In viaggio verso Novara ammirando paesaggi rurali capaci di emozionare con le sue impeccabili geometrie, tra verdeggianti risaie incrociate da rigogliosi canali, filari di pioppi, cascine come piccoli borghi, su in alto in volo eleganti aironi sembrano quasi voler celebrare lo scrittore novarese Dante Graziosi nel suo libro “La terra degli Aironi”. In città ammirare il fascino inconfondibile della cupola di San Gaudenzio, attraversare a piedi il coinvolgente complesso architettonico medioevale del Broletto, fare shopping gourmet e assaggiare paniscia, salami, gorgonzola (un buon vino) e risi davvero speciali.
Novara, Italia.
Magari sarà stato il passato Covid che ci ha indotti a limitarci “non oltre il territorio”, ma è pur vero che non sempre occorre andare lontano per ritrovarsi circondati tra le bellezze del Bel Paese.
E’ il caso di Novara e il suo territorio, la città dal fascino bohémien è un susseguirsi di antichi portici e piazze che inducono verso un imperdibile itinerario storico culturale.

COSA FARE A NOVARA
Novara dalla cupola: ammirare una delle viste più spettacolari d’Italia
Tappa obbligatoria è la Basilica di San Gaudenzio, di fatto il monumento più celebre della città. La basillica fu progettata da Pellegrino Tibaldi e costruita tra il XVI e il XVII secolo. Mentre la maestosa cupola neoclassica a pinnacolo (alta 121 metri) da sempre simbolo di Novara, fu progettata dal genio di Alessandro Antonelli (lo stesso protagonista della Mole Antonelliana di Torino) nel 1841 e aggiunta così al resto del corpo della chiesa.
Per i più audaci, con elmetto e imbrago, è possibile essere accompagnati alla scoperta della cupola di San Gaudenzio per ammirare uno dei più grandi capolavori dell’architettura dell’Ottocento, per poi raggiungere l’alto della cupola e dei suoi 121 metri, dove si potrà ammirare una delle viste più spettacolari d’Italia: la città i suoi dintorni per giungere con lo sguardo fino alle Prealpi come pure i grattacieli di Milano.

Broletto, il cuore di Novara tra storia e cultura
Un tour da vivere a ritmi decisamente lenti è quello del Broletto, l’affascinante complesso monumetale collocato nel pieno centro della città, costituito da quattro edifici, esempi di epoche diverse esaltati da elementi architettonici e artistici notevoli. Ci si potrà giungere percorrendo antichi passaggi ad arco che conducono rispettivamente in piazza della Repubblica e corso Italia, nel percorrerli avrete la sensazione di quello che la storia ha conservato nel tempo.
I quattro palazzi che compongono lo storico complesso, appartengono rispettivamente a quello del Comune, detto anche palazzo dell’Arengo (XII secolo), il palazzo dei Paratici (tra il XII e il XIII secolo), il palazzo del Podestà (del XIV e l’inizio del XV secolo) e quello dei Referendari, quest’ultimo un tempo sede di attività poltiche della città, oggi ospita la Galleria d’Arte Moderna “Paolo e Adele Giannoni”, una delle più importanti collezioni di arte moderna piemontesi, con opere dell’Ottocento e degli inizi del Novecento. Se non avete tempo per una visita anche ai loro interni dedicate almeno uno sgurado all’esterno delle strutture, per percepire l’armonioso rapporto con la storia e la loro struggente architettura.

