Una buona base di partenza per esplorare la Food e la Motor Valley è l’hotel RMH Modena Raffaello che, oltre alla posizione strategica sul territorio, offre un’offerta gastronomica da scoprire.
Modena, Italia.
Modena concentra in pochi chilometri quadrati patrimoni artistici riconosciuti a livello mondiale, innovazione industriale e tradizioni culinarie leggendarie a cui sono dedicati persino appositi musei (come quelli del Balsamico Tradizionale di Spilamberto, della Salumeria Villani a Castelnuovo Rangone, del Rosso Graspa a Castelvetro o la Galleria Chiarli dedicata al Lambrusco presso la Tenuta Cialdini). Qui il rombo dei motori si unisce alle note della lirica. Nella capitale del Ducato d’Este sono nati Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari, il Drake, patron della Ferrari a cui sono dedicati musei, ristoranti e piatti.
E se è vero che la città si gira a piedi in una giornata, ci vogliono giorni per assaporarla appieno e capire come Modena abbia saputo trasformare la tradizione artigianale in eccellenza globale. Non solo. I collegamenti ferroviari con Milano, Bologna e Firenze, rendono Modena una destinazione facilmente raggiungibile e comoda, grazie alla sua collocazione geografica, per esplorare Parma, Reggio Emilia e le colline del Lambrusco in giornata, spingendosi, volendo, fino a Bologna.

Figurine e Patrimoni Unesco
A Modena si è subito attratti dalla imponente Cattedrale che, insieme a Piazza Grande e alla torre pendente Ghirlandina, è stata dichiarata Patrimonio Unesco nel 1997. Costruito nell’XI secolo e progettato dall’architetto Lanfranco, il Duomo rappresenta uno degli esempi più puri di architettura romanica in Europa. I bassorilievi di Wiligelmo sulla facciata narrano, con una forza espressiva che ha attraversato i secoli senza perdere impatto, storie bibliche, favole, storie di santi, i cicli delle stagioni e, sulla porta della Pescheria (in precedenza l’entrata per il popolo), persino il ciclo di racconti di Re Artu raffigurato decenni prima dei stessi testi ad opera di Goffredo di Monmouth.
Ironia della sorte proprio a pochi passi dalla Cattedrale, che con sue storie figurate ha mostrato per centinaia di anni ai modenesi moniti ed esempi di virtù, hanno avuto origine le figurine Panini a cui è dedicato un apposito museo a Palazzo Santa Margherita e una piccola scultura murale che riprende la rovesciata di Carlo Paola, simbolo della Panini, a pochi passi dall’ingresso nel Duomo.
Da non perdere infine sempre in Piazza Grande anche una visita al Palazzo Comunale, sede del Municipio fin dall’epoca Medievale dove, nelle sale storiche, è custodita sotto stretta sorveglianza la Secchia Rapita frutto di una disputa con Bologna.
Disponibile infine ogni venerdì, sabato e domenica e festivi (a 5 euro), su prenotazione e a orari definiti, la visita all’Acetaia Comunale, tre batterie curate dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto e custodite nei sottotetti del Palazzo. Nell’occasione saranno spiegati tutti i segreti dell’oro nero di Modena e i tratti distintivi del tradizionale rispetto all’aceto balsamico industriale.

L’eccellenza su quattro ruote
Modena è anche la capitale della Motor Valley emiliana. L’epicentro non può che essere il Museo Enzo Ferrari, progettato da Jan Kaplický, unisce la casa natale del fondatore con uno spazio espositivo che ospita le vetture più significative della storia del Cavallino Rampante. Si possono vedere da vicino le monoposto che hanno vinto i campionati mondiali e le gran turismo che hanno definito il concetto di auto sportiva italiana.
A pochi chilometri di distanza dal centro della città, a Maranello, il Museo Ferrari racconta l’evoluzione tecnica e stilistica del marchio attraverso prototipi, documenti originali e simulatori di guida. Gli stabilimenti Maserati in città aprono le porte ai visitatori con tour guidati che mostrano come nascono le auto del Tridente. Sempre nei dintorni, a mezz’ora di auto, si possono infine conoscere da vicino altre leggende delle quattro ruote come le supercar Pagani a San Cesario sul panao, il museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese e il museo Bugatti a Campogalliano.

Il Life Style dell’RMH Modena Raffaello
Una buona base di partenza per partire da questa città di sapori autentici e scoprire tutti i segreti della Food e della Motor Valley circostante, è l’hotel RMH Modena Raffaello. La struttura, quattro stelle superior, è entrata nel gruppo Rosaria Marazzi Hotels a settembre 2023 dopo un’importante ristrutturazione che ha puntato sul lifestyle e su un’offerta enogastronomica aperta anche alla città. L’hotel, a una manciata di chilometri dal centro di Modena e in posizione strategica per esplorare il territorio circostante, è focalizzato sul turismo Mice con camere, appartamenti e sale congressi modulabili, ma oltre ad aprire ristoranti e Living Bar anche agli esterni, offre soluzioni attrattive per i turisti che vogliano trascorrere un week end lungo nel cuore dell’Emilia Romagna.
All’RMH Modena Raffaell le tariffe, tra l’altro, sono infatti più convenienti quando il turismo congressuale stacca: nei week end (una camera doppia, colazione inclusa, si trova anche 120 euro) e in estate L’Enogastronomia e il relax del Sottoluce e le serate del Living Bar Bistrot. E, dopo una giornata trascorsa esplorando Modena e il suo territorio, all’RMH Modena Raffaello ci si rilassa con le serate organizzate al Living Bar Bistrot con spettacoli di Stand Up Commedy e Musica dal vivo, magari sorseggiando un Van Gogh, uno dei cocktail signature proposti dai barman. Per una full immersion nella cucina del territorio, invece, ci si può dirigere al ristorante Sottoluce, aperto pochi mesi fa in collaborazione con lo chef Luca Marchini, patron del ristorante stellato L’Erba del Re a Modena, che firma la ristorazione del nuovo albergo.
Sottoluce accoglie l’ospite con una sala che amplifica la luce e una cucina a vista e, oltre a offrire due percorsi degustazione (a 65 euro il menù a quattro portate e a 80 euro quello a sei portate), propone una interessante scelta alla carta dove a parlare è Modena con le sue peculiarità gastronomiche, reinventate con tocchi eleganti e raffinati. Da non perdere i tradizionali Calzagatti (piatto povero della cucina locale costituito da piccoli tocchi di polenta e borlotti fritti) con ricotta vaccina e radicchio all’Aceto balsamico di Modena e la zuppa inglese.
Photo courtesy of Flaviana Facchini Ufficio Stampa




