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QUATTRO ZONE SELVAGGE DELL’IDAHO, DOVE POTER AVVISTARE I “MUSTANG” ALLO STATO BRADO

L’immagine iconica del cavallo selvaggio che simbolizza l’americanità, il mustag rappresenta l’emblema della tradizione western tra libertà sfrenata, potere, determinazione e il selvaggio West.

Idaho, Stati Uniti.

In Idaho ci sono 6 diverse aree del “Bureau of Land Management” dell’Idaho che gestiscono le mandrie di cavalli selvatici

Luoghi dal fascino inimitabile in un territorio che ci riporta al “Selvaggio West”, tra i miti di un passato indimenticabile, per noi amanti di questo grande territorio.

Ognuna di queste zone – Herd Management Areas (HMAs) – è unica e si distingue per le varianti di territorio, clima locale e risorse naturali, così come ogni mandria di cavalli è unica per storia, eredità genetica, colore e entità della sua diffusione. Il lavoro delle HMA mantiene la popolazione equina sotto controllo, catturando i cavalli in eccesso e dandoli in adozione.  Se i cavalli fossero abbandonati a sé stessi senza alcun tipo di controllo, creerebbero drammatici problemi alla natura del territorio. I cavalli selvaggi richiedono un quantitativo sorprendentemente ampio di foraggio per poter sostenere la loro massa corporea pesante e non consentirebbero al sistema ambientale di recuperare adeguatamente. Con pochi predatori naturali, la loro popolazione potrebbe aumentare del 15-20% ogni anno e raddoppiare ogni quattro anni, innescando una crescita frenetica che supera i livelli di gestione stabiliti all’interno delle aree di gestione delle mandrie, contribuendo al danno ecologico. L’adozione e il controllo della fertilità sono parte di una campagna di lunga data per affrontare la sovrappopolazione di cavalli selvatici. Ci sono ora circa 100.000 cavalli selvatici e burros su terreni pubblici – più di quanti ne esistessero ai tempi del Vecchio West. Nei primi tempi dell’epica Frontiera, gli esploratori videro mandrie correre sulle Grandi Pianure, paragonando la vista al susseguirsi delle onde nell’oceano. Sulle prime mappe, vaste aree erano etichettate semplicemente come “deserto di cavalli selvatici”. Più tardi, quando la regione fu colonizzata, le mandrie furono oggetto di caccia.

Andiamo a scoprire in 4 distinti itinerari i 700 cavalli mustang dell’Idaho

Iniziamo con CHALLIS a 1600 m. d’altitudine, circondata su tutti i lati da gloriose montagne, incluso le idilliache White Cloud Mountains,  luogo di magnifica bellezza naturale. Nel centro dello stato la si raggiunge da Salmon. Il paesaggio è assolutamente mozzafiato in questa parte dell’Idaho. Il branco di cavalli al galoppo tra le montagne sullo sfondo è qualcosa che non dimenticherete mai. La mandria di cavalli selvatici di Challis è la più grande dell’Idaho. Ogni 2-3 anni l’U.S. Bureau of Land Management (BLM) assottiglia la mandria che conta una serie di bande guidate da stalloni da 5 a 15 cavalli. (Foto @ BLM Idaho). I visitatori di solito possono vedere i cavalli in lontananza tutto il giorno, perché si tengono solo ad est della East Fork del fiume Salmon. Si è teorizzato che questi cavalli siano discendenti di cavalli domestici che sono fuggiti o sono stati lasciati liberi dai loro proprietari. Il bestiame fu portato per la prima volta a Challis dagli allevatori nel 1870. Le mandrie di cavalli a Challis sono considerate fisicamente più grandi di altri cavalli selvatici che vivono in terreni simili. I test genetici effettuati sui cavalli hanno evidenziato che la variazione genetica è superiore alla media tra i cavalli Challis. I cavalli selvatici sono naturalmente diffidenti; li si ammira al meglio con il binocolo a distanza poiché quando ci si avvicina, si spaventano e corrono via. Una riserva chiamata Wild Love Preserve lavora con il BLM su tutte le aree di gestione del bestiame dell’Idaho per proteggere e preservare i cavalli selvatici nativi nel loro ambiente. La fondatrice, l’artista Andrea Maki, presta un’attenzione costante e dedicata alla condizione dei cavalli selvatici; con un’ampia visione ed ovvia saggezza politica ha creato un’improbabile coalizione di allevatori, ambientalisti, fautori di cavalli selvatici e agenzie governative, che lavorano in un delicato concerto per salvare questi maestosi animali. Il primo passo di Maki? Adozione di ogni cavallo selvatico dal 2012 per evitare che le famiglie degli equini si dividano e per evitare che gli animali vengano spediti fuori dall’Idaho, risparmiando i soldi dei contribuenti, e contando pienamente su donazioni e sovvenzioni. L’artista -fotografa e amante dei cavalli -collabora anche con Seeks Out Adventures per chi voglia sperimentare da vicino la bellezza dei cavalli selvatici dell’Idaho in abbinata a gite a cavallo di una giornata intera o di mezza giornata che s’avventurano nella Pahsimeroi Valley per dominare ampie vedute e addentrarsi nella parte più remota del cuore dell’Idaho.

