Il palinsesto 2026/27 del Teatro dell’Elfo alza il sipario su sessanta spettacoli che attraversano le contraddizioni del nostro tempo. Tra grandi ritorni, classici del Novecento, drammaturgia contemporanea e co-produzioni inedite, il teatro milanese si conferma uno spazio aperto alla riflessione civile e all’ironia, guidato dall’immagine di un fiore firmata dall’artista Valeria Petrone.
Milano, Italia.
Il teatro è il luogo dove le storie tornano a farsi domande sul potere, sulla verità, sulle nostre inquietudini e sulle conseguenze delle nostre azioni. È lo spazio ideale per indagare la contemporaneità attraverso Nuovi Sguardi, capaci di attivare empatia, emozione e il ribaltamento ironico della realtà. Il cartellone del Teatro dell’Elfo nasce proprio dal desiderio di attraversare il nostro tempo con gli strumenti della scena perché, parafrasando Picasso, il teatro è la menzogna che ci permette di conoscere la verità.
Le grandi produzioni dell’Elfo tra Miller, Wilde e Conrad
La stagione si apre all’insegna di una società piena di contraddizioni. Dal 23 ottobre al 1 novembre, Elio De Capitani torna ad Arthur Miller con L’orologio americano, un’opera corale e innovativa co-prodotta con la giovane Compagnia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”; un circo-cabaret tra Brecht e Fellini per raccontare un’epoca di accelerazioni brutali.
Dal 12 novembre al 6 gennaio, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia affrontano Oscar Wilde in Un marito ideale, co-produzione con Lac Lugano Arte e Cultura. Lo spettacolo svela i retroscena del potere in un ambiente ispirato all’arte cinetica curato da Carlo Sala, con un cast d’eccellenza: Giuseppe Lanino, Giulia Amato, Massimo Bernardo Dolci, Carolina Cametti, Ciro Masella, Ginestra Paladino, Alma Poli e Angelo Di Figlia.
Il percorso su Wilde si completa dal 20 novembre al 13 dicembre con Il ritratto di Dorian Gray, un soliloquio affidato alla voce di Ferdinando Bruni che indaga le gabbie sociali dell’autore. In primavera, dal 19 maggio al 13 giugno, Elio De Capitani dirigerà e abiterà le pagine di Cuore di tenebra di Conrad, esplorando l’oscura e distruttiva volontà di potenza che accomuna Kurtz al capitano Ahab di Moby Dick.
Grandi ritorni e tournée di successo
Dal 7 al 28 maggio torna a Milano Amadeus, reduce da un’importante tournée nazionale. Sul palco la coesa coppia artistica formata da Ferdinando Bruni, nei panni di un tormentato Salieri, e Daniele Fedeli in quelli di Mozart.
Nel frattempo, un altro grande successo della scorsa stagione, Erano tutti miei figli per la regia di De Capitani, viaggerà in lungo e in largo per l’Italia da novembre 2026 a marzo 2027, portando nei teatri la feroce e lucida modernità della scrittura di Miller.
Co-produzioni e sostegno ai talenti indipendenti
Cresce il network dei partner produttivi dell’Elfo. Dal 28 gennaio al 21 febbraio va in scena Fuggire, cadere e altre cose inutili di Carrozzeria Orfeo (in co-produzione con TSA, Teatro Nazionale di Genova, Teatri di Bari e Teatro Biondo di Palermo), uno spettacolo ispirato alla poetica di Raymond Carver tra realismo e simbolismo. La compagnia guidata da Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti replicherà anche con Cuore di porco dal 30 marzo al 1 aprile.
L’Elfo rinnova il suo sostegno alle realtà indipendenti: Invisibile Kollettivo presenta The Elephant Man (19 febbraio/7 marzo), un reading-concerto con la musicista Alessandra Novaga e l’artista Giovanni De Francesco. La compagnia residente Eco di fondo porta in Italia l’inedito francese Aleksej e Yulia (3/25 marzo) di Sabrina Kouroughli e Gaëtan Vassart, incentrato sul tragico e mitico destino dei coniugi Naval’nyj.
Spazio anche al supporto produttivo per Rosario Tedesco con Non per amore ma per odio (13/17 gennaio), un Amleto basato su una sceneggiatura mai realizzata di Giovanni Testori. Trovano finalmente il debutto a Milano due produzioni precedentemente rinviate: In riva al mare di Véronique Olmi con Ginestra Paladino per la regia di Frongia (8/31 gennaio) e Due vecchiette vanno a Nord di Pierre Notte con Corinna Agustoni ed Elena Callegari (dal 3 al 28 febbraio, dopo il debutto estivo al Campania Teatro Festival).

Drammaturgia contemporanea e anniversari speciali
La ricca sezione delle ospitalità si apre in Sala Fassbinder con Madri di Diego Pleuteri, diretto da Alice Sinigaglia e interpretato da Valentina Picello e Vito Vicino (27 ottobre/1 novembre). Contemporaneamente si festeggiano i trent’anni di ATIR con la Trilogia della montagna di Mattia Fabris e Jacopo Maria Bicocchi (27 ottobre/1 novembre) e Di a da in con su per tra fra Shakespeare di Serena Sinigaglia con Fabris e Arianna Scommegna (2 novembre).
