Dalle vette leggendarie ai borghi custodi di tradizioni secolari, le Dolomiti Bellunesi rivelano il loro volto più autentico e intimo. Un patrimonio fatto di paesaggi maestosi, eredità veneziana e sapori di montagna che invita a esplorare il territorio ben oltre le piste da sci.
Belluno, Italia.

Esistono luoghi capaci di custodire un silenzio antico, angoli di montagna dove la natura imponente non si limita a fare da cornice, ma si trasforma in un’esperienza intima, quasi rivelatoria. Quando lo sguardo si allontana dalle mete più battute del turismo montano, si schiudono vallate segrete, borghi incastonati nella roccia e orizzonti dove il tempo sembra seguire il ritmo lento delle stagioni. È proprio questo l’invito che arriva dalle Dolomiti Bellunesi: un territorio straordinario e multiforme che chiede solo di essere vissuto di persona, spingendosi oltre i percorsi già noti per riscoprire il piacere autentico dell’esplorazione.
In un incontro tenutosi a Milano, la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi ha svelato la nuova offerta turistica per la stagione invernale 2026–2027. Sotto il tema guida “Le Dolomiti che non ti aspetti sono in Veneto”, la presentazione ha tracciato una mappa geografica e culturale capace di affiancare ai nomi iconici di Cortina d’Ampezzo, Arabba, Alleghe, Falcade e Auronzo il fascino più nascosto di territori come la Val Comelico, la Val di Zoldo, la Val Fiorentina, l’Agordino, l’Alpago, l’intero Cadore e la Valbelluna. Come ha sottolineato Elisa Calcamuggi, responsabile marketing e comunicazione della Fondazione, il brand unifica queste vette mettendo in risalto l’identità di ciascuna comunità, per offrire un’esperienza genuina e lontana dal turismo di massa.

Un’eredità d’arte e natura oltre l’evento olimpico
L’appuntamento invernale che segue i Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026 diviene così il pretesto ideale per spalancare le porte sull’intera destinazione, trasformando i riflettori puntati sul grande evento in una curiosità diffusa per l’intero territorio. Un territorio profondamente legato a Venezia, evocato dalla formula “The Mountains of Venice”, che affonda le radici in un dialogo secolare tra la Serenissima e i suoi domini di terraferma nati nel XV secolo.

È un filo rosso che unisce i boschi del Cadore e del Cansiglio — storici fornitori di legname per le navi veneziane — alla figura di Tiziano Vecellio, nato a Pieve di Cadore, e alla magnificenza delle ville venete. Tra queste spicca Villa Buzzati, dimora dove Dino Buzzati trovò l’ispirazione per le sue opere, considerando queste vette come una vera dimensione dell’anima. A Feltre, invece, il Teatro della Sena, ribattezzato la “Piccola Fenice” poiché ristrutturato da Giannantonio Selva e decorato da Tranquillo Orsi, testimonia il luogo in cui nacque la passione teatrale di Carlo Goldoni.
Questa eredità culturale si arricchisce delle radici ladine che caratterizzano Agordino, Cadore, Comelico e Zoldo, svelandosi tra le lavorazioni del ferro di Sottoguda, le maschere in legno di Fornesighe, i murales d’autore di Cibiana e l’eleganza storica dei centri di Belluno e Feltre.

L’inverno sulla neve, tra vette iconiche e percorsi lenti
Per gli appassionati degli sport invernali, la stagione parte ufficialmente il 28 novembre con l’apertura degli impianti di risalita, mentre la fruibilità del celebre Sellaronda prende il via venerdì 4 dicembre. L’inizio dell’inverno si affianca alle formule promozionali come la Dolomiti Superpremière, con opzioni di soggiorno e skipass da 4 giorni al prezzo di 3 oppure 8 giorni al prezzo di 6.

Oltre al Sellaronda, il comprensorio offre itinerari iconici come il Giro della Grande Guerra nella Ski Area Civetta, lo Ski Tour Tre Valli a Falcade, il Grande Giro delle Cime in Comelico e la leggendaria pista La Bellunese sulla Marmolada, una delle discese più emozionanti e lunghe dell’intero arco alpino con i suoi 7 chilometri di sviluppo per 1.800 metri di dislivello.
Accanto allo sci alpino e di fondo, la montagna si svela anche attraverso le ciaspole, lo sci alpinismo e il nordic walking, offrendo scorci inediti su vette mitiche come Pelmo, Civetta, Marmolada, Tofane, Marmarole, Antelao, Monte Piana, Spalti di Toro, il Gruppo del Nuvolau, il Popera e le Vette Feltrine, senza dimenticare il versante meridionale delle Tre Cime di Lavaredo che domina Auronzo di Cadore. Per chi preferisce vivere il territorio senza sci ai piedi, non mancano le passeggiate nei borghi, le attività a contatto con gli animali e gli incontri diretti con gli artigiani locali.

L’identità del gusto e l’approccio alla montagna
A tavola, l’identità bellunese si declina in una ricca tradizione gastronomica che varia di valle in valle: dai casunziei all’ampezzana ai canederli e le balote, fino alla polenta di mais sponcio abbinata a schiz e pastin. Prodotti d’eccellenza come il Piave DOP, il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP e i formaggi di malga incontrano i vini autoctoni del Feltrino e della Valbelluna e la storica tradizione birraria di Pedavena, scopribili attraverso corsi di cucina e visite ai produttori.
A completare questa visione di accoglienza si inserisce il progetto Montagna Consapevole, un’iniziativa pensata per promuovere la sicurezza, la preparazione tecnica e la conoscenza diretta delle condizioni ambientali durante tutto l’anno.

Un viaggio oltre il paesaggio, nel cuore della montagna autentica
Scegliere le Dolomiti Bellunesi significa superare la superficie delle solite cartoline alpine per lasciarsi conquistare da un’Italia montana colta, autentica e inaspettata. È un’esperienza che invita a rallentare il passo, a mettersi in ascolto delle storie custodi di ogni vallata e ad addentrarsi in un patrimonio umano profondo, dove le tradizioni locali sono ancora vita quotidiana e l’accoglienza conserva il calore della genuinità. Un viaggio che non si limita alla straordinaria bellezza del paesaggio naturale, ma regala il privilegio di riscoprire il valore del tempo, della storia e del contatto umano più sincero.
INFO
Per informazioni e dettagli sulla destinazione è possibile consultare il sito www.visitdolomitibellunesi.com.
Credit photo dall’alto, Regione del Veneto – Bandion. ansa Piave. Arabba Fodom Turismo. R.Sudiero. Regione del Veneto – Bandion. Bandion. Giulia De Cia. Courtesy of UFFICIO STAMPA Mark PR di Nadia Pasqual.




