Oltre i cieli dell’avventura lungo la Via dei Gessi e dei Calanchi: natura incontaminata e scenari mozzafiato da percorrere a piedi

Oltre i cieli dell’avventura lungo la Via dei Gessi e dei Calanchi: natura incontaminata e scenari mozzafiato da percorrere a piedi

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Destinazioni, On the road, Sport & Viaggi, Weekend

L’Emilia Romagna è una regione di infinita bellezza, interamente da scoprire: meta indicata per i “camminatori” che intendono percorrere un viaggio all’insegna della scoperta, della natura mozzafiato, della libertà e dell’ottima cucina.

Emilia Romagna, Italia.
L’Emilia Romagna è una terra da esplorare, scoprire, perlustrare; innumerevoli infatti sono le attrazioni e le bellezze che questa Regione italiana offre ai visitatori: arte, cultura, borghi medievali, paesaggi mozzafiato, natura incontaminata, città affascinanti e segnate dalla storia antica, mare e spiagge infinite e un’eccellente tradizione enogastronomica sono solo alcuni dei validi motivi per decidere di recarsi in questi suggestivi territori.

Terra ideale per i “camminatori”

Accanto alle opere di inestimabile valore architettonico e artistico, collocate in tutta la Regione, l’Emilia Romagna si presenta come un luogo ideale per i “camminatori”: tanti infatti decidono di avventurarsi e intraprendere sentieri in contatto diretto con la natura, cimentandosi nel trekking tra zone pianeggianti, collinari fino a raggiungere le cime delle vette più alte. Uno dei percorsi più interessanti, ricco di scenari incantevoli, unici e panorami da lasciare esterrefatti è la Via dei Gessi e dei Calanchi, un itinerario escursionistico che collega Bologna a Brisighella in sei tappe, con la possibilità di arrivare fino a Faenza allungando il percorso di un altro giorno. Un viaggio alla scoperta della natura, caratterizzato dal passaggio in diversi borghi della zona, ognuno unico nel suo genere e con peculiarità da osservare ed ammirare, da attrazioni culturali e, ovviamente, dai sapori più tradizionali e genuini, ottima ricompensa dopo il lungo tragitto: si arriverà nel cuore della Romagna, camminando e ammirando i gessi più estesi d’Europa e i maestosi calanchi. Attualmente, i Gessi bolognesi e la Vena del gesso romagnola sono candidati per ottenere il riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

La guida “La Via dei Gessi e dei Calanchi a piedi”

Per chi fosse interessato ad intraprendere quest’incredibile esperienza e avere una descrizione più dettagliata del cammino, è possibile acquistare e consultare la guida “La Via dei Gessi e dei Calanchi a piedi”, di Sara Zanni e Sara Cavina, due guide escursionistiche che hanno ideato e provato direttamente questo percorso per la prima volta, decidendo di promuoverlo per consentire ai visitatori di scoprire i paesaggi dell’Emilia Romagna nei suoi aspetti più intimi e meno turistici. L’idea è nata durante una tranquilla conversazione in cui entrambe si sono chieste se, recandosi a Bologna, fosse possibile fare ritorno a Faenza a piedi. E, in effetti, è concretizzabile anche nella realtà. Per organizzare escursioni con accompagnatori turistici qualificati, è possibile infatti rivolgersi allo staff di 4 All’Ora, che può proporre escursioni di una giornata, weekend e pacchetti su misura, appoggiandosi a tour operator specializzati.
Per maggiori informazioni: info@4allora.it e www.4allora.it

Informazioni generali

L’itinerario copre circa 100 km, da percorrere in sei giorni di cammino; per i più esperti, che vogliono raggiungere Faenza, bisogna aggiungere una settima tappa. Nonostante la relativa brevità del percorso, i dislivelli e le caratteristiche del terreno rendono piuttosto impegnativa la traversata: in base alle proprie esigenze e livello di allenamento, ognuno può decidere autonomamente se rispettare quelli che sono gli step previsti o modularli a proprio piacimento, considerando anche le condizioni meteo o le ore di luce a disposizione in base al periodo dell’anno prescelto. Il dislivello positivo complessivo, infatti, si attesta sui 4300 metri mentre, procedendo sulle varianti basse, si riduce a 3850 metri; le strade sono per il 60% caratterizzate da sentieri CAI e strade sterrate mentre, per il restante 40%, si presentano asfaltate a bassa percorrenza. La lunghezza delle singole tappe varia dagli 8,5 ai 22 km, tutte piuttosto impegnative, motivo per cui è indispensabile avere un’adeguata preparazione fisica. Viene, inoltre indicato un tempo di percorrenza medio, che può subire variazioni in relazione ad agenti esterni o eventuali soste. La scelta di suddividere in tappe piuttosto brevi consente ai camminatori di godere pienamente della bellezza della natura circostante, dell’alternarsi di paesaggi immensi, bucolici, incontaminati, eterogenei, passando da distese pianeggianti a boschi rinfrescanti, riempiendosi gli occhi dinanzi ai luoghi ameni che li circondano.

