Selangor e del Perak.
A nord rispetto a Kuala Lumpur, bastano poche ore di auto per trovarsi nella campagna, per fare esperienza di homestay, assaporare momenti di condivisione con persone estremamente gradevoli, disponibili e sorridenti.
E’ anche un’ottima occasione per gustarsi un panorama non ancora intaccato dal turismo di massa. La foresta è rigogliosa, le case di chi vive lì sono curate e accoglienti e l’ospitalità ha il sapore di sentimenti veri e genuini. Si può mangiare con i locali, preparare con loro i pasti e provare a vivere esperienze molto varie, come l’utilizzo di strumenti musicali o la partecipazione a giochi tradizionali.
Ma non è finita qui. Questa zona della Malesia offre moltissimo.
Oltre alla natura ci sono i templi. Le celeberrime Batu Caves, uno dei tesori nazionali e, al tempo stesso, il sito indù più sacro di tutta la Malesia, si trovano proprio lì.

Ma numerosi sono anche altri templi, sparsi qua e là in tutta la regione. Si tratta, per lo più, di grotte nascoste, atte alla preghiera e alla meditazione, situate in scenari mozzafiato.
Poi ci sono le città, ricche di storia, testimoni di un passato complesso e articolato dove culture differenti e gruppi etnici si sono sovrapposti e integrati.
Kuala Kangsar, capitale reale dei sultani del Perak per gli ultimi due secoli, fu il luogo d’elezione degli inglesi che da lì partirono per la colonizzazione del paese.
La città ha mantenuto integra la sua struttura, tra incantevoli giardini e architetture coloniali, compresa una moschea maestosa.
Kuala Kangsar e, in particolare il distretto di Sayong, è anche il luogo in cui è possibile conoscere e sperimentare l’arte dei “labu”, vasi di creta nera lucidi a forma di zucca.
Molto affascinante è anche la città di Ipoh, capitale dello stato del Perak e terza città del paese con il suo mezzo milione di abitanti.
Fondata intorno al 1880, in seguito alla scoperta di un grande giacimento di stagno, Ipoh ha una città vecchia molto interessante da visitare, grazie alla sua storica Chinatown.
Si tratta di un reticolo di strade color pastello con al centro una via stretta e suggestiva, Panglima Lane, nota in passato come Concubine Lane, ossia il luogo in cui i mercanti cinesi mantenevano le loro amanti.
Ipoh è anche una meta suggestiva per la sua stazione dei treni, in stile anglo-moresco, talmente apprezzata da essere nota come il Taj Mahal (uno dei più noti monumenti indiani e una delle meraviglie del mondo) locale e per il quartiere della street art.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Dove dormire
Per visitare la zona, Ipoh costituisce un’ottima scelta.
Io ho soggiornato al Weil Hotel, un hotel a 5 stelle con camere spaziose e pulitissime, una colazione eccellente, ristorante e piscina. Situato in una posizione strategica, permette di raggiungere facilmente il mercato notturno in cui è possibile fare acquisti, soprattutto scarpe da tennis e articoli sportivi, a prezzi bassissimi.

L’homestay Labu Kubong Kuala Kangsar (www.labukubong.com) è un’abitazione deliziosa in mezzo alla campagna del Perak, vicino a Kuala Kangsar. Soggiornando lì, è possibile effettuare numerose esperienze con i locali e conoscere dall’interno la vita reale del popolo malese che vive nell’entroterra.


Se viaggiate con i bambini
Lost World of Tambun (https://sunwaylostworldoftambun.com) è un parco, situato a Ipoh, che offre numerose attrattive al suo interno: dai giochi d’acqua a una meravigliosa piscina con una spiaggia; dalle giostre a un piccolo zoo, fino a una valle in cui viene illustrata la modalità di estrazione dello stagno. All’interno si trovano ristoranti e caffè ed è possibile anche dormire nel parco. Lo scenario naturalistico in cui si trova il Lost World of Tambun è straordinario, una foresta verde e fittissima.


Un pò di archeologia industriale per comprendere l’economia del paese
Non lontano da Ipoh, si trova la Tanjung Tualang Tin Dredge No.5.
E’ una sorta di fabbrica flottante, costruita dagli Inglesi nel 1938 e atta all’estrazione dello stagno, una delle principali risorse economiche del paese. La Malesia è infatti leader mondiale per l’estrazione e lavorazione dello stagno. E’ un luogo affascinante e davvero molto particolare. Costituisce un unicum in tutto il paese.

Visit Malaysia Year 2020 ai nastri di partenza, Il 2020 sarà il grande anno del turismo nel paese asiatico.
Per info: www.malaysia.travel
pagina facebook: turismo Malesia Italia.

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Paola Scaccabarozzi

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.