Dai prati in fiore alle vette ancora innevate, la Regione Dolomitica Plan de Corones si prepara a una stagione rigenerante. Tra l’apertura degli impianti il 17 maggio, l’architettura dei musei in quota e i sapori delle malghe, ecco il cuore dell’Alto Adige in una veste inedita.
Plan de Corones (BZ), Italia.
Quando la primavera 2026 busserà alle porte delle Dolomiti, il paesaggio attorno al Plan de Corones inizierà la sua spettacolare metamorfosi. È un momento magico, sospeso tra l’ultimo candore dell’inverno e l’esplosione vitale della natura: mentre le vette oltre i tremila metri brillano ancora di neve, a valle i prati si tingono del viola dei crochi e del giallo delle primule. Intraprendere questo viaggio significa respirare il profumo di resina e ascoltare il fragore dei torrenti che tornano a correre impetuosi verso la valle.

Un rituale di benessere tra natura e fauna
Vivere la regione in primavera è, prima di tutto, un rituale di benessere. Senza la folla dell’alta stagione, l’immersione nei boschi diventa totale e rigenerante. Partendo dai borghi di valle, i percorsi escursionistici conducono verso i punti panoramici sulle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, attraversando boschi di larici e radure solitarie. Per i più attenti, l’alba regala incontri emozionanti con la fauna locale: non è raro avvistare marmotte, caprioli e camosci che tornano a muoversi liberamente nei prati dopo il lungo inverno.

Cultura e panorami sulla vetta del Plan de Corones
Il cuore pulsante della stagione outdoor batte in quota: dal 17 maggio 2026, grazie alla riapertura degli impianti di risalita da Brunico, Valdaora e San Vigilio, sarà possibile raggiungere la cima a 2.275 metri in pochi minuti. Da qui lo sguardo abbraccia le Alpi a 360 gradi, dai parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle fino alle Vedrette di Ries Aurina. La vetta ospita eccellenze mondiali come il MMM Corones, il museo di Reinhold Messner firmato da Zaha Hadid, e il LUMEN, polo dedicato alla fotografia di montagna, rendendo l’esperienza un perfetto connubio tra sport e cultura.

Borghi storici e laghi alpini: il fascino delle valli
Il territorio si svela con eleganza anche nei suoi centri principali. Brunico, con i suoi portici medievali, invita a pause gourmet tra caffè e pasticcerie artigianali, mentre i borghi di San Vigilio di Marebbe, Valdaora, Chienes e la Valle di Anterselva conservano un’atmosfera intima. Proprio ad Anterselva, il celebre lago alpino incanta con i suoi riflessi turchesi: un percorso naturalistico ad anello permette di ammirare le 38 vette oltre i tremila metri che dominano il paesaggio, tra prati punteggiati di tarassaco e boschi di cirmolo.

Due ruote tra adrenalina e relax
Per chi ama muoversi in bicicletta, la primavera è la stagione ideale grazie a temperature miti e sentieri tranquilli. La pista ciclabile della Val Pusteria segue il corso del fiume Rienza, offrendo un itinerario pianeggiante perfetto per le famiglie. Al contrario, i biker più esperti trovano pane per i loro denti nel Kronplatz Bike Park, un punto di riferimento per il freeride alpino con i suoi trail flow e le linee panoramiche che mettono alla prova tecnica e adrenalina nel cuore del paesaggio dolomitico.

Tradizioni ladine e la magia del Sacro Cuore
La primavera si celebra anche a tavola con la riapertura di malghe e rifugi. È il momento di riscoprire la cucina ladina e tirolese: dai canederli alle turtres ripiene, fino alla panicia, la tradizionale zuppa d’orzo. L’apice del misticismo alpino si raggiunge però il 14 giugno 2026 con la Notte del Sacro Cuore. In occasione del solstizio d’estate, i tradizionali falò vengono accesi sulle cime delle montagne al tramonto, creando una corona di luci che illumina tutto l’Alto Adige, un’esperienza magica che segna l’inizio della stagione calda che si protrarrà fino al 18 novembre.
Credit photo dall’alto: Courtesy of Studio Monika Carbonari (2). Harald Wisthaler. Courtesy of Studio Monika Carbonari. ©wisthaler.com. Wisthaler Harald, Archiv Kronplatz Brand.




