Il treno panoramico della Centovalli-Vigezzina

Il treno panoramico della Centovalli-Vigezzina

Scritto da Stefania Mezzetti on . Postato in Destinazioni, Itinerari

NOMINATA FRA LE PRIME LINEE TURISTICHE PIÙ PANORAMICHE D’EUROPA, LA FERROVIA VIGEZZINA CENTOVALLI IN AUTUNNO DÀ IL MEGLIO DI SÉ. IL PANORAMA CHE SI GODE LUNGO IL PERCORSO ARDITO CHE DA DOMODOSSOLA RAGGIUNGE LOCARNO, SUL LAGO MAGGIORE, SI COLORA COI PENNELLI DELLA NATURA IN OGNI STAGIONE DELL’ANNO. DAI PAESAGGI INNEVATI AI BOSCHI RIGOGLIOSI, DAI PRATI FIORITI AI RIFLESSI AMBRATI DEL FOLIAGE, IL PANORAMA È SEMPRE SPETTACOLARE.

Milano, Italia.

La storia

La Vigezzina-Centovalli è una ferrovia nata da grandi ambizioni: quando fu progettata ai primi del Novecento, doveva servire a raccordare la direttrice del Gottardo con quella del Sempione in modo da contribuire allo sviluppo socioeconomico di quelle valli isolate. Quando però il progetto cadde a favore della variante attraverso il Gottardo, grazie ai sindaci locali e agli imprenditori, che con la loro forza di volontà e determinazione, promossero la realizzazione della linea internazionale a scartamento ridotto nonostante le grandi difficoltà morfologiche, inaugurata nel 1923. La sua funzione specifica è quella di fare da asse di comunicazione per gli abitanti della zona Vigezzina -Centovalli e la sua particolarità è quella di essere gestita da due compagnie ferroviarie. Dalla parte Svizzera è gestita da FART (Ferrovie e Autolinee Regionali Ticinesi) e in Italia l’esercizio è affidato a SSIF (Società Subalpina di Imprese Ferroviarie); il viaggio è assicurato dalle agili automotrici articolate dall’inconfondibile colore bianco e blu. Sono veicoli multifunzionali e confortevoli che permettono di percorrere al meglio le inevitabili asperità della linea, e data la vocazione turistica di questo treno, soddisfano pienamente l’esigenza di tutti i tipi di passeggeri.

Il percorso

A Domodossola per prendere il treno della Vigezzina bisogna scende sotto la stazione FS: qui il treno nel terminal in galleria, aspetta i passeggeri a cadenza oraria. Uscito alla luce del sole e attraversato il fiume Toce, il treno incontra la fermata di Masera che conclude il tratto urbano. Ora il treno si avvia lungo un tortuoso percorso per risalire la montagna, il panorama si apre e lo sguardo spazia sulle alture che coronano la valle Vigezzo. In un mare di verde rigoglioso, la valle ricca di boschi, prati e laghi alpini, invita a immergersi nella natura.

Una valle che nel tempo è sempre stata più aperta verso il resto del mondo, rispetto alle altre valli ossolane: la prosecuzione nelle Centovalli svizzere, ha permesso ai suoi abitanti di emigrare all’estero riportando un certo benessere e un arricchimento culturale. Infatti, la Val Vigezzo nei suoi sette comuni, ha sviluppato una tradizione pittorica consolidatasi nei secoli, tanto da essere conosciuta anche come “la valle dei pittori”.

Santa Maria Maggiore è il centro principale, adagiato sopra un dolce pianoro circondato da boschi e prati. È un ambito luogo di villeggiatura per la sua cultura alpina, la gastronomia d’eccellenza e, soprattutto, per le tante attività sportive outdoor che si possono praticare in ogni stagione. Ospita alcuni interessanti musei che meritano di essere visitati. Fra questi, unico in Italia, il Museo dello Spazzacamino dove si racconta una storia di emigrazione e di sacrifici che, a causa della tanta miseria, vide nell’Ottocento, le famiglie cedere i propri ragazzini in affitto ai tanti “padroni” che li sfruttavano per la pulizia dei camini. E’ anche una storia di riscatto sociale perché i giovani emigranti, dotati di tanta voglia di lavorare e di acuta intelligenza, si seppero far strada del mondo, come testimoniano le lussuose ville nei paesi più importanti della valle. Altra testimonianza di operosità e spiritualità la troviamo nel paese di Re, con la sua importante chiesa in stile gotico-bizantino ove è conservato un miracoloso affresco. Il Santuario dedicato alla Madonna del Sangue, meta di grandi pellegrinaggi, celebra il miracolo avvenuto nel 1949, allorché un uomo lanciò una pietra all’immagine affrescata della Madonna che cominciò a sanguinare.

