I Liquori della Tradizione Italiana del Gruppo Montenegro

I Liquori della Tradizione Italiana

Scritto da Isabella Radaelli on . Postato in Food&Drink

Il Gruppo Montenegro protagonista con sei brand storici per valorizzare la peculiarità e il solido legame con la tradizione liquoristica italiana.

Bologna, Italia.
Gruppo Montenegro, lancia il progetto “I Liquori della Tradizione Italiana”, sei brand storici: Grappa Libarna, Oro Pilla, Nocino Benvenuti, Rabarbaro Bergia, Maraschino Buton e Coca Buton, di alta qualità, che oltre a condividere una storia plurisecolare si contraddistinguono per un’immagine unica che esprime l’inconfondibile “stile italiano”.

I Liquori della Tradizione Italiana costituiscono una selezione di pregiate specialità, accomunati da una lunga storia e realizzati secondo una lavorazione complessa, fedele alla ricetta delle origini, capace di esaltare ciascun ingrediente caratteristico come le noci, il rabarbaro, le foglie di coca peruviane e le ciliegie marasche.

Attraverso esperienze sensoriali uniche è possibile scoprire diversi territori italiani. Si parte dal Piemonte con l’iconica Grappa Libarna nata dalla plurisecolare esperienza della Distilleria Gambarotta, fondata nel 1832, deve il suo nome all’omonimo insediamento romano presente a Serravalle Scrivia, dal quale trae ispirazione la forma della storica bottiglia che ricorda i capitelli delle colonne romane. La gamma è composta da quattro referenze: Bianca Cristallo, un blend di purissime acquaviti di vinaccia, giovane e finemente aromatico; Grappa di Moscato Barricata, creata utilizzando solo uve Moscato, distillate a vapore secondo l’antica tradizione, e invecchiata in barrique di rovere francese per almeno 12 mesi; Grappa di Barbera e Dolcetto Riserva: strutturata e complessa ottenuta da uve Barbera e Dolcetto, distillate artigianalmente, e invecchiate in barrique di rovere francese per almeno 18 mesi e Grappa di Barolo Riserva: una grappa di grande nobiltà e complessità prodotta da sole vinacce di uve Nebbiolo provenienti dalle Langhe del Barolo e distillate secondo un antico metodo artigianale.

Sempre in Piemonte, il Rabarbaro Bergia che nelle pubblicità storiche era definito “il vero amico del fegato” e “il miglior aperitivo, digestivo e corroborante” è stato uno dei liquori di punta della distilleria dei coniugi Bergia, fondata a Torino nel 1870. è creato con i rizomi del rabarbaro, la parte più aromatica della radice, che vengono fatti macerare in una miscela di acqua e finissimo alcool. Al macerato ottenuto si aggiungono successivamente lo zucchero e delle erbe aromatiche dalle proprietà amaricanti.

Si passa in Veneto e precisamente a Venezia, città natale del brandy Oro Pilla, creato nel 1919 dalla distilleria Fratelli Pilla & C., protagonista di un’importante campagna pubblicitaria che ai tempi lo definiva un brandy “a parte” da chiamare “confidenzialmente O.P”. Brandy di carattere, frutto del blend di acqueviti invecchiate in Italia per almeno tre anni in fusti di rovere francese e botti in rovere di Slavonia.

Dal Veneto all’Emilia Romagna, dove a Bologna è stata fondata, nel 1820, la Distilleria G. Buton&C. che ha creato non solo Maraschino Buton, uno dei liquori di punta, ma anche Coca Buton, lanciato nel 1870, affermandosi come la prima distilleria italiana a cimentarsi nella produzione di un liquore a base di foglie di coca. Il Maraschino Buton è un distillato ottenuto dalla migliore selezione di ciliegie marasche, sapientemente lavorate secondo la ricetta originaria. Il liquore viene filtrato per diventare limpido e brillante. Mentre la Coca Buton definito “gloria dei liquori italiani” dal medico e antropologo Paolo Mantegazza, ha avuto come testimonial d’eccezione, Fausto Coppi, che nel 1940, in occasione del Giro d’Italia, dichiarò “Nelle più rudi fatiche di questo Giro, la Coca Buton mi ha sempre ridonato energia e vigore”. E’ l’unico liquore italiano a base di foglie di coca di origine peruviana, selezionate attentamente per garantirne l’eccellenza qualitativa e distillate con un metodo artigianale per eliminare la molecola della cocaina ed estrarre solo la parte più pregiata e ricca di proprietà aromatiche.

E’ di Modena invece il Nocino Benvenuti, della Distilleria Benvenuti, prodotto da sole noci italiane. Come da tradizione i malli vengono raccolti il 24 giugno nella notte di San Giovanni e lasciati a macerare per 9 mesi. Successivamente il macerato viene spillato e i malli torchiati per estrarre la base del liquore. Ad essa vengono aggiunti zucchero e acqua per raggiungere la gradazione alcolica desiderata.

Isabella Radaelli

Giornalista gourmet e viaggiatrice, ha trasformato le passioni per il cibo, il vino e i viaggi in un lavoro. Collabora per diverse riviste e giornali nel settore dell’enogastronomia, del turismo, del benessere e dell'hôtellerie. Quando è all’aeroporto si sente già in vacanza e quando intraprende un nuovo viaggio si entusiasma come fosse il primo. Il viaggio per lei è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Adora uscire a cena e andare alla scoperta di nuovi locali. Quando si deve sedere in un ristorante o in qualunque altro luogo, non sceglierà mai un posto a caso, perché segue le regole del Feng Shui. Ha pubblicato due libri: “Emozioni” una raccolta di poesie e “Tutti i segreti del Tortello Cremasco – Non c’è la zucca!”.