
“Diario di un lavoratore stagionale – tratto da un disagio vero” è un libro autobiografico, nato in seguito alla mia ultima esperienza lavorativa prima del Covid, nell’estate del 2019. Edito da Dialoghi, da metà novembre è possibile trovarlo sul sito ufficiale della Casa Editrice, su tutte le piattaforme online, ordinarlo presso la propria libreria di fiducia o acquistarlo direttamente da me contattandomi attraverso le mie pagine social. Costa 14 euro ed è di 116 pagine. Chiude il racconto una serie di consigli rivolti ai più giovani, e non solo.

Roma, Italia.
Fate tesoro delle esperienze che vivete
La poetessa Anne Carson una volta ha detto: “L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito, torna diverso”. Io credo che il significato del viaggio stia proprio in questa frase: si viaggia per conoscere, per esplorare, per sperimentare. Si viaggia per cambiare.
Il cambiamento è una conseguenza dettata dalle persone che incontriamo, dalle emozioni che proviamo e dalle esperienze che viviamo. Lasciatevi andare, date il massimo, vivete ogni attimo come se fosse la parte migliore di voi, sempre, ad agire.
Diario di un lavoratore stagionale, tratto da un disagio vero
Il racconto è sviluppato attraverso le pagine di un diario quotidiano, che inizia con la ricerca di un nuovo impiego in vista della stagione estiva del 2019, continua con il trasferimento vicino alla struttura, il lavoro all’interno dello stabilimento, e finisce a inizio autunno con la conclusione del contratto stagionale.
Al suo interno si intrecciano aneddoti riguardanti le mansioni, i rapporti tra dipendenti e con la Direzione e una serie di riflessioni che, in chiave ironica, portano alla luce le difficoltà che io e i miei colleghi abbiamo incontrato nel lavorare presso quell’azienda, un grande stabilimento balneare situato in una nota località turistica italiana.
Qualche consiglio al volo?
Ve ne lascio cinque:
1) Informatevi più che potete sull’azienda in questione prima di accettare il lavoro;
2) Non permettete mai a nessuno di sminuire la vostra professionalità;
3) Non accettate mai accordi verbali: verba volant!
4) Siate umili, disponibili e aperti al dialogo ma non fatevi calpestare;
5) Siate perfettamente consapevoli dei vostri diritti e i vostri doveri: spesso ci ritroviamo a pensare “e va beh, figurati capita proprio a me!” e poi, quando capita, è ormai troppo tardi.
Info:
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