NELLA BOTTE PICCOLA…

Scritto da Camilla Castellani on . Postato in Appuntamenti, archivio1, Destinazioni, Weekend

image006
Scrigno prezioso di biodiversità. Il Mab Unesco ha definito così il Delta del Po che insieme a Rovigo e borghi limitrofi costituiscono una piccola grande ricchezza per il nostro Paese.

 Rovigo, Veneto. Avete presente la borsa di Mary Poppins? Apparentemente può sembrare un normalissimo bagaglio ma, quando la supercalifragilistichespiralidosa tata la apre, ecco che si cela un piccolo mondo al suo interno. Si può dire che il Polesine sia come la borsa di una donna, una piccola destinazione dove arte e territorio si fondono in affascinanti mostre, eventi, tour culturali ed enogastronomici.

Se non avete ancora programmi per il week end di Pasqua potreste prepararvi ad un insolito tour in queste zone. Iniziando dalla stessa Rovigo. Da Palazzo Roncale e Piazza Vittorio Emanuele II passando per Piazza Garibaldi e la Camera di Commercio tutto sa di storia; è come il profumo dei libri vecchi, quelli con le pagine ingiallite, quelli con gli angoli segnati, quelli che hanno appuntato nomi in un magistrale corsivo da “bella scrittura”. Il tratto della matita, la macchia del calamaio, i fiori ormai secchi come segnalibro; Rovigo è quel sussidiario che avete trovato nella libreria della nonna, pieno di ricordi e curiosità. Ad esempio, dal 25 marzo al 2 luglio a Palazzo Roverella, la mostra fotografica Terra senz’ombra, il Delta del Po negli anni 50 di Pietro Donzelli racconta in cento scatti paesaggi esaltati dai forti chiaroscuri del bianco e  del nero. L’esposizione, promossa dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo da oltre dieci anni che con costante impegno organizza un vasto programma di mostre a tema, è una perfetta occasione per visitare la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi con capolavori di Tiepolo e Bellini. Il Maggio rodigino, poi, si prospetta frizzante e piacevole come una bella birra fresca sotto i primi veri caldi soli. Rovigoracconta, il festival di cultura e spettacolo che si tiene dal 4 al 7 maggio, è organizzato dall’Associazione Liquerizia e vede la partecipazione di artisti, musicisti e scrittori nazionali; parola d’ordine: condivisione. Pareri, opinioni, giochi di sguardi, intese che si creano e dibattiti che nascono per confrontarsi, conoscersi e farsi due risate in compagnia. La musica è protagonista dall’11 al 14 maggio quando, grazie al Conservatorio F. Venezze e all’Associazione Musicale Venezze, concerti con variazioni dal jazz alla musica classica intrattengono e appassionano tutta la città. Dal 18 al 21 maggio toccherà poi al Festival Biblico, significativa iniziativa nata a Vicenza e da quattro anni tappa obbligata anche a Rovigo. Festival che unisce libri, radio, cinema e musica propone per questa quarta edizione il tema del Viaggio. Relazioni, incontri, tappe, porti sicuri e colonne d’Ercole; attori, cantanti, scrittori e musicisti affrontano la loro visione, le loro paure e i loro entusiasmi quando si tratta di spiegare le vele e andare. Dal 26 al 28 maggio, sesta edizione del Rovigo Comics, rassegna del fumetto dedicata ai quarant’anni di Star Wars: Cartoon, sceneggiature, tecniche d’illustrazione manuali, digitali ed effetti speciali del colossal firmato George Lucas. T-shirts, leggins,trucchi, maschere, spade laser. Difensori della Repubblica Galattica, rispolverate il codice Jedi  e ripetete con me: ” Non c’è emozione; c’è pace. Non c’è ignoranza; c’è conoscenza. Non c’è inquietudine; c’è serenità. Non c’è morte; c’è la Forza.”