Il punto di partenza per incamminarsi all’interno della Via dei Gessi e dei Calanchi è sicuramente la città metropolitana di Bologna, dotata del principale snodo ferroviario presente in Regione e di un efficiente aeroporto, fattori che consentono a camminatori da qualsiasi parte del mondo di intraprendere questo fantastico percorso. A Brisighella è presente una stazione dei treni, posta lungo la linea Faenza-Firenze: questo consente la ripartenza dalla fine del cammino per raggiungere Faenza, ben collegata sia con il capoluogo emiliano che con la riviera adriatica.

E’ necessario partire equipaggiati e dotati dell’abbigliamento e delle attrezzature necessarie per camminare nel modo più agevole, prediligendo capi tecnici, leggeri e traspiranti che permettano di vestirsi a strati e si asciughino velocemente, uno zaino non sovraccaricato, borraccia per l’acqua, torcia, occhiali da sole e protezione solare, cappello, scarpe da trekking, con suola scolpita e antiscivolo, e annessi bastoncini, molto consigliati, sacchettini di plastica, un piccolo kit medico e magari anche una coperta termica da adoperare in caso di necessità. I periodi migliori dell’anno per incamminarsi alla scoperta dei gessi e dei calanchi sono la primavera e l’inizio dell’autunno; in caso di maltempo, è necessario optare per le varianti basse, che consentono un cammino più sicuro e agevole.

Per chi desiderasse avere un ricordo in carta stampata del cammino, è possibile scaricare gratuitamente e stampare dal sito www.laviadeigessiedeicalanchi.it la “Cartolina del camminatore”, su cui incidere i timbri delle strutture ospitanti e dei luoghi visitati. Il primo timbro si potrà apporre presso eXtraBo, centro di promozione turistica sito a piazza del Nettuno a Bologna, punto di partenza vero e proprio del percorso.

Il paesaggio

La Via dei Gessi e dei Calanchi attraversa due importanti aree protette della Regione Emilia-Romagna: il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Questi territori sono caratterizzati da formazioni geologiche particolari: gessi, grotte, doline, calanchi e affioramenti di minerali che brillano al sole. Il gesso, infatti, è un sale minerale, il solfato di calcio biidrato, disciolto nell’acqua di mare. Lungo i sentieri, è presente sotto forma di cristallo in due vesti differenti: scagliette luccicanti o grandi lastre. Il suo colore è chiaro e, se assente di impurità, può apparire addirittura trasparente.

I banchi gessosi che dominano il territorio dell’Emilia Romagna ebbero origine circa 6,5-5,5 milioni di anni fa; la loro presenza ha determinato caratteristiche ambientali peculiari, in quanto sulle colline esposte a nord sono presenti boschi misti di latifoglie e piante predisposte per un clima fresco e umido mentre sulle falesie gessose calde verso sud, le specie sono quelle tipiche di climi mediterranei, caldi e aridi, come i lecci, i terebinti, le crassulacee e le piante aromatiche. Sui calanchi, la vegetazione trova forti ostilità nello svilupparsi, per cui è prevalentemente erbacea.

L’itinerario

La prima tappa è quella che collega Bologna a Settefonti: si snoda interamente all’interno del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, un percorso costernato da maestosi paesaggi e dalla bellezza univoca dei gessi. Seguendo i segnavia biancorossi, si arriva al sentiero 817, sterrato, per poi proseguire nella boscaglia attraverso una salita, passando davanti a grandi prati e una fattoria dalle pareti arancioni, fino a incontrare i primi affioramenti gessosi. In questa parte del viaggio, si attraversano la dolina della Spipola, il paesaggio carsico della Croara e la dolina di Gaibola; superato Castel de’ Britti, incontriamo le prime formazioni calanchive fino a raggiungere gli imponenti Calanchi dell’Abbadessa.

La seconda tappa ricopre il tratto tra Settefonti e Dozza: si esce dal Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa per addentrarsi nella valle del Quaderna, dotata di boschi e calanchi. Risalendo lungo le pendici di poggio Lei, si giunge a Montecalderaro, percorrendo un paesaggio di colline e coltivi. L’ultima meta è Dozza, uno dei borghi più belli d’Italia, sormontata da una Rocca Sforzesca, che si colloca all’estremità meridionale e più elevata del centro storico. Dozza è famosa per i murales dipinti sulle pareti delle abitazioni, rendendole uniche nel proprio genere: a partire dagli anni Sessanta, infatti, negli anni dispari, si svolge la Biennale del Muro Dipinto, una manifestazione d’arte contemporanea che ha reso il borgo una vera e propria galleria a cielo aperto. In quest’occasione, tanti artisti di fama internazionale accorrono presso il borgo, forgiando i muri delle case della città con le proprie creazioni, dando libero sfogo alla propria vena artistica e contribuendo ad accrescere la fama di questa location incantevole. Da visitare anche l’Enoteca Regionale Emilia Romagna, un’associazione nata nel 1970 per promuovere la produzione vinicola dell’intera regione, in cui è possibile degustare e acquistare una delle oltre mille etichette di duecento produttori, abbinate a prodotti culinari di prima scelta.

