Lungo un’antica rotta romana e commerciale percorsa da oltre duemila anni, la valle della Rheinwald dischiude la sua anima autunnale. I piccoli borghi di Splügen, Nufenen e Zillis guidano il viaggiatore tra architettura Walser brunita dal sole, canyon spettacolari e tesori d’arte medievali. Un itinerario immersivo dove l’accoglienza alpina dialoga con la natura incontaminata delle Alpi grigionesi, trovando nuova linfa nel design moderno di SPELUCA fino a raggiungere l’atmosfera d’epoca dell’Albergo della Posta a Montespluga.
Slpuga, Grigioni, Svizzera.

Splügen: il fascino senza tempo del borgo alpino tra case Walser e memorie di mulattieri
Situata nel cuore del Canton Grigioni a solo un paio d’ore da Milano, la valle della Rheinwald si svela un passo alla volta. Lasciatosi alle spalle il fragore delle acque e lo spettacolo selvaggio delle gole, il viaggio risale dolce verso il suo cuore più autentico, dove l’aria si fa più sottile e il paesaggio si ammanta di una quiete antica. Qui, dove per secoli il ritmo dei giorni è stato scandito dal passaggio dei mulattieri e dai racconti dei viandanti in valico tra nord e sud Europa, il tempo sembra aver rallentato il suo corso. Annunciato dalle imponenti vette circostanti e abbracciato da una natura pura e incontaminata, appare Splügen.
Adagiato a 1.457 metri di altitudine, Splügen è molto più di una semplice località di montagna: è un autentico viaggio nel tempo, custodito in uno dei nuclei storici meglio conservati di tutta la Svizzera. Riconosciuto con il prestigioso Premio Wakker per la tutela esemplare del suo patrimonio architettonico e fiero membro dell’associazione “I borghi più belli della Svizzera” — oltre a trovarsi immerso nella cornice naturale del Parco Naturale Beverin —, questo storico villaggio di valico incanta a prima vista.

Un tuffo nel passato tra vicoli e palazzi
Passeggiare per Splügen significa perdersi tra vicoli stretti, caratteristiche case Walser e imponenti dimore storiche come la celebre casa Schorsch. Qui, dove un tempo la vita era scandita dal passaggio dei muli e dal commercio transalpino, la memoria è viva: le vecchie fondamenta resistite a un grande incendio raccontano la resilienza degli abitanti, mentre l’ex edificio doganale e il Museo locale del Rheinwald custodiscono l’anima di un crocevia millenario. Sopra il paese, la quiete della chiesa riformata abbraccia le suggestive rovine dell’antico castello.

Lungo la Via Spluga, tra storia e natura
Splügen è il punto di partenza ideale per esplorare le meraviglie alpine. Il leggendario Passo dello Spluga collega il borgo a Chiavenna, in Italia. Oggi, grazie all’apertura della galleria del San Bernardino, la strada del passo ha ritrovato una dimensione più tranquilla e silenziosa, ideale per ciclisti e motociclisti, che permette di ammirare gioielli d’altri tempi come il monumentale Ponte di Marmo. Per gli amanti del trekking, la celebre via escursionistica Via Spluga unisce Thusis a Chiavenna attraverso gole selvagge e panorami mozzafiato, mentre chi preferisce i laghi alpini può puntare al suggestivo lago Ober Suretta, ai piedi del Seehorn.

Scenari spettacolari nei dintorni
La posizione strategica di Splügen permette di esplorare un territorio ricco di contrasti e meraviglie naturali. Poco distante, vicino ad Andeer, la gola della Roffla regala l’emozione di un camminamento scavato direttamente nella roccia per ammirare da vicino la forza della sua cascata. Proseguendo verso San Bernardino si incontra invece la quiete del lago di Sufers, ideale per una rilassante passeggiata a fior d’acqua. In ogni periodo dell’anno Splügen sa come regalare emozioni uniche: dai caldi colori dell’autunno alle escursioni estive, fino al divertimento invernale sulle piste del Piz Tambo.