Rovigo Le due Torri
Per conoscere al meglio Rovigo e le sue tradizioni bisogna partire dalle origini: il Museo dei Grandi Fiumi. All’interno del Chiostro degli Olivetani, il museo raccoglie prevalentemente materiali archeologici esclusivi di ricerche nel Medio e Alto Polesine. Incisioni su bronzo e decorazioni rinascimentali raccontano scorci di vita, usanze, battaglie e riti del passato della città veneta. Andando verso il centro di Rovigo si attraversano i fulcri della città: Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Garibaldi. Ed è dalla seconda che si scorge il Teatro Sociale, uno dei più famosi della tradizione veneta. Costruito tra il 1817 e 1819, la struttura è decisamente melodrammatica come il genere dell’epoca, stimato come lo spettacolo per eccellenza e meritevole della massima considerazione. Passeggiando per il quartiere ebraico il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, conosciuto anche come La Rotonda, è incastonato tra piccole vie ed è uno spettacolo! A pianta ottagonale, il tempio è stato realizzato dall’allievo di Palladio Francesco Zamberlan. Essenziale fuori e trionfo di decorazioni all’interno, come un portagioie. Un ciclo pittorico di statue e ventidue tele celebrative i Podestà della città e altrettante otto che raccontano le storie della Maria. Diversi sono gli artefici di queste pennellate: Francesco Maffei, Andrea Celesti e Alessandro Varotari. Anche l’altro versante delle piazze non lascerà spazio a delusioni, anzi. I resti dell’antico castello medioevale, commissionato dalla nobile famiglia d’Este di Ferrara, sono due torri che si scorgono all’orizzonte di uno spazio arioso e in piena natura: Torre Donà, la maggiore e Torre Grimani – Torre Mozza – la piccina.

I dintorni di Rovigo fanno parte di quel patrimonio artistico e culturale di cui si ignora, ahimè spesso e volentieri, la grandezza e unicità. Purtroppo infatti devo dire che tutto il mondo è davvero paese quando si tratta di trascurare o non considerare le cose belle e non semplicemente quelle più conosciute.

Rovigo MonasteroOlivetani2
Fratta Polesine
per esempio, dista solo 16 km da Rovigo, ed è il luogo in cui Palladio progetta ed edifica la Badoèra. Villa Badoèr si compone di un pronao con frontone e facciata. È massiccia e di carattere, qualità che si vanno ad affinare sempre più sino a raggiungere il piano nobile in cui le sale sono decorate dalle grottesche del Giallo Fiorentino. Inserito nel 1996 l’edificio, insieme alle altre ville palladiane, è patrimonio dell’umanità UNESCO.

Lendinara, a circa 10 km Rovigo, si distribuisce in sei punti cardine: Piazza Risorgimento, la Torre dell’Orologio, Palazzo Pretorio, il Teatro Ballarin e il Santuario della Beata Vergine del Pilastrello. Quest’ultimo, luogo di culto e devozione, si struttura in una scultura lignea della Beata Vergine con il Bambino, oggi simbolo della comunità monastica benedettina olivetana, che nel tempo si è arricchito di opere d’arte della Scuola Veneta: Paolo Veronese, Tintoretto, Morlaiter e Marchiori.

Gognano di Villamarzana, piccolissima frazione verso Rovigo. Un’elegante villa cinquecentesca è adombrata da un ampio e bellissimo parco: Villa Cagnoni. Romantica e frutto della riconversione agraria avvenuta a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento, oggi è un luogo dedicato a cerimonie, concerti ed eventi aziendali. Nonostante ciò conserva il fascino di un tempo quando correva l’anno 1589. La Villa veniva utilizzata dai Carbonari che hanno lasciato evidenti tracce: durante i lavori di restauro sono emerse tracce dell’esistenza di un tunnel sotterraneo che percorre tutto l’edificio – e voci dicono che un tempo continuasse sino a Fratta Polesine.

Non solo arte e architettura sul territorio ma agriturismi e fattorie didattiche situate nei dintorni di Rovigo. Qui si scoprono i tratti caratteristici della provincia che fonda le sue radici nella ruralità. Patrimonio di tradizioni non solo legate ai beni culturali ma anche a quelli della terra: distretti ortofrutticoli, ottima cucina ed enogastronomia.

Quindi sì, ora posso concludere dicendo che: “ Nella botte piccola c’è il vino buono! “

Per informazioni e richieste: Rovigo Convention & Visitors Bureau – eventi@rovigoconventionbureau.com

 

Camilla Castellani
camilla@agendaviaggi.com

Camilla Castellani

Camilla Castellani

Arte, fotografia e musica i suoi giù grandi interessi. Appassionata di cultura urbana. Le entusiasma viaggiare e lo farebbe, se avesse soldi. Le piace scrivere di tutto, tranne la sua bio.