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Non solo montagna in Valchiavenna: natura, cultura, tradizioni ed enogastronomia

Luoghi, esperienze, peculiarità e tradizioni assolutamente da segnare nel proprio diario di viaggio per scoprire tutte le sfaccettature della Valchiavenna.

Valchiavenna (SO), Italia.

La Valchiavenna, in provincia di Sondrio, è un territorio ricco di opportunità, contornato dallo scenario di maestose montagne, adatte durante la stagione invernale per gli amanti dello sci e non solo: tante, infatti, sono le opportunità per chi vuole praticare diverse attività, divertendosi, esplorando, immergendosi nella natura e nelle tradizioni secolari che caratterizzano quest’area della Lombardia, senza dimenticare l’ottima offerta enogastronomica. Scopriamo luoghi, esperienze, peculiarità e tradizioni assolutamente da segnare nel proprio diario di viaggio per scoprire tutte le sfaccettature della Valchiavenna.

Le cascate dell’Acquafraggia

Le cascate dell´Acquafraggia, situate a Borgonuovo, costituiscono un complesso naturale imponente: un paesaggio incredibile visibile già dalla strada, che incanta tutto l’anno ma riserva un’atmosfera magica nei mesi più freddi quando cadono i fiocchi di neve.
Il torrente omonimo nasce dal pizzo di Lago a 3050 metri sopra il livello del mare, in un punto di spartiacque alpino dal quale scendono fiumi che sfociano nel mare del Nord, nel mar Nero e nel Mediterraneo. L´Acqua Fraggia forma quindi una serie di cascate, di cui quelle più in basso, con il loro doppio salto sono solo le più suggestive. Si capisce così l´origine del nome Acqua Fraggia, da “acqua fracta”, cioè torrente continuamente interrotto da cascate.

Il Monumento Naturale della Cascate dell´Acquafraggia, offre la possibilità di godere dell´affascinante spettacolo di questo angolo di natura ancora selvaggia: un percorso attrezzato all’interno del parco permette di conoscere da vicino l’ambiente che circonda le cascate con rigogliosa vegetazione e rocce scure, ammirando, dalle terrazze panoramiche lungo il sentiero, la vista sull’intera vallata fin verso la piana di Chiavenna.

Per informazioni, www.valchiavenna.com/it/itinerari/Cascate-Acquafraggia.html

Palazzo Vertemate Franchi

Palazzo Vertemate Franchi è un polo di interesse culturale: si presenta con linee eleganti e sobrie, senza far trasparire all’esterno la ricchezza delle decorazioni e degli arredi degli spazi interni. Varcata la soglia del portale bugnato, con incisi i nomi dei due fratelli che fecero costruire il palazzo e con il loro stemma sulla chiave dell’arco, si entra nell’atrio e subito si avverte un senso di magnificenza e bellezza: le pareti e i soffitti a volta, come quelli dei locali che vi si affacciano, sono dipinti a fresco. Solo la sala di Giunone ha le pareti rivestite in legno con pregevoli intarsi.

Non sono noti i nomi degli architetti che progettarono e realizzarono il palazzo, così come gli artisti che eseguirono i meravigliosi soffitti in legno. Per gli affreschi si fanno delle supposizioni: attualmente si ipotizza che i dipinti a fresco siano dei Campi, con i milanesi Aurelio Luini e Giuseppe Meda e il bresciano Lattanzio Gambara.

I dipinti si ispirano alle “Metamorfosi” di Ovidio. Al piano rialzato si va dall´ampia sala di Giove e Mercurio alla raccolta e luminosa “stua” di Giunone, dove la dea, dall’alto della volta sul carro trainato dai pavoni, assiste alle marachelle del marito. In questo ambiente, dove dopo il 1618 si tennero anche processi contro presunte streghe, si legge in una tarsia l’unica data che si trova nel palazzo: “1577”.
Sull´altro sguancio della porta è la sigla dei due fratelli e sopra la porta dello studiolo si legge la scritta INDVSTRIA AVGET IMPERIVM. Questo motto la dice tutta sulla “filosofia” dei Vertemate: il darsi da fare, nel commercio, accresce il potere.

Passando per la sala di Perseo, si torna nell´atrio per salire ai piani superiori. Personaggi della famiglia Vertemate sono ritratti in oli su tela esposti nel corridoio, da cui si accede al “guardaroba”, alla camera della signora e alla “stua”, che è posta sopra la sala di Giunone.
Questo locale è tutto rivestito in legno ed era riscaldato da una stufa tedesca. Si racconta che sarebbe stata approntata, la stanza, per ospitare Napoleone Bonaparte.

Si passa poi all´ultimo piano, dove in senso orario si visitano le sale degli amorini, delle arti o degli amori,dello zodiaco, la stanza del vescovo e quella del Carducci.
I soffitti sono tutti in legno: uno diverso dall´altro. Nel salone dello zodiaco, tra altre storie mitologiche, sono rappresentati i segni zodiacali e le attività agricole che caratterizzavano i singoli mesi. Sovrasta un soffitto scolpito in legno che gareggia con quello dell´attigua stanza del vescovo.
La visita del palazzo si chiude con la camera che venne intitolata a Giosue Carducci, che fu accompagnato a vedere la villa, quando usava frequentare Madesimo per fare la cura delle acque.

Per ulteriori dettagli, www.palazzovertemate.it

Chiavenna

Quasi a ridosso del confine svizzero, attraversata dal fiume Mera, Chiavenna è la perla della omonima valle, famosa per le bellezze artistico-culturali, per la sua ricca tradizione gastronomica e per un vivere lento: una città slow, probabilmente di origine etrusca, stazione romana un importante punto di scambio fra l’Italia e il resto dell’Europa. 

