Viaggio slow a Martano nella Grecìa Salentina

Viaggio slow a Martano nella Grecìa Salentina

Scritto da Isabella Radaelli on . Postato in Alberghi e Spa, Destinazioni, Food&Drink, Weekend

Da segnare in agenda per quando torneremo a viaggiare: un tour alla scoperta di una Puglia lenta, poco conosciuta ed autentica.

Martano, (LE), Italia.
La Puglia non è solo mare. E’ anche tanto altro. Una terra meravigliosa che stupisce sempre per quanto offre. Angoli segreti e destinazioni poco conosciute, come Martano in provincia di Lecce, 9000 abitanti, capoluogo della Grecìa Salentina, uno dei nove comuni insieme a Soleto, Melpignano, Calimera, Castrignano, Corigliano, Martignano, Sternatia e Zollino, di lingua ellenofona in cui si parla, anche se molto meno e soprattutto dagli anziani e in casa, il griko, dialetto neo-greco di origine antichissime.
Le origini di Martano non sono certe, alcuni reperti storici le fanno risalire agli antenati di Minosse, altri invece collegherebbero la sua fondazione al centurione romano Martius, a cui vennero donate le terre del Salento come omaggio per il valore dimostrato nella battaglia che portò alla conquista delle stesse da parte dei Romani nel 267 a.C.

Martano dal 2017 è anche prima Città dell’Aloe al mondo, merito della sinergia tra l’imprenditore visionario Domenico Scordari dell’azienda N&B e l’Amministrazione Comunale. N&B è un’impresa leader nel mondo nella produzione ed esportazione di prodotti nel campo della cosmesi a base di Aloe Vera, l’estrazione del gel viene effettuata entro le due ore dal taglio, così da non perdere tutti i principi attivi, seguendo una filiera rigorosamente bio. Un’eccellenza italiana che dà lavoro a 65 persone, e che fa conoscere il piccolo borgo di Martano in tutto il mondo.
N&B oltre ad avere preso numerosi riconoscimenti internazionali, ha ottenuto la certificazione BIO e tutti i prodotti sono Vegan Friendly. Inoltre Domenico Scordari si è impegnato a regalare mille piante di Aloe a tutti i giovani che vogliono intraprendere questa attività, garantendo l’acquisto della materia prima.

Martano e il suo territorio sono la meta ideale per un turismo slow. “Antica Terra” è il nome con cui veniva definito il centro storico che richiama la chora bizantina, originariamente cinta da torri difensive e dal Castello realizzato intorno al XV secolo da Ferdinando e Alfonso d’Aragona, per proteggere la città dalle invasioni dei Turchi e con un ampio fossato modificato negli anni. Il centro storico è caratterizzato dalla tipica pietra leccese, con le “case a corte” (abitazioni caratteristiche del Salento), con gli antichi palazzi nobiliari, da visitare la Chiesa Madre dedicata all’Assunta, protettrice del paese insieme a San Domenico di Guzman e a San Pietro d’Alcantara, costruita su un’antica chiesa di rito greco di cui ormai non c’è più traccia; la Chiesa di Maria SS. del Rosario, che ospita al suo interno bellissimi altari in stile Barocco, adiacente all’ex convento dei Domenicani; e il monastero di S. Maria della Consolazione dei monaci di Casamari, famoso per la produzione di liquori e infusi alle erbe. E poi la torre dell’orologio nella centralissima piazza Assunta, dove si trova una grande fontana monumentale. A Martano c’è anche un percorso dell’acqua attraverso delle fontane realizzate da artisti italiani e stranieri.
La movida o lo “struscio” o la “vasca” -dirlo adesso in tempi di confinamento fa un po’ strano- a Martano si dice “fare i giri in villa” e si concentra nei giardini della Villa Comunale.

Nei dintorni della città, nel punto più alto, si trova la Specchia dei Mori, chiamata anche “secla tu demoniu”, in griko Specchia del Diavolo. La leggenda narra che i Mori, autoctoni dell’epoca, costruirono una torre altissima come vedetta –specchia deriva infatti da specula che significa vedetta- che però crollò schiacciandosi. Un’altra credenza invece dice che all’interno dell’ammasso di pietre calcaree fosse custodita una chioccia con pulcini d’oro, opera del demonio. La specchia è alta 6 metri e con un diametro di 15 metri e con un albero di fico cresciuto proprio sulla sommità del cumulo di pietre.

A tre chilometri da Martano si trova il Villaggio di Apigliano, insediamento rurale del periodo bizantino-angioino di cui sono stati ritrovati diverse reperti, anche se dell’intero villaggio è rimasta solo la chiesetta di Santa Maria. Adesso è parco archeologico.

Un altro sito che merita di essere visitato è il Parco Naturale di Torcito, situato nel comune di Cannole, con quattro percorsi ciclabili e due dedicati al trekking che si sviluppano all’interno della macchia mediterranea con un paesaggio in cui si possono ammirare le piante endemiche.

E’ qui che Elia Calò, bartender, sommelier, docente e appassionato di erbe spontanee ha organizzato un cocktail selvatico”, per rifocillarci dopo la camminata. Il “Giardino sotto il Naso” è una formula che Elia ha ideato per immergere i partecipanti nel fantastico mondo delle piante aromatiche, creando liquori, infusi, tisane, da miscelare in cocktail accompagnati da taralli, formaggi, miele del territorio. Tutto questo avviene in luoghi insoliti come in questo caso il Parco del Torcito.
Martano si trova in posizione strategica, al centro del Salento, punto di partenza per itinerari turistici all’insegna del turismo lento. Da qui si possono raggiungere facilmente la bellissima città di Lecce che dista 20 km, il mare adriatico (15 km.) spingendosi fino ad Otranto, a Punta Palacìa, il punto più ad est della penisola salentina, dove dal faro si può assistere all’alba. Mentre si può assaporare il tramonto dalle dune di Porto Cesareo, con vista sull’isola dei Conigli.

