"TI RACCONTO IL VIAGGIO (E QUEL CHE HO IMPARATO)", di Mariangela Giusti

“TI RACCONTO IL VIAGGIO (E QUEL CHE HO IMPARATO)”, a cura di Mariangela Giusti

Scritto da Carlo Ingegno on . Postato in Cultura

Ecco cosa questo libro non è, secondo la descrizione della curatrice Mariangela Giusti: “I lettori non troveranno mappe, indicazioni da seguire, percorsi chilometrici, punti di ristoro, ostelli”. Eppure, se leggiamo tutto in metafora, il libro è anche questo. Perché ci fa viaggiare nel viaggio, e sì, ci dà in questo senso una mappa, indicazioni, chilometri di pensiero, e anche ristoro e ostello, nel portarci alla condivisione in uno spazio di piacevole riflessione comune.

Milano, Italia. 

Non smettere mai di fare e di disfare il nostro bagaglio interiore

Ci fa viaggiare nel viaggio Mariangela Giusti, e ci accompagna tra piacevoli riflessioni, senza perdere il nostro bagaglio interiore.

Viaggio dal latino viaticum: tutto ciò che serve per viaggiare. Dunque, ciò che già abbiamo anche prima di partire, basta raccoglierlo. “Ciò che conta è preparare con cura e sincerità il viatico, non smettere mai di fare e di disfare il nostro bagaglio interiore. Sapere dove si vuole arrivare prima di partire. Anche e soprattutto quando si viaggia da fermi”.  Così Marco Dallari in uno tra i molti saggi proposti a firme diverse, dove il senso del viaggio è affrontato come esperienza di formazione, di misura con se stessi, di conoscenza.

Per tornare alle metafore della vita

Ciascun autore – in “Ti racconto il viaggio (e quello che ho imparato)” – si muove nel proprio ambito disciplinare e scientifico (pedagogia, estetica, storia, antropologia, geografia, psicologia, narrativa) e produce una narrazione che incuriosirà non solo insegnanti e studiosi di pedagogia (il libro si propone come esperienza di pensiero interculturale in educazione, ambito professionale della curatrice) ma anche i lettori curiosi di ascoltare nuove narrazioni del viaggio, certamente spesso ritrovandosi in un cammino percorso. Uno su tutti: quello verso Santiago di Compostela, per tornare alle metafore della vita.

Carlo Ingegno

Il primo grande viaggio? Quasi 15 ore di aereo per attraversare il mondo, ed arrivare in fondo al Sud America, tappa la bella Buenos Aires, dove ci rimane per ben dodici anni. Qui la prima esperienza lavorativa, nell'editoriale Rizzoli, che aveva acquistato nella città tanto amata da Jorge Luis Borges una nota casa editrice. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs, dove si occupa di immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive a Monza ma spesso si sposta a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l'eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata da Dumbo, Brooklyn, dell'artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.