La terza tappa si estende da Dozza a Borgo Tossignano: uscendo dal borgo, si attraversa la valle del Sellustra e si risale verso Pieve Sant’Andrea, ammirando un paesaggio collinare incorniciato da calanchi. Scendendo verso Borgo Tossignano, si arriva sulle sponde del fiume Santerno, ai confini con il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola.

La quarta tappa è quella che collega Borgo Tossignano a Borgo Rivola: è piuttosto impegnativa, caratterizzata dalla via Alta, suggestiva, interessante da un punto di vista naturalistico ma destinata a escursionisti esperti e a chi non soffre di vertigini in quanto presenta alcuni tratti molto ripidi e passaggi non protetti. Se, durante il percorso, dovesse esserci maltempo, è necessario proseguire lungo la via Bassa. Questa invece è tecnicamente più semplice ed è l’opzione preferibile per chi adora camminare nel verde. I due percorsi si incrociano nei pressi del rifugio Ca’ Budrio, consentendo di poter eventualmente cambiare programma e proseguire lungo l’itinerario alternativo.

Il percorso si svolge nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola: la Via Alta si estende sul versante sud, lungo gli spettacolari banchi gessosi della Riva di San Biagio; la Via Bassa si sviluppa verso nord, attraverso boschi rigogliosi costellati di affioramenti gessosi. Entrami i percorsi sono segnalati con segnavia CAI 705. Lungo il percorso, da segnalare è il borgo di Riolo Terme, una graziosa meta collinare, nota già in epoca preistorica per le acque termali. Imperdibile è la Rocca Sforzesca, così ricordata per il segno indelebile che Caterina Sforza lasciò su queste terre: nella sala del pozzo è allestita una mostra interattiva permanente a lei dedicata, “I misteri di Caterina”.

La quinta tappa prosegue da Borgo Rivola fino a Zattaglia, nel cuore della Vena del Gesso Romagnola: la Via Alta segue il percorso sui banchi gessosi che la compongono, che affacciano sulla valle del fiume Senio, la valle cieca del Rio Stella e la vallata del torrente Sintria, mentre la Via Bassa costeggia la forra del rio Basino fino alle cave romane di Ca’ Castellina.

La sesta tappa va da Zattaglia a Brisighella, estendendosi lungo la valle del torrente Sintria fino a un paesaggio agricolo collinare che conduce al Parco Carnè, in cui è presente l’omonimo rifugio. Durante il percorso, è possibile prenotare una visita speleologica presso la Grotta della Tanaccia, muniti di abbigliamento e dispositivi di illuminazione e di sicurezza, attrezzatura fornita dalle guide del parco che vi guideranno in un ambiente ostico ma allo stesso tempo straordinario.

La tappa a Brisighella, un altro dei borghi più belli d’Italia, è d’obbligo: posta tra tre colli, è dominata dall’ottocentesca Torre dell’Orologio, che si erge sul cosiddetto Scoglio del Gesso. Imperdibile una degustazione del famosissimo olio extravergine di oliva DOP, dal gusto unico, ottenuto dalla varietà locale di olive Nostrana di Brisighella in misura non inferiore al 90%. Una delizia per il palato, una riscoperta degli antichi sapori, un ritorno ai tempi antichi quando la classica e genuina merenda con pane e olio era quella preferita da grandi e piccoli. Altro prodotto d’eccellenza è il carciofo Moretto, i cui cespugli possono raggiungere anche un metro e mezzo di altezza: il suo sapore è leggermente amaro e può essere gustato crudo, appena lessato o in pinzimonio.

La settima tappa collega Brisighella a Faenza e segue per la maggior parte il sentiero 505 che conduce verso la pianura attraverso colline coltivate e maestosi calanchi. Faenza è il punto di arrivo: città di origini etrusco-romane, è nota a livello internazionale per la produzione di ceramiche. Non a caso, è sede del Museo Internazionale delle Ceramiche, al cui interno sono custodite splendide collezioni di oggetti a livello mondiale.

L’enogastronomia

Durante il percorso, l’Emilia Romagna saprà soddisfare ogni tipo di palato, presentando piatti culinari eterogenei, gustosi, prelibati ma al contempo realizzati con prodotti genuini, del territorio. Dalle tagliatelle al ragù di mora romagnola ai tortelloni con ricotta, burro e salvia, passando per le ottime crescentine e le succulente tagliate di carne fino alla deliziosa cotoletta alla bolognese, sarà un percorso ideale non solo per i curiosi e amanti della natura, ma anche per i più golosi! Imperdibili anche i vini del territorio, tra cui il rosso Sangiovese, prodotto presso i vigneti presenti in zona, e il delizioso vino passito, un ottimo fine pasto per concludere al meglio un pranzo o una cena.

Insomma, innumerevoli sono i motivi per intraprendere questo cammino: la natura vi lascerà letteralmente esterrefatti, i paesaggi che dominano questa terra, gli scorci più nascosti per la foto perfetta e le prelibatezze della cucina dell’Emilia Romagna saranno alcune delle immagini da conservare come un piacevole ricordo, da portare con sé per sempre!
Foto Alessandra Chianese

Per tutte le informazioni, consultare www.imolafaenza.it

Tags: , ,

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.