Al Castello Visconteo-Sforzesco si racconta l’arte
Se la giornata è piovosa o avete tempo a disposizione non perdetevi una visita alla bellissima mostra “Paesaggi. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo” esposta (fino al 6 aprile 2025), all’interno del castello Visconteo-Sforzesco di Novara, in piazza dei Martiri. Il castello risale al XIII secolo, ebbe una funzione militare alle sue origini per poi passare a carcere nel periodo napoleonico. Oggi le sue enormi sale, le cui pareti sono pennellate da toni che vanno dal rosso all’azzurro, fanno da sfondo ad oltre settanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private che ripercorrono il Piemonte e Lombardia dall’‘800 al ‘900, attraverso: campagne, laghi, mare, per giungere ai paesaggi urbani. Protagonisti alcuni dei più noti artisti attivi in Italia e in Europa di quel periodo.
Dolci e antichi sapori al Biscottificio Camporelli
E’ forse giunto il momento di un gustoso tour di sapori per riscoprire i dolci del passato. Sempre nel centro di Novara al numero 3/5 di vicolo Monte Ariolo troverete l’anima e la storia della tradizione dolciaria novarese al Biscottificio Camporelli. Tappa obbligatoria per tutti gli amanti delle eccellenze e della tradizione dolciaria piemontese. Le origini ci catapultano all’inizio della seconda metà del XVI secolo nei conventi cittadini, dove le dediziose monache crearono lunghi e sottili biscotti che presero poi il nome di Biscottini di Novara.

Fino a quando all’inizio della seconda metà dell’Ottocento, la famiglia Camporelli ne raccolse l’eredità, continuando a produrre i biscotti con quella ricetta semplice ma allo stesso tempo buona e salutare.
Oggi l’azienda Camporelli oltre ai classici Biscottini di Novara, propone altre eccellenze, come le: Margheritine di Stresa, croissant artigianali, biscotti di riso e tanto altro ancora. Dimenticavo, non perdetevi un’ulteriore idea golosa da provare: abbinare ai Biscottini il mitico Gorgonzola, i due insieme sono davvero irresistibili!
COSA FARE NEI DINTORNI DI NOVARA
Scoprire le vere “muffe” del Gorgonzola di Novara
Un’idea in più in una bella giornata di dicembre? Scoprire il vero gorgonzola dop, a una manciata di chilometri da Novara, attraverso le sue risaie, in uno spettacolo che affascina durante tutte le stagioni dell’anno, dove i suoi spazi compongono impeccabili geometrie tra canali e piantagioni di riso.

Quest’area è anche luogo di produzione (amato da generazioni) del celebre formaggio Gorgonzola dop. Tra i maggiori produttori, nella località di Castellazzo Novarese, troverete il caseificio artigianale Baruffaldi, ottimo interprete di un prodotto creato in chiave originale, che esibisce con orgoglio nell’attrezzatissimo store (alla faccia delle contraffazioni) l’ottimo gorgonzola. Protagonista: il dolce e il piccante, senza lattosio, glutine e conservanti e poi alla base un latte decisamente di alta qualità, senza l’ombra di conservanti, grazie ai quali si possono così produrre le tipiche “muffe”. Adesso tocca a voi decidere quando o come provarli, magari con un buon pane, o meglio ancora, con gli ottimi grissini piemontesi.
Saperi e sapori del riso novarese
Immergiamoci adesso nel cuore profondo delle risaie, rotta verso Vespolate. Siamo oramai distanti dalle strade principali, qui lo sguardo è attratto dall’infinito, dove filari di pioppi e canali compongono e tracciano le risaie in perfette geometrie, creando un mosaico naturale, un immenso “mare a quadretti”, così definito e decantato dallo scrittore e poeta Sebastiano Vassalli.
Intorno a Vespolate una delle patrie del riso, fanno bella mostra storiche cascine, che si ergono quasi ad antichi borghi, dove da secoli il riso resta protagonista. Una di queste affascinanti strutture è la cascina Fornace della famiglia Rizzotti, che vanta il recupero del pregiato riso Razza 77, rinunciando ai moderni macchinari per quelli di un tempo, riutilizzando antichi metodi di lavorazione sopratutto nell’importante fase della trasformazione per garantire la cremosità che tanto amiamo nei risotti.

