“Non sparate sulla mamma” al San Babila. In scena il genio comico di Carlo Terron

“Non sparate sulla mamma” al San Babila, in scena il genio comico di Carlo Terron

Scritto da Giuseppina Serafino on . Postato in Appuntamenti, cinema

“Non sparate sulla mamma” dal 26 novembre all’8 dicembre. E’ una commedia geniale e modernissima, con un attento linguaggio ironico. Scritta da Carlo Terron nella prima metà degli anni ’60, resta oggi un tema del tutto attuale.

Milano, Italia.
Al Teatro San Babila di Milano, è andato in scena lo spettacolo “Non sparate sulla mamma”, considerato un piccolo gioiello di drammaturgia ,scritto nel ’60. Una piece d’ironia colta e delicata, che consente di riscoprire il genio comico di Carlo Terron, autore post pirandelliano, poco rappresentato. Attualissimo per i temi trattati, offre un continuo susseguirsi di battute esilaranti da parte delle due protagoniste, che si stuzzicano in una schermaglia densa di arguzie. Due madri quarantenni, Maura e Clotilde, sono ossessionate dalla paura che i loro figli liceali, Massimiliano e Guido, possano essere iniziati al vizio di donne di facili costumi. Per impedire che la tempesta ormonale causi ciò che temono, si alleano occupandosi ognuna dell’iniziazione del figlio dell’altra. Una delle due se ne occupa a tal punto da scoprirsi incinta. La scrittura di Terron è curatissima nel controllare ogni singola parola e battuta senza sacrificare trama e personaggi.

Un sorprendente intreccio che nell’allestimento di Marco Rampoldi, viene amplificato, con un effetto sorprendente, alternando l’italiano “accademico” alla parlata lombarda che dona immediatezza al dialogo. Sulla scena ci sono due affiatatissime attrici, Stefania Pepe e Roberta Petrozzi, che lavorano insieme da quasi vent’anni. La commedia di Carlo Terron è decisamente originale poiché anticipa quello che è stato il femminismo ma anche il tema della presenza assillante delle madri nei confronti dei figli. Appropriata la scelta delle canzoni che inneggiano alla figura della madre catapultando in un periodo denso di valori nostalgici. Carlo Terron (Verona 1910, Milano 1991) si laureò in medicina nel 1933 e divenne primario dell’Ospedale Psichiatrico di Verona e poi creò il reparto psichiatrico dell’ospedale di Tirana, dopo aver partecipato alla guerra in Albania.

Terminato l’evento bellico, si trasferì a Milano, dove accanto alla professione medica, si dedica alla scrittura e al giornalismo. Tra i suoi lavori, si ricordano “Baciami, Alfredo”, recitato da Valeria Valeri e Alberto Lupo nel 1960. Marco Rampoldi, classe 1966, compie la sua formazione artistica presso il Piccolo Teatro di Milano; intraprende una pluriennale esperienza con il Teatro Franco Parenti dove firma diverse regie.Si è avvicinato al mondo della comicità, dirigendo gli spettacoli di alcuni fra i comici più interessanti dell’area milanese (Zelig e dintorni), fra cui Leonardo Manera , Teresa Mannino e Rita Pelusio.
Al San Babila il pubblico ha assistito ad uno spettacolo davvero gradevole che restituisce il sapore del Teatro come strumento di evasione catartica….repliche fino all’8 dicembre. Passate voce!
Foto © Laila Pozzo

Teatro San Babila
Corso Venezia, 2/A – 20121 Milano
Biglietteria 02798010
info@teatrosanbabilamilano.it

Non Sparate sulla mamma
di Carlo Terron – con Stefania Pepe e Roberta Petrozzi.
Scena e regia di Marco Rampoldi- costumi di Francesca Faini- regista assistente Paola Ornati – RARA produzione srl-TEATRO SAN BABILA di Milano

Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Tutto è nato per caso…dai viaggi d’infanzia al Sud, da quell’osservare il mondo dal finestrino di un treno, che procurava un senso di pienezza e di libertà. E poi...la passione per la bicicletta e il cicloturismo, la scrittura, da letterata a giornalista; la musica come una sorta di azione terapeutica, per il cuore prima ancora che per la mente. In seguito sono sopraggiunti il cinema e il trekking, come metafora di un obiettivo da raggiungere in un perenne viaggio sempre da costruire. Sì, i viaggi,in stile low cost e “fai da me”. Una vita forse frenetica, ma inebriante… sia pure, a modo mio!