Girovagare per il centro storico è l’occasione per scoprirne angoli e scorci nascosti che affascinano ogni volta il visitatore, incluso l’attraversamento del ponte sul Mera che regala uno tra gli scorci più suggestivi dell’abitato.
Per dettagli, www.valtellina.it/it/chiavenna-e-dintorni

Tradizioni secolari: i biscottini di Prosto

Tra le tradizioni della Valchiavenna, vanno menzionati i biscottini di Prosto, una libidine assolutamente da provare, una piacevole dipendenza dove uno tira l’altro. Un sapore che richiama il passato, un gusto genuino e autentico: la ricetta popolare dei veri biscottini di Prosto è stata portata per secoli, di generazione in generazione, e oggi sono Monica e Simonetta Del Curto a riproporla.

Fino ai primi del ‘900, i biscotti venivano preparati in tutte le famiglie del paese in occasione delle feste, in particolare per i matrimoni e per la festa patronale dell’Assunta (15 agosto). In quelle particolari occasioni, le persone s servivano per la cottura di biscottini dell’unico forno locale: quello al “Mulino” della famiglia Del Curto. L’antica abitazione dei Del Curto, risalente al 1600, è conosciuta anche tutt’ora come Il Mulino, che forniva farina nei dintorni e nella vicina Svizzera.
Per saperne di più, www.biscottinidiprosto.com

Artigianato: la pietra ollare

Anche l’artigianato ricopre un ruolo singolare in Valchiavenna. La lavorazione della pietra ollare è tra le attivitàpiù antiche delle Alpi: le pentole fatte con questa pietra risalgono a 3000 anni fa, ma l’oggetto più antico rinvenuto durante uno scavo archeologico è stato datato al periodo neolitico e raffigura un idolo.

Resiste al fuoco, conserva la temperatura per molto tempo, cuoce in modo ottimale e non necessita l’uso di condimenti, è antiaderente di natura, esalta il sapore dei cibi, conserva gli alimenti per mesi e anche per anni: queste sono alcune delle caratteristiche della pentola in pietra ollare. 

La sua storia e la sua patria per millenni è la Valchiavenna, dove a Piuro migliaia di artigiani la estraevano dal monte; la lavorazione di questa pietra continua fino al 1866 quando per le leggi del mercato viene abbandonata completamente. Dopo 123 anni Roberto Lucchinetti, artigiano della Valchiavenna riprende a lavorare la pietra ollare, con grande fatica e senza maestri impara nuovamente le antiche tecniche: con lui la pietra ollare rinasce, rincomincia viaggiare, i media diffondono le immagini della pietra lavorata: entra nella quotidianeità, creando una connessione tra antico e moderno.

Visitarel’unico laboratorio della Valchiavenna di pietra ollare è un’esperienza unica per comprendere la fatica, la meticolosità, la passione e la professionalità che Roberto ogni giorno adopera per dar vita alle sue creazioni: oggi si può ancora cucinare nelle pentole di pietra, bere il vino dai calici in pietra ollare, conservare il caffè macinato per oltre un anno senza che perda l’aroma, mantenere il sale asciutto anche se piove per mesi.
Per informazioni, www.pietraollare.com

Gastronomia

La Valchiavenna, oltre a vantare una ricca tradizione gastronomica, è caratterizzata dalla presenza dei rinomati Crotti e del “sorel”, uno spiraglio naturale da cui soffia una corrente d’aria che mantiene la temperatura pressoché costante e che rende ideale la conservazione di vino, salumi e formaggi. E’ proprio nei crotti che, oltre ad essere un luogo di convivialità, le persone possono degustare e apprezzare i piatti e prodotti tipici della Valchiavenna.

Uno dei più interessanti è Crotto Ubiali, dove sapori e qualità regnano sulle tavole, tra specialità locali e rivisitazioni, che deliziano il palato e rallegrano l’anima. Tante le pietanze da provare: dagli iconici pizzoccheri, presenti sia nella variante della Valtellina che della Valchiavenna, entrambi gustosissimi, una scelta impossibile che porta ad assaggiarli volentieri entrambi; gli sciattò (frittelle croccanti di formaggio); la pregiata bresaola e i taroz, un purè di patate con fagiolini conditi con burro e formaggio tipico valtellinese.
Per informazioni, www.crottoubiali.it

Degustazioni in cantina

Tra le esperienze enogastronomiche da provare, non possono mancare le degustazioni in cantina per scoprire i migliori vini del territorio. La Valtellina è l’area terrazzata più vasta d’Italia e accoglie oltre 850 ettari di vigne. Da segnalare la storica cantina Mamete Prevostini, rinomato produttore  di vino sui terrazzamenti della zona sin dalla metà degli anni Quaranta.

Oggi Mamete Prevostini, nipote del fondatore, guida l’azienda vinicola, realizzando vini eleganti e di alta qualità principalmente da uve Nebbiolo (localmente chiamate Chiavennasca), tra cui importanti Valtellina Superiore DOCG e Sforzato di Valtellina. Mamete è apprezzato per la sua capacità di esprimere con finezza il carattere dei vini valtellinesi, e la sua cantina ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti dalle principali pubblicazioni enologiche.
Per dettagli, www.mameteprevostini.com

INFO

Un territorio da scoprire, perlustrare e amare. Per informazioni e dettagli, consultare e www.valchiavenna.com ewww.valtellina.it/it/chiavenna-e-dintorni

Photo courtesy of Valtellina Press Office

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

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