il sosia al Franco Parenti

IL “SOSIA” IN SCENA AL TEATRO FRANCO PARENTI

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in cinema

DOSTOEVSKIJ E LA SUA STRAORDINARIA COMPRENSIONE PER L’UMANO. Fino al 10 aprile 2022, al teatro Franco Parenti di Milano.


Milano, Italia.
Dostoevskij va letto e riletto. E rivisto in scena. La sua capacità di comprensione dell’umano è un insegnamento continuo e i suoi testi costituiscono, soprattutto per questo, un caposaldo imprescindibile della letteratura mondiale.
Ora più che mai, in un momento storico così complesso, le sue abilità introspettive ci guidano nel tentativo di capire come siamo fatti e perché agiamo talvolta in maniera sconsiderata e oscura.
Questa è anche la storia del signor Goljadkin, l’eroe, si fa per dire, de “Il Sosia” in cartellone al teatro Parenti fino al 10 aprile.


Scritto tra l’estate del 1845 e il gennaio del 1846, il racconto apparve per la prima volta sulla rivista “Annali Patri” ed è dunque un’opera giovanile di Dostoevskij in cui sono già evidenti le tematiche che stanno a cuore all’autore russo. Il culmine del pathos narrativo si raggiunge quando il protagonista Goljadkin incontra il suo sosia che rappresenta la scissione dell’io nelle sue numerose componenti contrastanti e in antitesi tra di loro. Un gioco di specchi tra il reale e l’onirico ben rappresentato da una scenografia in grado di rapire lo spettatore grazie anche alle proiezioni video realizzate da Alberto Sansone e alle musiche quasi allucinatorie di Gabriele Cosmi.


La regia di Alberto Oliva, cultore di Dostoevskij e l’interpretazione magistrale di due grandi attori del teatro e del cinema italiano come Elia Shilton e Fabio Bussotti, hanno reso il testo una rappresentazione efficace del degrado psicologico a cui va incontro quello che lo scrittore ha chiamato beffardamente il suo eroe. E’ la storia di una vita che sfocia nelle follia di un uomo, lo sdoppiamento di personalità di un essere del sottosuolo, inadatto alle relazioni sociali. Il racconto è quello di un confine impalpabile tra ciò che accade e ciò che viene vagamente immaginato da una mente visionaria. In un avvicendarsi di situazioni grottesche, Dostoevskij racconta la follia della vita, l’assurdità dell’orgoglio e la crisi dell’io. Lo spettatore viene trascinato in questo viaggio emozionante alla ricerca di se stesso, delle se ambivalenze e incoerenze. Un itinerario che porta alla comprensione delle proprie debolezze e delle fatiche altrui.
Dobbiamo essere quindi sommamente grati a questo gigante della lettura che ci fornisce gli strumenti per diventare un po’ più umani.
Foto Noemi Ardesi.

INFO

Teatro Franco Parenti

Orari di apertura
dal lunedì al venerdì: mattina dalle h 10 alle h 14 | pomeriggio dalle h 16 alle h 19 o fine botteghino
sabato: dalle h 16 alle h 19 o fine botteghino
domenica: solo botteghino
Via Pier Lombardo 14 | tel. 02 59995206

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.