Tra Oriente e Occidente: 10 anni di ricerche archeologiche a Kınık Höyük

Scritto da Isabella Radaelli on . Postato in Cultura, Destinazioni, Turismo

Ha fatto tappa a Milano il ciclo di conferenze sule Missioni Archeologiche Italiane in Turchia.

Milano, Italia.
Presso il Consolato Generale della Repubblica di Turchia a Milano, si è tenuta la conferenza “10 anni di ricerche archeologiche a Kınık Höyük, in Cappadocia meridionale” della Prof.ssa Clelia Mora dell’Università di Pavia che ha partecipato alla Missione Archeologica Italiana a Kınık Höyük, diretta dal Prof. Lorenzo D’Alfonso di New York University.
Questo è stato il quinto appuntamento del ciclo di conferenze sulle Missioni Archeologiche Italiane in Turchia, organizzato dall’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia, insieme al Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia. Il sito di Kınık Höyük si trova in Cappadocia, nel cuore del Paese, circa 300 chilometri a sud – est di Ankara, nella provincia di Niğde, alle pendici meridionali dei rilievi vulcanici dei Melendiz Dağları (2963 m) e non lontano dalla lunga catena del Tauro, a sud. Ed è rimasto inesplorato fino all’inizio di questo progetto condotto dalle due università.
L’importanza di Kınık Höyük si lega da un lato alla presenza di una nicchia ecologica particolarmente favorevole all’agricoltura; dall’altro alla sua collocazione lungo una rotta che collegava via terra l’Egeo e l’Anatolia centrale alla Cilicia e alla Mesopotamia.
La collina artificiale (höyük in turco) di Kınık, è alta una ventina di metri, con un diametro approssimativo di trecento metri, e si alza su una terrazza naturale che a sua volta si eleva di 9 ettari. Al termine delle campagne di ricognizione intensiva nei campi circostanti si è compreso che l’area archeologica si estende per almeno 24 ettari, che fanno di Kınık Höyük uno dei siti maggiori dell’Anatolia centrale preclassica. Le sue dimensioni sono simili a quelle della più illustre città di Troia, l’odierno sito di Hısarlık.
Gli scavi e le prospezioni sul sito dal 2010 ad oggi hanno permesso di comprendere che l’antico centro fu fondato all’inizio del III millennio a C. e rimase in auge fino alla fine del I sec. a.C. Due periodi di insediamento lo rendono uno dei siti archeologici più importanti del momento in Anatolia centrale.

Isabella Radaelli

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Giornalista gourmet e viaggiatrice, ha trasformato le passioni per il cibo, il vino e i viaggi in un lavoro. Collabora per diverse riviste e giornali nel settore dell’enogastronomia, del turismo e del benessere ed è socia e consigliere di Neos – giornalisti di viaggio associati. Quando è all’aeroporto si sente già in vacanza e quando intraprende un nuovo viaggio si entusiasma come fosse il primo. Il viaggio per lei è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Adora uscire a cena e andare alla scoperta di nuovi locali. Quando si deve sedere in un ristorante o in qualunque altro luogo, non sceglierà mai un posto a caso, perché segue le regole del Feng Shui. Ha pubblicato due libri: “Emozioni” una raccolta di poesie e “Tutti i segreti del Tortello Cremasco – Non c’è la zucca!”.