Pillole di cultura a Splügen: la storia del valico al Museo del Rheinwald
Rientrando nel cuore dell’antico borgo di Splügen, dove l’autunno tinge i paesaggi di sfumature uniche, la storia dei passi alpini di Spluga e San Bernardino prende vita al Museum Rheinwald. Custodito nell’elegante palazzo settecentesco Johann Paul von Schorsch — capolavoro architettonico impreziosito da splendidi affreschi mitologici —, il museo racconta l’epoca d’oro del traffico di transito attraverso barili, casse e cimeli originali dei mulattieri, uniti agli strumenti della vita rurale e della tradizione tessile locale.
Dopo oltre quarant’anni di attività, la struttura si presenta oggi completamente rinnovata: una veste moderna, interattiva e trilingue che permette di scoprire l’esposizione in totale autonomia tutto l’anno. Tra testimonianze storiche e allestimenti multimediali, il percorso regala un affascinante viaggio nel tempo per riscoprire vita, atmosfere e memorie dei viaggiatori che valicavano queste montagne a partire dal 1823.

I sapori della tradizione: tra formaggi e malghe del Rheinwald
Proseguendo verso il piccolo e tranquillo villaggio di Nufenen, la cultura locale si riscopre attraverso i sensi con una visita alla Bio-Sennerei (Caseificio di Nufenen): qui è possibile assistere dal vivo alla lavorazione del latte fresco di valle e partecipare a degustazioni guidate di formaggi tipici maturati a km zero.
Nel cuore della Rheinwald la tradizione casearia millenaria si rinnova tra pascoli d’alta quota e metodi sostenibili. Il patrimonio del gusto nasce dall’eccellenza del caseificio di valle a Nufenen e si estende alle malghe d’alpeggio del territorio — come la storica Alp Nufenen (attiva fin dal 1846), la malga di Splügen Bio Suisse e la malga di Sufers —, dove il latte viene lavorato ancora rigorosamente a mano. Tra l’autentico Alpkäse — il formaggio d’alpeggio a denominazione protetta prodotto sulla Tamboalp e nell’alta valle dell’Hinterrhein — e il saporito formaggio di montagna dei Grigioni, queste eccellenze valicano i confini svizzeri fino a Germania e Stati Uniti, regalando il loro sapore migliore se gustate fresche sul posto.

A tavola a Hinterrhein: cena e sapori autentici al Ristorante Bachhuus
Continuando a risalire la valle verso le sorgenti del Reno, l’identità gastronomica del territorio raggiunge il suo apice a Hinterrhein per una cena d’atmosfera incentrata sui sapori autentici e sulla valorizzazione del patrimonio pastorale grigionese.
L’accoglienza alpina ritrova il fascino genuino di un tempo al ristorante Bachhuus, dove la famiglia Egger ha sapientemente trasformato l’antica dispensa nel caratteristico e rustico Bachhuus-Chäller. In questo rifugio intimo ci si siede a tavola per degustare il meglio della produzione locale: selezioni di formaggi tipici, carne secca e affumicata, salsicce artigianali, fumanti zuppe della tradizione e torte casereccie (oltre alle celebri raclette biologiche e specialità della casa). Un’esperienza culinaria indimenticabile, da vivere su prenotazione.

L’anima contemporanea di Splügen: il progetto SPELUCA e la visione di domani
Dalle radici contadine di Hinterrhein si fa ritorno al centro di Splügen, dove la tradizione dialoga a sorpresa con l’architettura d’avanguardia. Qui prende forma SPELUCA Brauerei & Genusshotel, un riuscito intervento di rigenerazione che trasforma l’accoglienza locale. Il complesso nasce dalla visione dell’investitore Jan Michal, rimasto affascinato dal borgo durante un viaggio in moto: un progetto avviato con la riqualificazione dell’ex hotel Pratigiana e di una stalla storica, trasformati in una struttura all’avanguardia che unisce sotto lo stesso tetto hotel, appartamenti, ristorante, biergarten, negozio e spazi dedicati agli eventi. Un nuovo punto di ritrovo sostenibile pensato per far vivere la valle della Rheinwald tutto l’anno.

Il cuore pulsante del complesso è il birrificio artigianale SPELUCA, guidato dal mastro birraio Tobias Palmer che utilizza l’acqua incontaminata della sorgente Stockenawald per produrre una gamma di cinque etichette ispirate al carattere della regione. Nel music bar «Bierflut» si degustano birre dalla forte personalità: dalla leggera lager boema Grand Tourer alla fruttata Kellerbier Bon Vivant, fino alla stout Pschuuri Braut dalle avvolgenti note di caffè, alla Hefeweizen Froh Natur e alle dissetanti opzioni analcoliche come la Sportskanone. Direttamente sopra la produzione sono stati ricavati sei raffinati appartamenti vacanza super accessoriati, base ideale per vivere la montagna in totale autonomia.

