A pochi mesi dal debutto, l’hotel cinque stelle lusso all’interno dell’ex sede della Banca d’Italia in Piazza del Parlamento completa il suo racconto. Le nuove Signature Suites fondono la monumentale storia dell’edificio con un design contemporaneo e sofisticato, offrendo terrazze panoramiche sui tetti della Capitale, dettagli di altissimo artigianato e una straordinaria collezione d’arte.
Roma, Italia.

Il risveglio di un tesoro nel cuore di Roma
L’apertura di Corinthia Rome ha restituito alla città un gioiello architettonico rimasto per decenni sottratto allo sguardo del pubblico. Progettato da Pio e Marcello Piacentini e costruito tra il 1913 e il 1921, l’edificio nacque come sede romana della Banca d’Italia, un palazzo di alta rappresentanza a due passi dal centro politico del Regno. I lavori, rallentati dalla Grande Guerra, imposero una facciata neoclassica severa e monumentale, che fa da contrasto a interni ricchi di affreschi, marmi policromi e stucchi pensati per celebrare l’autorità economica della giovane nazione.
Fin dalle sue origini, la struttura si è distinta per l’avanguardia tecnica, vantando ben sei linee telefoniche e un sistema postale pneumatico interno lungo 870 metri. Tra le sue mura si nascondono anche storie affascinanti: si racconta infatti che, durante l’occupazione nazista, abbia custodito i gioielli della Corona italiana. Dopo una serie di interventi passati che ne avevano compromesso la leggibilità, il palazzo è stato acquisito nel 2019 da Reuben Brothers e affidato a un imponente restauro filologico guidato dallo studio londinese G.A. Design. Attraverso un lavoro certosino sui documenti d’archivio, sono stati ricreati i pavimenti musivi e i soffitti decorati originali. Oggi, superato l’ingresso, il cortile interno è tornato a essere il cuore pulsante del complesso, trasformato in un’oasi all’aria aperta che accoglie lobby, ristoranti e bar con l’atmosfera di una prestigiosa dimora privata.

Un viaggio nelle Signature Suites
Il progetto delle Signature Suites esprime al meglio questa rinascita, regalando a ogni ambiente un’identità ben definita e un comfort residenziale. Le Campo Marzio Suites sono state concepite come delle vere e proprie townhouse disposte su due livelli, dove la zona giorno è inondata dalla luce di grandi vetrate colorate che incorniciano il Parlamento e le vie del centro, mentre una scala scultorea conduce alla zona notte. Salendo al quinto piano si incontra la Chigi Suite, uno spazio che fa del rapporto tra interno ed esterno il suo punto di forza grazie a un patio privato e a una scala a chiocciola che conduce a una straordinaria terrazza panoramica di 90 metri quadrati sospesa sui tetti di Roma.
L’esplorazione prosegue al sesto piano con L’Arte Suite, che accoglie l’ospite con l’atmosfera raccolta della casa di un collezionista, completa di una dining room per quattro persone e di una terrazza di 70 metri quadrati pensata per godersi il tramonto. La posizione più dominante è invece riservata all’Aurea Penthouse, un esplicito omaggio alla Domus Aurea neroniana. Questa sontuosa sistemazione vanta due camere da letto en suite disposte intorno a una monumentale zona living e una palette cromatica calda che gioca sulle tonalità dell’oro e del rosa.

Il fascino intatto della Theodoli Heritage Suite
L’ambiente più straordinario dell’intero hotel rimane la Theodoli Heritage Suite, ricavata con cura filologica dall’antica Sala del Consiglio della Banca d’Italia e affacciata direttamente su Montecitorio. Al suo interno è stato recuperato uno dei cicli decorativi più importanti del primo Novecento romano. Le pareti conservano gli affreschi di Giulio Bargellini, ispirati al Rinascimento e ad Andrea Mantegna, mentre il soffitto dipinto da Guglielmo Janni racconta la storia visiva della moneta italiana attraverso 62 rosette. Janni scelse di lasciarne intenzionalmente due vuote, un vuoto simbolico per accogliere il futuro: in quella che fu la stanza delle decisioni economiche cruciali, il concetto di ricchezza si trasforma così in tempo, bellezza e conoscenza.
La stessa cura per il dettaglio si ritrova in tutte le 60 camere e suite del Corinthia Rome, che rispettano i volumi generosi dei soffitti originari. Il soggiorno è impreziosito da dettagli d’eccellenza, come le amenities firmate Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, la biancheria Frette e i minibar con servizi in porcellana e cristallerie molate. A completare l’esperienza ci sono i set caffè Lavazza, gli asciugacapelli professionali Dyson e GHD, gli steamer per gli abiti e una ricercata libreria dedicata alla storia e all’arte dell’Urbe.

Mecenatismo e arte contemporanea
Il dialogo con la città e la sua storia si riflette anche nella straordinaria collezione d’arte creata appositamente in collaborazione con l’art advisory Visto. Rifiutando ogni approccio nostalgico, la proprietà ha commissionato oltre 25 opere site-specific ad artisti contemporanei per creare una tensione fertile con il passato dell’edificio.
Gli spazi comuni diventano così una galleria diffusa: la lobby ospita la monumentale opera tessile di Elisa Grezzani, la reception è sormontata dal dipinto di David King dedicato alla stratificazione urbana, mentre l’Ocra Bar mette in mostra la composizione sull’oro di Francesca Longhini. Nelle suite trovano invece spazio i lavori intimi di Helen Ballardie e Elena Ceretti. Per rendere l’esperienza ancora più immersiva, nei corridoi dell’hotel sono esposti anche i bozzetti e gli studi preparatori delle opere, svelando agli ospiti il processo creativo e trasformando il Corinthia Rome in un luogo dove la cultura continua a essere prodotta.
Photo courtesy of Grassi + Partners Ufficio Stampa




