Nel bosco dei dogi seguendo le tracce della storia

Nel bosco dei dogi seguendo le tracce della storia

Scritto da Marta Covre on . Postato in Destinazioni, Itinerari, Weekend

Piccoli paesi e affascinanti paesaggi con boschi e vigneti fanno da cornice a questo percorso circolare che collega le tracce della Grande Guerra sparse sul Montello, nel cuore della provincia trevigiana.

Montello (TV), Italia.

Il Montello è un basso rilievo isolato sulla riva destra del fiume Piave: definito il bosco dei dogi, perché il legno dei suoi alberi era usato nell’Arsenale di Venezia, alla fine del 1917 è divenuto lo snodo tra il fronte montano e il nuovo fronte in pianura. Questo itinerario, ideale prosecuzione di quello lungo il Piave, unisce i principali teatri della Grande Guerra in un percorso che alterna spostamenti in auto a brevi passeggiate tra località e prese, le strade che tagliano il Montello in direzione nord-sud, dalla toponomastica molto evocativa.

Nervesa della Battaglia e la dorsale

Il percorso inizia al Sacrario Militare di Nervesa della Battaglia, un imponente monumento all’interno del quale riposano circa 10mila caduti italiani e dalle cui terrazze si può ammirare un panorama a 360 gradi sul fiume e sul rilievo. Verso est si individua facilmente il castello di San Salvatore: il maniero è di proprietà privata, ma sulle mura esterne sono ancora ben visibili i fori dei proiettili sparati contro la postazione di artiglieria austriaca lì arroccata. Poco distante dal sacrario si trova il suggestivo sacello di Francesco Baracca, l’asso dell’aviazione italiana che fu abbattuto poco distante nel giugno 1918. La sua insegna personale era il cavallino rampante: negli anni ’20 la madre dell’aviatore autorizzò Enzo Ferrari a usarlo per gli stemmi dei suoi veicoli.

Puntando verso nord si arriva poi alla frazione di Santa Croce, la città dei Ragazzi del ‘99: seguendo a piedi le indicazioni su via Lama, a lato della chiesa, è possibile fare una tranquilla passeggiata tra i bunker della Grande Guerra in riva al Piave. Proseguendo poi per via X Armata e svoltando sulla presa 8 si raggiunge la località Santi Angeli e più avanti la cosiddetta Valle dei morti. Questo avvallamento, in parte naturale e in parte scavato dalle bombe, deve il suo nome ai numerosissimi resti recuperati alla fine del conflitto. In corrispondenza del vicino incrocio stradale vi sono oggi un sacello in memoria dei caduti, un monumento al generale Pennella, che comandava l’ottava armata qui schierata, e un cippo che riporta il funesto nome di questo luogo.

Si percorre poi la dorsale del Montello, la strada principale sul rilievo, e si svolta sulla presa 15 per raggiunge l’Osservatorio del re. Questo bunker, costruito sotto una casa colonica e dotato di feritoie rivolte verso il Piave, era il punto d’osservazione privilegiato da cui re Vittorio Emanuele III osservò di persona le prime fasi della Battaglia Finale. Vicino ad esso si trova una colonna romana, posizionata lì dal regime fascista negli anni ’30 per celebrare la vittoria e la grandezza del Paese.

Montebelluna e il versante sud

Percorrendo il restante tratto della dorsale si arriva alla periferia di Montebelluna, il principale centro della zona, dove si trova il Memoriale Veneto della Grande Guerra. Si tratta di un grande museo interattivo allestito in una location meravigliosa, villa Correr-Pisani, pensato per far riflettere il visitatore e suscitare emozioni, piuttosto che limitarsi ad esporre reperti. Costeggiando poi il rilievo verso est si raggiunge Giavera del Montello, piccolo centro dove si trova un affascinante cimitero di guerra britannico. Proprio sul Montello furono schierate per la prima volta le truppe alleate nel novembre 1917 e, quattro anni dopo, su questo scampolo di terra sono stati inumati 416 caduti, sulle cui stele candide sono elegantemente incisi i fregi dei reparti di appartenenza.

Proseguendo verso il punto d’inizio dell’itinerario, poco prima dell’abitato di Nervesa, sulla sinistra si intravedono le rovine dell’abbazia di Sant’Eustachio, che fu distrutta dai feroci bombardamenti e oggi è stata in parte restaurata come spazio espositivo. Una curiosità: nel Cinquecento monsignor Giovanni della Casa scrisse qui la prima versione del Galateo, un compendio delle buone maniere richieste ai nobili.

L’ultima tappa di questo anello è una vera chicca: la Jonathan Collection si trova ai piedi del Montello ed è una collezione di riproduzioni di aerei storici, realizzate da Giancarlo Zanardo. Vi si possono ammirare, tra gli altri, il primo aereo dei fratelli Wright, il Fokker Dr.I del Barone Rosso, lo Spad S.XIII di Baracca, tutti funzionanti e oggi usati per spettacoli aerei o manifestazioni storiche. Vicino agli hangar c’è un’aviosuperficie, quindi è possibile arrivarci anche dal cielo con piccoli velivoli privati.

Nei dintorni

Lungo la strada che conduce al Piave si supera un singolare monumento: un’originale barca da ponte usata dai genieri italiani per costruire passerelle temporanee sull’acqua. Oltre il fiume si incontra quasi subito il Tempio Votivo, una chiesa circolare nella cui cripta sono conservate le spoglie di un caduto di ciascuna delle nazioni che combatterono nella Grande Guerra. Continuando sulla strada provinciale 34 ci si dirige a Moriago della Battaglia, dove si svolta a sinistra verso il fiume, si supera l’argine entrando in golena e si raggiunge l’Isola dei Morti. Il macabro nome si riferisce al ritrovamento, all’indomani di uno degli scontri più duri del 1918, di centinaia di corpi ammassati dalla corrente sulle isolette di ghiaia che caratterizzano questo tratto del Piave. Oggi vi si trovano diversi monumenti commemorativi e un piccolo santuario, oltre a numerosi viali su cui passeggiare immersi nella natura e nella tranquillità.

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Marta Covre

Marta Covre

Trevigiana doc dal 1990, laureata in turismo, ora lavora a Venezia. Affascinata dalle lingue e culture del mondo, si cimenta da autodidatta negli idiomi che la attraggono – gaelico di Scozia in testa – mentre raccoglie il coraggio per affrontare il sanscrito. Da sempre appassionata di Storia, all’università ha iniziato ad approfondire la Grande Guerra partecipando a un progetto di ricerca, per poi entrare nel mondo del lavoro facendo diverse esperienze in ambito culturale. Sognatrice accanita, lettrice onnivora, ascoltatrice compulsiva di musica, è alla perenne ricerca di stimoli, nonché del suo personale Santo Graal. La sua giornata ideale comprende la ricerca di informazioni sulla prossima meta, la costruzione di itinerari, lo studio, magari pratico, della cucina locale, e infine il sogno a occhi aperti del momento di partire.