Dalla sostenibilità all’inclusione, dalla letteratura alla musica, la Paganella attraversa l’estate con storie e incontri dedicati alla montagna contemporanea. Dopo gli appuntamenti di luglio e agosto, il calendario guarda a settembre con Mountain Future Stories e con il ritorno di Orme – Festival dei Sentieri, dedicato al tema “Sentiero è dialogo”.
Milano, Italia.
La montagna come racconto
L’estate della Paganella ha già attraversato alcuni dei suoi appuntamenti più significativi, tra storie di inclusione, viaggi, letteratura e riflessioni sul rapporto tra uomo e natura. Un percorso che ha trovato in Mountain Future Stories il suo filo conduttore: un progetto che porta nel territorio divulgatori, scrittori, esploratori e protagonisti della cultura contemporanea, chiamati a raccontare una montagna in trasformazione.
Non soltanto paesaggi e sentieri, dunque, ma esperienze attraverso le quali interrogarsi sui grandi temi del presente: cambiamento climatico, sostenibilità, inclusione e rapporto con la natura. Un racconto che, dopo gli appuntamenti già ospitati tra luglio e agosto, proseguirà a settembre con un nuovo appuntamento prima di lasciare spazio a Orme – Festival dei Sentieri.

Storie di inclusione e cambiamento
A Molveno, il 24 luglio, la montagna è stata raccontata attraverso La Cima, documentario nato dal progetto Brenta Open. Il film ha mostrato un volto della montagna capace di accogliere ogni abilità e ogni storia, mettendo al centro una concezione dell’ambiente naturale sempre più aperta e accessibile.
Sempre a Molveno, il 30 luglio, Wafaa Amer ha presentato Io sono Wafaa, la sua storia autobiografica di integrazione e di incontro con l’arrampicata. Una passione diventata nel tempo strumento di riscatto e crescita personale, e attraverso la quale l’autrice ha trovato una nuova dimensione di libertà e identità.
Il 31 luglio, a Fai della Paganella, è stata invece la volta di Per silenzio e vento, docufilm sul rapporto tra uomo e natura, scritto da Matteo Righetto e diretto da Marco Zuin. Un ulteriore tassello di una riflessione che Mountain Future Stories ha sviluppato attraverso linguaggi differenti, dal cinema alla letteratura, dal racconto personale alla divulgazione.
Il viaggio e la sostenibilità sono stati protagonisti anche dell’appuntamento del 7 agosto a Spormaggiore, dove Rosario Fichera e Yanez Borella, nell’ambito di Incontri, hanno raccontato due esperienze accomunate dall’attenzione ai temi dell’ambiente e dell’inclusione.
Da una parte, le cime lontane del mondo, dove l’acqua è diventata una risorsa sempre più rara; dall’altra, un cammino di oltre 2.000 chilometri dalle Dolomiti all’Etna. Due percorsi diversi, accomunati dalla volontà di osservare il paesaggio e le sue trasformazioni attraverso l’esperienza diretta.
A chiudere gli appuntamenti di agosto è stata, il 13 agosto al Life Park di Andalo, Lorenza Gentile, che ha presentato La volta giusta. Una storia di rinascita personale e ricerca della propria autenticità, capace di aggiungere una dimensione intima al racconto della montagna proposto dalla rassegna.

Il prossimo appuntamento: la fragilità del ghiaccio
Il calendario di Mountain Future Stories non si ferma con agosto. Il prossimo appuntamento è in programma il 7 settembre a Molveno, con Yanez Borella e il documentario Plaff – Fino all’ultima goccia.
Al centro, un viaggio in solitaria e in autosufficienza attraverso l’Africa orientale, alla scoperta degli ultimi ghiacciai equatoriali. Un’esperienza che mette alla prova la resistenza fisica dell’esploratore e diventa, al tempo stesso, una riflessione sul valore delle risorse naturali e sulla loro fragilità.
Il ghiaccio, l’acqua e il paesaggio diventano così la misura concreta di un cambiamento che riguarda l’intero pianeta e che rende sempre più urgente interrogarsi sul futuro degli ambienti naturali.

Orme, il sentiero diventa dialogo
A settembre il testimone passerà quindi a Orme – Festival dei Sentieri, che dopo l’anteprima del 21 giugno tornerà a Fai della Paganella dal 9 al 13 settembre 2026.
Il tema scelto per questa edizione, “Sentiero è dialogo”, racchiude una visione del cammino che va oltre l’esperienza escursionistica. Il sentiero diventa spazio di ascolto, relazione e scoperta, un luogo nel quale incontrare la natura, gli altri e, in qualche modo, anche se stessi.
Il cuore della manifestazione sarà il Dialoghi nel Bosco Bootcamp, ospitato per tutta la durata del festival al Parco del Respiro. Qui forest bathing, divulgazione scientifica e pratiche dedicate al benessere si incontreranno in un programma che coinvolgerà professionalità differenti.
Ci saranno Antonio Brunori, dottore forestale, giornalista e Segretario Generale di PEFC Italia; Riccardo Rizzetto, dottore forestale e autore di Quello che le piante non dicono; Sara Compagni, body coach esperta, laureata in Scienze Motorie e Massoterapia; Stefania Pinna, docente di Biologia, ecologia affettiva ed ecopsicologia; e Massimiliano Corrà, Guida Certificata Forest Bathing CSEN del Parco del Respiro.
Tra gli approfondimenti è prevista la tavola rotonda Il sentiero che ti fa stare bene: il bosco è un medico?, dedicata al rapporto tra alberi, salute e qualità della vita. Nell’ambito di Dialoghi nel Bosco Lab, invece, Gianni Vacchelli guiderà un laboratorio creativo dedicato alla montagna.
Musica, arte e natura
Il dialogo di Orme si svilupperà anche attraverso arte e musica, con un programma pensato per intrecciare la dimensione culturale con quella del paesaggio.
Tra gli ospiti più attesi c’è Giovanni Allevi, che l’11 settembre presenterà Armonie Invisibili, progetto nel quale il compositore, autore e direttore d’orchestra mette in relazione musica, natura e filosofia.
Il 12 settembre sarà invece dedicato a escursioni, laboratori sensoriali e altre attività diffuse sul territorio. Una giornata per vivere la Paganella attraverso il movimento e i sensi, che culminerà con il concerto del cantautore Andrea Cerrato al Paganella Fun Park.

La tradizione chiude il cammino
L’ultima giornata del festival, il 13 settembre, proseguirà tra attività nella natura e appuntamenti all’aperto, prima di lasciare spazio a uno dei momenti più identitari del territorio: la tradizionale Desmontegada.
Le mucche sfileranno per le vie del paese accompagnate da musica dal vivo e pranzo tipico della tradizione contadina. Un rito antico che, accanto alle riflessioni sul futuro della montagna, restituisce una dimensione concreta e profondamente locale al festival.
È proprio nella capacità di mettere insieme memoria e innovazione, tradizione e nuove sensibilità, cultura e paesaggio che la Paganella trova oggi una delle sue chiavi di lettura più interessanti.
Una montagna che non si limita a essere attraversata, ma invita a fermarsi, ascoltare e incontrarsi. Perché un sentiero può essere molto più di una direzione da seguire: può diventare un luogo nel quale imparare a dialogare.
Credit photo dall’alto: Filippo Frizzera. Courtesy of Visit Paganella. Fai Vacanze. Tommaso Pini. Mirco Perli. Tutte le immagini courtesy of Press Play | Comunicazione e pubbliche relazioni




