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Alto Adige fuori stagione: tre strutture, tre modi per viverlo

A maggio, poco prima dell’estate, e durante l’autunno, prima dei giorni dell’Avvento, tre strutture tra Merano, la Val Ridanna e Appiano raccontano modi diversi di vivere la bellezza dell’Alto Adige a misura d’uomo.

Alto Adige, Italia.

L’Alto Adige lo si riconosce subito nei suoi momenti più iconici: l’inverno bianco delle piste, l’estate dei sentieri, l’autunno dei vigneti. Ma tra un picco e l’altro esiste un tempo poco raccontato, e spesso poco vissuto. Sono quelle settimane di maggio prima che le scuole chiudano. O quei giorni d’autunno, una volta chiuso il capitolo estivo, quando la stagione regala ancora scorci limpidi e giornate di sole tiepido, mentre le luci di Natale sono ancora un miraggio lontano.

La differenza non è nell’offerta, ma nel ritmo. I centri storici non si spengono, le valli non si svuotano. Si abbassa il volume. Si cammina senza dover affrontare la ressa, si entra in un museo senza fare la fila, si trova posto in spa spadroneggiando tra saune e bagni turchi. Per chi cerca pace e autenticità, questi intervalli diventano un modo diverso di stare in Alto Adige.

In questo articolo presentiamo tre strutture che, ciascuna a suo modo, lasciano aperte le porte al turista più attento, capace di cogliere la magia di un Alto Adige fuori dai suoi momenti più affollati.

Hotel Terme Merano, tra acqua e città

A Merano la giornata può iniziare con una passeggiata lungo il Passirio. Le palme si stagliano contro le montagne ancora innevate in quota — uno di quei contrasti che a fine primavera si colgono con particolare evidenza — mentre i portici proteggono dal sole e le facciate liberty raccontano il tempo in cui l’aristocrazia mitteleuropea veniva qui per curarsi e, non di rado, mettersi in mostra. Seguendo il Sentiero di Sissi si sale tra ville eleganti e giardini fino a Castel Trauttmansdorff, camminando sulle tracce di un passato che a Merano non è mai del tutto scenografia.

L’Hotel Terme Merano si inserisce in questo tessuto alla perfezione. È affacciato sulla piazza delle Terme, è parte del ritmo della città: punto di passaggio, di incontro, quasi di osservazione per chi attraversa il centro. Il suo elemento distintivo è il rapporto diretto con le Terme di Merano. Dall’hotel si accede al complesso termale attraverso un collegamento interno: si attraversa il tunnel in accappatoio e ci si ritrova tra le piscine, con la sensazione di essere entrati da un passaggio riservato, lontano dall’ingresso principale.

La sera si rientra in hotel e si sale alla Sky Spa per l’ultimo bagno, immersi nell’infinity pool riscaldata ad ammirare i tetti della città e il profilo delle montagne: si resta immersi a 32-34 gradi mentre l’aria si fa più fresca, e Merano appare dall’alto, compatta e ordinata.

Gassenhof, tra montagna e spa

In Val Ridanna l’Alto Adige cambia ancora passo. La valle si apre larga, meno scenografica rispetto alle Dolomiti più fotografate, e per questo più vera. I versanti sono morbidi, i paesi distanti il giusto, il silenzio non ha bisogno di essere cercato. Qui il Gassenhof nasce come struttura familiare e cresce senza perdere questa impronta. Legno, pietra, ambienti ampi ma mai dispersivi: più che un hotel, dà l’idea di una casa allargata, dove ci si muove con naturalezza, pur percependone lo charme.

Si risale la valle fino all’imbocco dei sentieri che salgono verso l’alta quota, attraversando un paesaggio che cambia progressivamente ritmo. Oltre Masseria il Museo provinciale delle miniere racconta un Alto Adige meno noto, fatto di lavoro e profondità, mentre più in alto la malga Stadlalm diventa una pausa possibile tra boschi e silenzio, tra canederli, Kaiserschmarrn e sentieri che continuano a salire.

Al rientro il ritmo cambia di nuovo. Il Gassenhof non ha una sola spa, ma più spazi distinti: il Gassenbadl, raccolto e dominato dal legno e dalla luce calda, e la Logen Spa, più recente, aperta sulla valle con ambienti luminosi e una piscina esterna riscaldata. Nella sauna, durante l’Aufguss, il vapore si alza mentre accanto un piccolo distillatore lavora lentamente, lasciando nell’aria profumi di erbe e resine. Dalle vetrate si intravede il profilo dei monti.

Questo rapporto con la materia si ritrova anche nella Genusshaus Mount Becher, dove gran parte di ciò che si consuma viene prodotto in loco. Si può assaggiare, per esempio, una grappa come la Wilder Pfaff, ottenuta dai giovani germogli di abete rosso raccolti nei boschi della valle, con note fresche e resinose, oppure fermarsi per un caffè tostato direttamente in struttura a partire da chicchi selezionati e lavorati in piccole quantità.

Schmalzerhof, tra frutteti e piscina riscaldata

Lo Schmalzerhof è un maso immerso tra frutteti e colline sopra Appiano, in una posizione appartata ma non isolata, dove il paesaggio resta sempre a portata di sguardo. Rientra tra i masi di Gallo Rosso, il marchio che riunisce le strutture agrituristiche altoatesine legate a una forma di ospitalità rurale autentica e direttamente connessa al territorio.

Un maso, per sua natura, rappresenta un’idea di vacanza alternativa, lontana anni luce dalle esperienze degli hotel, urbani o immersi nella natura che siano. Perché dal maso non si esce per esplorare il territorio, ci si è già dentro. I sentieri partono praticamente dalla casa e seguono tracciati semplici, come nell’anello di Predonico: si attraversano i meleti, si entra nel bosco, si sale senza strappi fino ad aprirsi su scorci più ampi della Val d’Adige.

Gli spazi del maso riflettono questa stessa misura. Ambienti essenziali, materiali naturali, una dimensione domestica che non ha bisogno di essere dichiarata. Si resta dentro e fuori allo stesso tempo, tra stanze raccolte e un giardino che si apre senza soluzione di continuità sul paesaggio. E poi c’è il pezzo forte. La piscina a sfioro, di acqua salata e riscaldata da Pasqua a inizio novembre, affacciata sulla valle. Non è così scontato trovare, in un maso, uno spazio di questo tipo: quando l’aria si fa più fresca, restare immersi all’esterno cambia la percezione della giornata. Si entra e si esce senza fretta, si resta a galla guardando le colline, si lascia scorrere il tempo senza doverlo per forza riempire.

Ivan Burroni
mail@ivanburroni.it

Credit photo dall’alto: ©wisthaler.com. Courtesy of Hotel Terme di Merano. Courtesy of hotel Gassenhof. Courtesy of Schmalzerhof.

Ivan Burroni

Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte. Ha fondato il magazine InUnGiorno.com

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