Ma SPELUCA rappresenta solo il primo tassello di una trasformazione più ampia. Grazie alla stretta sinergia tra Jan Michal e il sindaco del Comune di Rheinwald, Christian Simmen, Splügen si prepara a un ambizioso futuro turistico con il Rheinwald Resort. Progettato con il contributo prestigioso dello studio di architettura Herzog & de Meuron, questo innovativo hub attivo tutto l’anno sorgerà nei pressi della stazione a valle degli impianti di Splügen-Tambo. Il masterplan prevede circa 500 posti letto, appartamenti turistici, aree camping e glamping, ristoranti, spazi sportivi, una scuola di sci e servizi dedicati, coniugando architettura d’autore, sostenibilità e accoglienza d’alta quota per creare nuovi posti di lavoro e un vivo punto di incontro tra residenti e visitatori.

La capra del Rheinwald: il volto autentico del territorio tra alpeggi e sapori
Uscendo dalle linee contemporanee di SPELUCA per rivolgere lo sguardo al paesaggio circostante, ci si accorge di come questa spinta innovativa affondi le sue radici in una natura viva e tutelata. Nel cuore della Viamala, lungo lo storico asse dello Splügen che unisce il Nord e il Sud delle Alpi, la sosta rurale si trasforma in un’esperienza sensoriale autentica ed ecosostenibile. Per superare la dimensione del turismo di passaggio e incentivare una permanenza più consapevole, la regione ha eletto la capra del Rheinwald a vera ambasciatrice del territorio.
Allevata da otto famiglie locali con circa 300 capi, questa razza non solo custodisce il paesaggio montano evitando l’impaludamento dei pascoli, ma alimenta un’eccellente filiera enogastronomica a chilometro zero. Dai formaggi di malga ai salumi tipici — come la luganiga, il prosciutto crudo e il mostbröckli — fino all’originale gelato al latte di capra, la cultura alpestre si esprime a tavola e nei sentieri, offrendo ai viaggiatori un legame vivo e profondo con la comunità locale.

Sosta d’autore a Montespluga: il fascino storico dell’Albergo della Posta
Lasciate le valli svizzere e intraprendendo la salita verso il confine, la strada si arrampica a tornanti fino al valico. Superata quota 2.113 metri d’altitudine, il paesaggio si apre su Montespluga, suggestiva frazione di Madesimo adagiata a quasi duemila metri attorno al suo specchio d’acqua. Appena oltre il confine svizzero, dove la maestosità delle vette abbraccia il borgo, l’accoglienza ritrova il sapore autentico e senza tempo della tradizione alpina.

La sosta d’obbligo è allo storico Albergo della Posta, un raffinato rifugio d’alta quota a cui la famiglia Sala ha dato nuova vita, ristrutturando sapientemente un’antica stazione di cambio dei cavalli per le diligenze. In un’atmosfera calda e familiare, dove la cura per il dettaglio traspare dalla raffinatezza dei tovagliati alla cordiale premura del servizio, l’esperienza si fa racconto. Nell’antica sala da pranzo, conservata immutata nelle sue linee originali, la protagonista assoluta è la tradizione gastronomica valchiavennasca, interpretata attraverso sapori schietti e genuini.

A coronare la proposta culinaria spicca un’autentica gemma: una cantina ed enoteca tra le più alte d’Italia e d’Europa, con una selezione di oltre 500 etichette tra le migliori eccellenze nazionali e una devozione speciale per i grandi vini della Valtellina. Con le sue dieci accoglienti camere arredate nel pieno rispetto dello stile montano, l’albergo è la tappa ideale dove fermarsi a dormire o semplicemente per brindare a un itinerario che intreccia arte, paesaggio e memoria sui passi dell’antica Europa.

Nel vertiginoso abisso della Viamala
L’itinerario lungo la direttrice della Via Spluga riserva però ancora grandi emozioni panoramiche scendendo verso nord, dove la roccia si fa imponente ed epica. Pareti verticali che sfiorano i 300 metri di altezza, il ruggito dell’Hinterrhein e un’atmosfera che lascia senza fiato: tra Thusis e Zillis, il paesaggio si spalanca sull’abisso della Gola della Viamala, uno dei monumenti naturali più spettacolari e carichi di storia della Svizzera.