Le montagne Owyhee, bellezza e natura selvaggia

Altri tre territori di mustang si trovano nelle MONTAGNE OWYHEE dell’estremo sud-ovest dell’Idaho. Il terreno nella regione varia dai 600 ai 2.400 metri di altitudine e la sua vera bellezza e natura selvaggia si trova nei suoi canyon più profondi, alcuni dei quali hanno probabilmente visto rare visite umane. Le vette sono spesso visitate in estate da fuoristrada e da escursionisti. E’ estremamente facile non vedere un’anima su molte delle vette di questa zona, che si trova a 150 km a sud-ovest della capitale Boise. Le aree interessate alle mandrie di cavalli selvaggi nelle Owyhee comprendono almeno 48 mila ettari di terre pubbliche suddivise in tre zone di gestione: la Black Mountain, Hardtrigger e Sands Basin. In queste zone relativamente piane pascolano liberi 150 cavalli di varie mandrie di diversa entità.  Storicamente questi cavalli allo stato brado da sempre si trovano sull’ Owyhee Front, nutrendosi, bevendo, accoppiandosi e partorendo. Non hanno mai avuto molti contatti con l’uomo fino a anni recenti e sono pertanto molto sensibili all’attività umana, soprattutto durante la gestazione e la nascita dei puledri tra marzo e giugno.

Alla scoperta di una città fantasma

La zona è stata teatro di estrazione mineraria e varrebbe la pena visitare Silver City una città fantasma nel nord-ovest della contea di Owyhee elencata nel registro nazionale dei luoghi storici. Al suo apice nel 1880, era una città mineraria in oro e argento con una popolazione di circa 2.500 e circa 75 imprese di cui sei grandi empori, otto saloon, due alberghi, il primo giornale dell’Idaho, un bordello e miniere redditizie che alimentano tutte le attività correlate. Nel 1942, le miniere chiusero ufficialmente le operazioni e con essa Silver City alla fine cadde dormiente nel fantasma di una città quale si presenta oggi. Da sola, sulle montagne, è una delle città fantasma meglio conservate degli Stati Uniti. Circa 70 strutture rimangono ancora in piedi nel centro, proprio come nel 1860, adagiate sulle colline sopra Jordan Creek. Le Owyhees può essere un luogo spietato in estate; fine primavera e autunno sono le stagioni migliori con temperature più miti, da maggio ad ottobre.

Tra le più alte dune del Nord America

Da Boise si viaggia in direzione sud-est per raggiungere GLENNS FERRIS. La località è storica poiché era uno dei più famosi e infidi attraversamenti fluviali dell’Oregon Trail. I pionieri attraversarono il fiume Snake al Three Island Crossing fino al 1869, quando Gustavus “Gus” Glenn costruì un traghetto a circa due miglia a monte, principalmente per accelerare il trasporto merci ma anche per gli emigranti.  A circa 25 di km a sud di Glenn Ferris i mustang stimati della mandria Saylor Creek sono 131 e già la popolazione è sopra il numero accettato di 50 capi. Tra questi si trovano i pinto – con il mantello costituito da grandi macchie di bianco e di qualsiasi altro colore -,  i sorrel col manto bruno rossiccio, i roano con mantello con testa e parti distali scure, tronco e collo simile al grigio, i palomino, i baio, in una varietà di colori dal marrone, al nero e grigio. Nelle immediate vicinanze fate una puntata alle DUNE di BRUNEAU, posto spettacolare per la presenza di vere e proprie dune di sabbia. Il Bruneau Dunes State Park è una zona di conservazione geologica con le più alte dune di sabbia del Nord America; la più alta si erge fino a 143 m. Percorrete i sentieri circostanti, scalate le dune e affittate una tavola per una breve discesa. Si può pescare  nel piccolo lago e guardare il cielo notturno: qui sorge l’ unico osservatorio pubblico situato proprio nel parco.

L’imperdibile Country Fair & Rodeo

Sempre da Boise in 50 km a nord si raggiunge EMMETT e da questa cittadina a 24 km circa più a nord ad una altitudine di 700 metri pascolano liberi 128 mustang in un paesaggio di  10 mila ettari di dolci colline e steppa a salvia selvatica, popolata da pronghorn, cervi muli e varie specie di uccelli di montagna. I cavalli selvatici della mandria Four Mile sono noti per essere di dimensioni eccellenti con una buona conformazione e colore, risultato dell’influenza dei Purosangue e Quarter Horse rilasciati alle mandrie periodicamente fino al 1978. Oltre ai colori tipici del bianco, marrone e nero, ci sono incursioni di altre razze tra le quali anche l’Appaloosa. Emmett ospita ogni anno una tipica Country Fair & Rodeo, tra fine luglio ed inizi agosto.

Si vedono ancora le tracce lasciate dai carri dei pionieri sul Goodale Trail

La storia dell’Old West  si percorre la LOWER PAYETTE RIVER HERITAGE BYWAY lungo l’incontaminato fiume Lower Payette River, da Payette a Horseshoe Bend per 85 km, strada scenografica tra natura e storia incastonata in una vallata chiamata Western Treasure Valley. Si seguono le tracce dei coloni e dei cercatori d’oro del passato: se si osserva bene si vedono ancora le tracce lasciate dai carri dei pionieri sul Goodale Trail, che fiancheggia il fiume. Freezeout Hill segnava un tratto difficile da superare con i carri pionieristici; gli emigranti – infatti – dovevano bloccare o “congelare” le ruote dei loro carri e scivolare giù per la collina. A volte c’era bisogno di ben dodici squadre di cavalli e più di un giorno per tirare un carro merci su per la collina. Con i rigidi inverni si rischiava il congelamento sulla cima della collina prima di poter scendere il giorno successivo. Da allora la vecchia collina così ostica è stata conosciuta come Freezeout.
Credit foto dall’alto: BLM (3), Courtesy by Great American West, BLM, Courtesy by Great American West.

INFO:

Denver, Colorado  è la porta d’accesso ufficiale all’immensa regione del Great American West.

The Great American West – Italia – https://greatamericanwest.it/

e-mail: rockymountain@themasrl.it – FB: The Great American West – Italia

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