La voce delle donne risuona con Lea Barletti in Parla, Clitemnestra! (17/22 novembre) e con Francesca Astrei (Premio Ubu 2025) in Io sono verticale (24/29 novembre). L’impegno civile è invece affidato a grandi interpreti: Ottavia Piccolo in Donna non rieducabile (22/24 gennaio) ricorda la giornalista Anna Politkovskaja; Alessandro Lussiana e Massimo Somaglino presentano SalĀm/Shalom. Due padri (15/20 dicembre) dal romanzo Apeirogon; Filippo Dini e Frédérique Loliée sono i protagonisti di Incendi di Wajdi Mouawad per la regia di Marco Lorenzi (12/17 gennaio), mentre Elio Germano e Teho Teardo portano in scena le parole di Gino Strada in La guerra com’è (23/28 febbraio).
Tornano anche Rezza/Mastrella con l’ultimo lavoro Metadietro (5/8 novembre), la compagnia Tedacà con il Dittico dei confini fragili (2/7 febbraio) e il narratore Marco Baliani con L’ombra perduta di Peter Schlemihl (7/10 gennaio).
Dai grandi classici ai cult internationalen
Il repertorio dei classici moderni si arricchisce con Le Dieu du carnage di Yasmina Reza diretto da Antonio Zavatteri (7/10 gennaio), L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello con Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese per la regia di Roberto Valerio (2/7 marzo), Orlando da Virginia Woolf con Arturo Cirillo e Viola Graziosi guidati da Giuseppe Dipasquale (10/14 marzo), e Improvvisamente l’estate scorsa di Tennessee Williams con Laura Marinoni per la regia di Stefano Cordella (16/21 marzo).
Dal panorama internazionale arrivano due grandi novità: la versione italiana del fenomeno cult Baby Reindeer/Piccola Renna di Richard Gadd con Francesco Mandelli (19/24 gennaio) sul tema dello stalking, e il successo del West End A Mirror di Sam Holcroft (31 marzo/4 aprile), una performance clandestina contro la censura di uno Stato totalitario interpretata da Ninni Bruschetta, Claudio “Greg” Gregori, Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musiu. L’ironia prosegue con Pino Strabioli e Fabio Masi in Ve ne dico quattro (2/4 aprile) e con Valerio Aprea accompagnato dai disegni di Makkox in L’apocalisse (14/16 giugno).
Riprese di repertorio, nuovi talenti e laboratori
In cartellone tornano spettacoli amati: Il teatro comico di Goldoni proposto da Invisibile Kollettivo (10/28 febbraio) insieme a Open-la mia storia (9/25 giugno); la lettura scenica de Il torto del soldato con Cristina Crippa ed Elio De Capitani (26/27 gennaio); Cinzia Spanò con L’Agnese va a morire (28/31 gennaio); Michele Costabile con Safari Pomodoro (6/23 maggio) e César Brie con Re Lear è morto a Mosca (9/25 marzo).
La vetrina per i giovani drammaturghi si esprime nel progetto Sottopalco curato da Francesco Frongia, che quest’anno accende i riflettori su Luca Cardetta con i testi Giuseppe: il padre putativo (1/6 dicembre) e A cosa serve il petrolio? (10/20 dicembre) interpretati da Michele Di Giacomo, Giovanni Franzoni e Toni Bia.
La rassegna Nuove Storie, intitolata Sconfinamenti, rompe la quarta parete con quattro appuntamenti: Eight di Le Città visibili e Alchemico Tre (3/8 novembre), Abracadabra di Babilonia Teatri (11/16 maggio), La più grande tragedia dell’umanità di Malmadur (7/12 giugno) e Infinita bellezza di Fondamenta zero (14/18 giugno).

Spazio ai più piccoli e le storiche reti culturali
La rassegna Piccoli Elfi dedica otto appuntamenti ai bambini dai 3 anni in su, ospitando compagnie come Madame Rebiné, Teatro medico ipnotico, Quintoequilibrio, Gek Tessaro, Eco di fondo e Opificio sonoro. Spicca il debutto di Sofonisba. Le avventure di una pittrice di Elena Russo Arman (16 novembre/6 dicembre), un viaggio tra pupazzi e ombre alla scoperta della prima artista europea di fama internazionale del Cinquecento.
La stagione vive anche grazie alle sinergie storiche sul territorio: a settembre la riapertura dell’Elfo Puccini è affidata al Festival Hystrio e al relativo Premio (15/20 settembre). Il 3 giugno torna il teatro di comunità di Minima Theatralia e Duperdue con Melodramma ecologico, uno spettacolo ispirato al mito di Orfeo ed Euridice che coinvolge 80 cittadini milanesi.
A inizio estate si rinnova l’appuntamento con Teste Inedite della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (giugno/luglio). Infine, un compleanno speciale: nel 2026 il Festival Milanoltre, di cui il teatro è socio fondatore, festeggia quarant’anni di vita con un ricco cartellone di danza contemporanea e performance dal 21 settembre all’11 ottobre.
Photo Laila Pozzo. Courtesy of Ippolita Aprile Ufficio Stampa