Il suo nome in romancio significa letteralmente “strada cattiva” e riporta indietro nei secoli, quando viaggiatori e mulattieri sfidavano questo passaggio stretto e insidioso per valicare le Alpi. Un luogo di una grandiosità talmente selvaggia da conquistare persino il filosofo Friedrich Nietzsche, che dopo averla visitata scrisse: «Non ho parole per descrivere la straordinaria grandiosità della Via Mala, mi fa sentire come se non conoscessi la Svizzera».

Un tuffo nella storia: la discesa dei 359 gradini
L’avventura inizia dal Centro Visitatori, situato lungo la strada statale 13. Prima di intraprendere la discesa, una sosta all’inforama permette di approfondire la storia del luogo attraverso racconti multilingue. Da qui parte il vero e proprio viaggio: 359 gradini scavati nella roccia che conducono nel cuore pulsante della gola. Lungo il percorso s’incontrano i moderni ponti “Punts da Tgavorgia”, perfetti per uno sguardo panoramico sull’abisso, e figure a grandezza naturale disposte lungo gli antichi sentieri per muli, a testimonianza di quanto fosse periglioso il transito in passato.

Tra marmitte glaciali, enigmi e la forza della natura
Scendendo attraverso una rampa incastonata in una maestosa marmitta glaciale — modellata millennio dopo millennio dallo scorrere impetuoso dell’acqua —, si raggiunge una terrazza panoramica a ridosso del fiume. Da questo punto di osservazione privileged si può ammirare da vicino la potenza del Reno e scorgere un grande masso erratico di roccia chiara, la cui origine all’interno della gola rimane ancora oggi un affascinante enigma.
Risalendo verso la superficie, l’attenzione viene catturata dalle tracce della storia recente: i segni dell’incredibile inondazione del 1951, che distrusse la vecchia scalinata poi sostituita dall’attuale struttura in cemento armato. Guardando le pareti rocciose, un’accurata segnaletica mostra l’imponente lavoro del tempo: per scavare i 17 metri che separano l’odierno fondo del fiume dalle rocce superiori, al Reno sono occorsi ben 10.000 anni. Un capolavoro di pazienza e forza naturale che dal 1903 incanta i visitatori di tutto il mondo.

Zillis: il capolavoro della Cappella Sistina delle Alpi
A breve distanza dal ruggito della gola, la meraviglia naturale lascia il posto a una solenne quiete artistica nel piccolo centro di Zillis, che custodisce un tesoro d’arte unico al mondo: la Chiesa di San Martino. Famosa per ospitare il più antico soffitto figurato d’epoca medievale conservato in Europa, l’edificio vanta una straordinaria opera pittorica realizzata intorno al 1114 e composta da 153 pannelli quadrati in legno.

La struttura interna segue una visione cosmologica tipicamente medievale: la cornice esterna raffigura un mare popolato da mostri e creature fantastiche, mentre il ciclo centrale racconta la vita di Cristo — con dettagli inediti attinti dai vangeli apocrifi —, affiancata dalle storie del patrono San Martino. All’esterno spicca la monumentale figura di San Cristoforo affrescata sulla facciata dal Maestro di Waltensburg, mentre l’interno rivela la firma di maestranze legate alla tradizione pittorica lombarda. Per completare questo affascinante viaggio nel Medioevo, a pochi passi dalla chiesa una mostra dedicata approfondisce la storia e i segreti della realizzazione di questo capolavoro unico nel suo genere.

Tre buoni motivi per scoprire la valle della Rheinwald
- L’incanto selvaggio della natura e l’architettura alpina: Dai vicoli senza tempo di Splügen con le sue dimore Walser alla vertigine profonda della Gola della Viamala, lungo un millenario crocevia di mulattieri tra nord e sud Europa.
- Un dialogo unico tra tradizione rurale e accoglienza d’autore: Dalle malghe storiche alla valorizzazione della capra del Rheinwald, fino all’avanguardia del complesso SPELUCA (e al futuro resort firmato Herzog & de Meuron) e al fascino d’epoca dell’Albergo della Posta a Montespluga.
- Un patrimonio d’arte e sapori senza pari: La meraviglia della “Cappella Sistina delle Alpi” a Zillis affiancata a un itinerario del gusto che unisce i formaggi tipici di Nufenen, la cucina del Bachhuus a Hinterrhein, la birra artigianale a km zero e le grandi etichette valtellinesi.
Ulteriori informazioni: MYSWITZERLAND
Photo Carlo Ingegno