Quando si parla di Puglia la prima cosa che viene in mente è l’olio. La Puglia è terra di ulivi, dappertutto si è circondati da distese di uliveti. Nonostante la xylella abbia colpito tante piante d’ulivo, pare che la varietà leccino sia la cultivar più resistente a questo batterio.
Nel patrimonio culturale di Martano, l’oliva, oltre all’aloe, occupa un ruolo molto importante, tanto che nel mese di ottobre in città si svolge la Sagra della Volìa Cazzata che, purtroppo, nel 2020 è stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria. La sagra è uno degli appuntamenti più attesi del Salento, Volìa cazzata in dialetto significa oliva schiacciata. L’oliva viene raccolta ancora verde dagli alberi e poi schiacciata con grossi martelli e lasciata marinare con acqua e sale, diventando così l’accompagnamento ideale a friselle con il pomodoro, verdure, legumi, pane cotto ed pietanze della tradizione salentina.

Merita un discorso a parte la cucina salentina, in Puglia si mangia bene dappertutto e abbondante. Dalle orecchiette con le cime di rapa o con il sugo e le polpette, “ciceri e tria ( pasta di farina di grano duro fritta con ceci, pomodorini, cipolla e olio evo), le “sagne ncannulate”, pasta di semola di grano senza uovo, che viene attorcigliata tradizionalmente intorno al dito o a un tubo per conferirle la tipica forma, si sposano alla perfezione con sughi corposi di pomodoro e ricotta forte salentina. Poi fave e cicoria, parmigiana di melanzane e zucchine, i “muersi fritti”, cubetti di pane fritto disposti su una zuppa di cicoriette, piselli verdi e pomodoro. Come secondo pezzetti di cavallo alla pignata: uno spezzatino di carne di cavallo, cucinato rigorosamente in una pignatta, a cui si aggiunge salsa di pomodoro, cipolla, erbe aromatiche e anche peperoncino. Buona anche la pitta di patate”, un impasto di patate con cipolla, pomodoro e olive e poi le “pittule”, delle pallottole di pasta lievitata molto morbida fritte nell’olio bollente, che si accompagnano ai formaggi e salumi tipici pugliesi dove non può mancare il capocollo.
Non si può concludere un pasto senza il pasticciotto, dolce tipico del Salento, preparato con pasta frolla, farcito con crema pasticcera e cotto in forno.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Dove dormire

Naturalis Bio & Resort
Immerso in una tenuta di 18 ettari: un borgo antico del 1800 sapientemente ristrutturato con 11 spaziose suite, piscina panoramica, Spa privata e ristorante. E’ qui che si coltiva l’Aloe Vera, e non solo, con cui l’imprenditore, proprietario del resort, Domenico Scordari realizza i prodotti bio N&B.

Masseria Don Agostino
E’ la più antica masseria della zona, gestita da donne, circondata da alberi di ulivo e di frutta e con una bella piscina dove rilassarsi dopo una passeggiata. Camere curatissime ed accoglienti. Le giovani proprietarie organizzano anche corsi di cucina per imparare a preparare la pasta in casa.

Dove mangiare

L’Osteria
Nel centro di Martano una trattoria con pizzeria a forno a legna che offre piatti tipici della cucina salentina.

Barriques
Pesce fresco, carni selezionate, tartufo, funghi porcini e anche una selezione di piatti pugliesi.

Torre Canfore
Masseria con cucina della tradizione salentina ben preparata, bella location e buoni anche i vini.

Masseria La Tofala
Situata nella campagna di Copertino, masseria seicentesca con camere, piscina e Spa, dove si gustano i sapori del Salento.

Da portare a casa

I migliori pasticciotti di Martano si trovano al caffè pasticceria Ficile in piazza Assunta. Una vera bontà! Farciti con crema pasticcera, marmellata o Nutella.

Per l’olio invece l’indirizzo giusto è l’azienda Zacheo di Carpignano, dove si può comprare olio extra vergine biologico e/o convenzionale. Questa realtà si occupa oltre che della produzione e della trasformazione delle olive, anche dell’uva, producendo diverse tipologie di vino.

Cantina Cupertinum di Copertino, azienda nata come cooperativa nel 1935, raggruppa ora circa 300 soci. Qui si lavorano soprattutto vitigni tradizionali: il principale è il Negroamaro, simbolo enoico del Salento, affiancato da Malvasia nera e bianca, Primitivo e da altre varietà acclimatate in queste terre. Ha ricevuto anche numerosi premi e i vini sono inseriti in diverse guide.

Tags: , , , ,

Isabella Radaelli

Isabella Radaelli

Giornalista gourmet e viaggiatrice, ha trasformato le passioni per il cibo, il vino e i viaggi in un lavoro. Collabora per diverse riviste e giornali nel settore dell’enogastronomia, del turismo, del benessere e dell'hôtellerie. Quando è all’aeroporto si sente già in vacanza e quando intraprende un nuovo viaggio si entusiasma come fosse il primo. Il viaggio per lei è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Adora uscire a cena e andare alla scoperta di nuovi locali. Quando si deve sedere in un ristorante o in qualunque altro luogo, non sceglierà mai un posto a caso, perché segue le regole del Feng Shui. Ha pubblicato due libri: “Emozioni” una raccolta di poesie e “Tutti i segreti del Tortello Cremasco – Non c’è la zucca!”.