Oggi l’azienda agricola, guidata con passione da Fabrizio Rizzotti, vanta un’estensione di terreni coltivabili a riso che supera i 90 ettari. Fabrizio ci presenta con orgoglio le sue varietà di riso, lavorate nella riseria certificata biologica da lui avviata all’incirca vent’anni fa, garantendo al suo prodotto il cosiddetto ciclo chiuso. Si va dal pregiato Razza 77, dall’Artiglio, al Roma, dal Baldo, al Nerone al riso Rosso, per giungere al re dei risi il Carnaroli e con loro far riscoprire un prodotto che ha un forte legame con il territorio.
Il tocco femminile in azienda è Alessandra Bossola un’esplosione di saperi, dalle visite guidate a “sommelier del riso“, un’attività affascinante tutta da scoprire. Alessandra (consulente esterna per l’Azienda Rizzotti), appassionata al mondo del food, esplora e cerca di trasferire ai visitatori la sua grande passione per il riso e tutto ciò che ne deriva.
I Dof Mati, quando la passione si tinge di “rosa”
Sempre attraverso quest’angolo di Piemonte, un paesaggio suggestivo, dove l’evidente mano dell’uomo e la natura si sono uniti a creare un mosaico di perfette geometrie e armonie, raggiungiamo nel cuore di Fara Novarese l’azienda vinicola “I Dof Mati“, che in dialetto significa, le due ragazze, coloro che nel 2016 fondarono questa azienda vinicola.
Oggi Sara Paladini, un vulcano di energia positiva, studi in medicina, un recente passato da assessore al commercio, turismo e attività produttive presso il Comune di Novara, riesce tutta da sola ha condurre l’azienda vinicola. L’azienda pone le radici su un territorio decisamente “speciale”, si estende su terreni prevalentemente morenici, ai margini dell’area definita dai geologi “supervulcano della Val Sesia” che caratterizza sopratutto il terroir dell’Alto Piemonte.

Sara Paladini, vi accompagnerà attraverso i racconti dei suoi vini in una breve visita in vigna, per poi giungere all’imperdibile degustazione con le sue rinomate etichette. Un viaggio attraverso vini ricercati, in un crescendo di gusto e passioni dai rossi: Merlot, Vespolina, Nebbiolo, Ghemme a l’unico bianco, l’Eresia Colline Novaresi Doc.
Un plauso a Sara, un esempio di imprenditoria al femminile, fatto di passioni e tanta dedizione. Risultato? Vini di qualità, nati grazie al recupero di terre incolte, oggi produttive, un piacevole sodalizio nell’armonioso paesaggio delle colline Novaresi.
DOVE MANGIARE
I dialoghi gourmand di Marta Grassi al Ristorante Tantris
Scoprire il regno di Marta Grassi la chef del Tantris di Novara, che da insegnante di asili nido è passata ad essere un’icona nazionale dei fornelli, è sicuramente un’esperienza che conduce al “buon vivre”.
Il ristorante è un luogo di accoglienza e di savoir faire. Marta, minuta e dai modi gentili è la protagonista tra garbo e gentilezza (ma anche di grinta e tenacia) di una cucina tradizionale e creativa. Unita a suo marito Mauro Gualadris, nella vita e nel lavoro, è probabilmente una delle coppie gourmand più longeve del Paese.

Al ristorante Mauro, esperto sommelier, si occupa della cantina e della sala, consiglia i vini che accompagnano piatti di una cucina ricca e opulenta, come: salsa al tuorlo e tartufo bianco, risotto alla zucca, gorgonzola e balsamico, per non dire del petto d’anatra affumicato, cipolline ai frutti rossi, pralina di fegato grasso alle nocciole.
Ai tavoli Marta si confronta in un dialogo tra esperienze gourmet, sapori e colori, per indicarvi come scoprire al meglio la ricchezza nel piatto.
Le interpretazioni gastronomiche di Paola Naggi al Ristorante Impero
Apre nel 1934 a Sizzano alle porte di Novara, il ristorante Impero, giunto alla sua terza generazione, una piacevole realtà tutta al femminile, protagoniste le due sorelle Paola ed Emanuela Naggi, rispettivamente in cucina e in sala, un binomio fatto di professionalità e grande passione, che ogni giorno dedicano per soddisfare l’ospite alla loro tavola.