Passata la frontiera sul ponte di Ribellasca, ci si inoltra nel territorio delle Centovalli e lentamente si discende verso Locarno. In questa natura selvaggia, il tratto ferroviario è costellato da tunnel, viadotti in muratura e ponti in metallo fra i più sensazionali del territorio, come il ponte Rainacci. Con la sua elegante arcata in ferro, attraversa il lago artificiale di Palagnedra, cittadina che nel Medioevo era la capitale delle Centovalli e conserva tuttora nella Chiesa di San Michele, dei mirabili affreschi tardo gotici.

Vedetta delle Centovalli è Intragna, posta su una sporgenza alla confluenza dei fiumi Isorno e Melezza. Anch’essa di origini medioevali, possiede il campanile più alto del Ticino; nella patrizia Casa Meggetti è ospitato il Museo Regionale delle Centovalli e Pedemonte, ove oltre alle testimonianze storiche e culturali si possono ammirare interessanti opere di artisti locali. Le gole inaccessibili e impervie di questa zona hanno richiesto la costruzione di molti ponti per permettere la percorrenza delle Centovalli. Qui si trova il ponte in ferro considerato fra le più grandi opere di ingegneria ferroviaria; la grande arcata sull’Isorno misura un raggio di 87 metri e si affaccia sul fondovalle da un’altezza di 75 metri.

A Ponte Brolla la ferrovia passa il fiume Maggia e lo costeggia in avvicinamento al Lago Maggiore. Il fiume ha scavato una gola profonda e scolpito la roccia con forme bizzarre. Le spiagge sabbiose, ingombrate da grandi bianchi massi levigati, sono meta di bagnanti e villeggianti e molto apprezzate turisticamente. Ora il paesaggio si fa più luminoso: i meravigliosi vigneti, le grandi e belle residenze in stile cittadino sono la premessa dell’arrivo a Locarno.

La ferrovia attraversa la città in galleria e giunge al suo capolinea, anch’esso sotterraneo, al di sotto della grande stazione delle Ferrovie Federali Svizzere.

La città di Locarno dall’aspetto rivierasco, elegante e un po’ nostalgico, rispecchia in pieno tutte le caratteristiche di un luogo di vacanza. La Piazza Grande è famosissima: durante il Locarno Film Festival si trasforma nel più magnifico cinema all’aperto del mondo. Il Lungolago è delizioso, ricco di giardini e aiole fiorite, si collega col Borgo di Ascona, con le sue gioiose case colorate che si specchiano nelle acque. Il paesaggio ha un’atmosfera mediterranea anche grazie al clima mitigato che favorisce una flora lussureggiante.

Itinerari consigliati

Con la Ferrovia Vigezzina-Centovalli è possibile intraprendere un viaggio slow in un territorio ricco di spunti turistici in un paesaggio davvero caratteristico. Il treno percorre 52 chilometri, attraversa 83 ponti e 31 gallerie, si ferma in 22 stazioni, nel tempo di circa due ore.

Molte sono le iniziative e le proposte turistiche che la Ferrovia propone durante l’arco dell’anno.

Il foliage: spettacolare e unico in Autunno, il percorso della ferrovia diventa un quadro multicolore, con i boschi che si tingono di tutte le tonalità del rosso, giallo e arancione. Uno spettacolo della natura che si può godere attraverso boschi e vallate selvagge.

Il Circuito dei Santi in Valle Vigezzo è un’articolata rete di percorsi, disseminati sull’intero territorio, con unico denominatore comune: ripercorrere e scoprire i luoghi della fede. Gli edifici di culto svelano tutta la ricchezza storica e artistica della Valle dei Pittori, che mostra così le proprie bellezze d’arte sacra: quaranta tra chiese, santuari e piccoli oratori, segni preziosi e inequivocabili della forte devozione popolare di questo territorio montano.

Un viaggio nel tempo a bordo del treno storico, un’occasione unica per i nostalgici per rivivere l’atmosfera romantica d’antan, lungo un percorso ricco di opere architettoniche e paesaggi mozzafiato. Il treno è composto da vagoni e motrice risalenti al 1963, che partono da Camedo, ove è anche possibile visitare il deposito storico e arrivano a Locarno.

Tutte le informazioni sul sito: www.vigezzinacentovalli.com

Foto Stefania Mezzetti

Stefania Mezzetti

Una vita in viaggio, un destino che mi vede sempre con le valige pronte. Ho vissuto parecchi anni della mia gioventù all’estero, grazie a mio padre che con il suo lavoro mi ha fatto girare il mondo. La mia esperienza di viaggiatrice si è consolidata negli anni con reportage e servizi da tutto il mondo, spesso a bordo di un treno che mi accompagnava alla scoperta di paesaggi e località incredibilmente affascinanti. La mia specializzazione nella stampa turistica è attestata dal GIST (gruppo italiano stampa turistica) e dai tanti articoli che scrivo in collaborazione con testate del settore. Per concludere (ma non è ancora detto) ho creato il sito: www.mondoferroviarioviaggi.com