È stata inaugurata lo scorso 7 Maggio a Palazzo Barbò a Torre Pallavicina in provincia di Bergamo la mostra collettiva “Paysages/Passages”, una riflessione sugli spazi vissuti e creati dall’uomo.

Torre Pallavicina (BG), Italia.
La mostra vuole indagare la complessa relazione fra uomo e ambiente per raggiungere una comprensione totale del paesaggio. L’ambiente viene osservato e interpretato per quella che è la sua natura intrinseca, una riflessione della soggettività, dello sguardo umano sulla natura. Uno sguardo che modifica, rielabora e poi stravolge a piacimento le sue prossimità.
In una realtà di isolamento e alienazione, in cui l’isolamento fisico è diventato sinonimo erroneo di distanziamento sociale, gli artisti di questa mostra cercano di riassestare il loro baricentro. Un tentativo di rimettere il corpo nella sua materialità al fulcro di una leva tutt’altro che solida, una realtà fluida e imprevedibile.
Il linguaggio del viaggiatore
Come afferma Eric Leed nel suo libro “The Mind of the Traveller”, il passaggio, il transito da un luogo di partenza ad uno di arrivo costituiscono un nuovo viaggiatore, diverso da quello che ha lasciato la sua normalità ed immerso in una realtà le cui coordinate spazio-temporali si fondono e confondono. È in un paesaggio simile a questo che, secondo Roberto Lacarbonara, curatore della mostra, che riemergono narrative ormai perse da tempo, familiari ma sconosciute. Lì, il linguaggio del viaggiatore diventa fisico, muto, fatto di movimento e la mostra stessa diventa, a sua volta, passaggio e paesaggio imbevuto delle considerazioni tacite dei suoi visitatori.
Le sale rinascimentali di palazzo Barbò, cariche esse stesse di storie dimenticate e ritrovate, ospitano i frammenti di una realtà che conosciamo ma non riconosciamo, non al primo sguardo. Fra gli stagni metallici di Fabio Dartizio, gli spazi negativi di Andrea Francolino e gli accenni velati (da nubi di smog o dall’erosione del tempo) all’arte classica di Nazzarena Poli Maramotti. La mostra guiderà l’osservatore in una danza silenziosa con il proprio subconscio e le sue interpretazioni.
Info: https://www.palazzobarbo.com
Gwen Marletta