Difficile resistere alle interpretazioni gastronomiche di Paola Naggi, un tripudio di sapori, che passa: dagli gnocchi di semola al gorgonzola, oppure al parmigiano in crema di pomodoro, all’imperdibile gallina disossata ripiena alle tre carni, al fritto alla novarese completo di mela, banana e amaretti, per giungere alle dolcezze come la torta di mele, bavarese e panna cotta.
Il ristorante Impero è tra l’altro iscritto a pieni voti sulla guida MICHELIN, un premio ottenuto grazie all’impegno delle sorelle Naggi, grazie all’ospitalità, una cucina che punta alla tradizione e l’utilizzo di materie prime stagionali, che hanno contribuito dell’affermarsi del ristorante come uno dei più convincenti esponenti della cucina regionale piemontese.
“Dall’orto alla cucina” è nata l’inclusività
Ammirare gli orti a fine autunno potrebbe essere un’esperienza poetica, certo dipende dallo stato d’animo, ma la storia di “L’orto alla cucina” il ristorante sociale di Novara di via Ansaldi per la Cooperativa Sociale Gerico, circondato da rigogliosi orti, appare come uno dei luoghi della campagna novarese che meglio interpreta la vera cucina del territorio e che può per la sua storia regalare anche emozioni.
A capo della brigata in cucina c’è il giovane chef Giovanni Ruggieri, oggi uno dei più promettenti ristoratori novaresi, con esperienze in ristoranti stellati a Milano, Varese e nelle Langhe, dove ha avuto modo di confrontarsi con maestri come, Alfredo Ciocchetti ed Enrico Crippa.

Giovanni vi farà provare la mitica paniscia, vero tesoro della campagna novarese, fatta esclusivamente con ingredienti della zona a base di riso, fagioli, verze, cavolo, cotenne di maiale, salam d’la duja e vino rosso.
Va sottolineato che la Società Cooperativa Sociale è nata per dare un contributo al territorio e sopratutto alla comunità, offrendo servizi e attività in chiave di reinserimento sociale. Uno spazio accessibile che coinvolge nelle attività anche a persone con disabilità fisica e psichica.
I progetti di Gerico comprendono vari servizi, dall’orto sociale al ristorante, fino all’housing, con lo scopo di offrire alla comunità uno spazio famigliare, per meglio creare un reinserimento sociale attraverso l’impegno quotidiano e la ricerca costante dell’eccellenza nel proprio lavoro.
DOVE DORMIRE
L’Hotel Cavour
Per andare a nanna resta comodo l’Hotel Cavour, posizione ideale per visitare il centro storico di Novara e i suoi luoghi ricchi di storia e cultura, ma anche ideale per raggiungere velocemente la stazione ferroviaria, quindi una collocazione perfetta.
C’è anche un lounge bar e si può inoltre gustare la cucina italiana presso il ristorante ÀGO Cafe, situato a circa 400 metri dall’hotel.
L’Hotel Cavour propone lezioni di fitness e dispone di una sala meeting con servizio fotocopie e scrivania.
C’è la possibilità di un parcheggio privato, mentre una buona notizia per gli amici a quattro zampe, sono ammessi su richiesta.
Ulteriori informazioni
Credit Photo dall’alto: Carlo Sguazzini. C. Ingegno. Alessandra Bossola. C. Ingegno (2). ATL TERRE DELL’ALTO PIEMONTE. C. Ingegno. ATL TERRE DELL’ALTO PIEMONTE. C. Ingegno. ATL TERRE DELL’ALTO PIEMONTE. C. Ingegno.




