Chiusa riscopre il valore del tempo lento e trasforma l’estate 2026 in un’esperienza fatta di natura, cultura e benessere autentico. Tra il monastero di Sabiona, i panorami della Valle Isarco, gli eventi artistici diffusi e una nuova generazione di chef under 35, il borgo altoatesino si conferma una delle destinazioni più interessanti per chi cerca un viaggio elegante, autentico e lontano dai ritmi del turismo di massa.
Chiusa (BZ), Italia.
In un tempo in cui il viaggio sembra spesso ridursi a consumo veloce di luoghi e immagini, Chiusa sceglie la direzione opposta. Per l’estate 2026, il borgo della Valle Isarco propone un’esperienza fatta di pause, natura, cultura e ospitalità autentica. Un luogo dove il tempo rallenta davvero, tra vicoli medievali, monasteri arroccati, tavole curate e panorami che sembrano usciti da un dipinto alpino.
Inserita tra i Borghi più belli d’Italia, Chiusa — Klausen in tedesco — custodisce un’identità rara: raccolta, elegante, profondamente legata alla propria storia. A soli pochi chilometri da Bolzano e Bressanone, ma lontana dal turismo di massa, questa cittadina di cinquemila abitanti conserva il fascino discreto delle botteghe storiche, degli hotel a conduzione familiare e di una quotidianità ancora autentica.

Il fascino senza tempo del monastero di Sabiona
Dominando la valle dall’alto, il monastero benedettino di Sabiona rappresenta uno dei simboli più iconici del territorio. Definito da molti “l’acropoli del Tirolo”, il complesso è raggiungibile attraverso una piacevole salita dal centro storico e regala una vista straordinaria sulla Valle Isarco.
Uno dei più antichi monumenti cristiani dell’arco alpino, Sabiona fu sede vescovile del Tirolo prima del trasferimento a Bressanone attorno all’anno Mille. Oggi il monastero, abitato per secoli da monache di clausura e recentemente affidato ai padri cistercensi, continua a mantenere intatta la sua atmosfera spirituale e contemplativa.
Sulle tracce di Albrecht Dürer tra arte e paesaggio
Chiusa conserva anche un importante legame con la storia dell’arte europea. Qui sostò infatti Albrecht Dürer durante il suo viaggio verso l’Italia. Dal celebre punto panoramico oggi noto come Pietra di Dürer, il maestro realizzò uno dei suoi paesaggi più famosi, consegnando al borgo una memoria artistica che attraversa i secoli.
Da non perdere anche il Museo Civico, ospitato nell’ex convento dei Cappuccini, dove sono custoditi il prezioso “Tesoro di Loreto” e una sezione dedicata alla Colonia Artistica di Chiusa, attiva tra il 1874 e il 1914.

Barbiano, Velturno e Villandro: i dintorni da esplorare
Visitare Chiusa significa anche lasciarsi guidare dal paesaggio circostante. I vicoli medievali che scendono verso il fiume Isarco raccontano una bellezza quasi pittorica, perfetta per chi ama fotografia, cammini e piccoli borghi autentici.
Poco distante, Barbiano sorprende con il suo celebre campanile inclinato e con itinerari immersi nella natura, come il Sentiero delle Prugne o il percorso verso Bad Dreikirchen, piccolo nucleo alpino oltre gli 1100 metri dove cappelle e antichi edifici dialogano in perfetto silenzio. Suggestive anche le cascate di Barbiano, con il Rio Ganda che compie spettacolari salti d’acqua fino a 85 metri.
Più aristocratica l’anima di Velturno, scelta nel Cinquecento come residenza estiva dai principi vescovi di Bressanone. Oggi il borgo si sviluppa tra castagneti e pendii ordinati, mantenendo intatta la propria eleganza alpina.
Infine Villandro, affacciata su uno degli alpeggi più spettacolari dell’arco alpino. Da qui lo sguardo corre dalle Odle allo Sciliar, fino all’Alpe di Siusi e al massiccio del Sella, in una sequenza di panorami che definiscono l’essenza stessa delle Dolomiti.

Pedalare lentamente tra vigneti e montagne
Per chi ama il turismo outdoor senza fretta, la pista ciclabile della Valle Isarco accompagna il viaggiatore dal Brennero a Bolzano lungo circa 100 chilometri di percorso accessibile anche alle famiglie.
Tra vigneti, corsi d’acqua, borghi e montagne, il tragitto diventa un racconto continuo del paesaggio altoatesino, ideale da vivere lentamente, fermandosi lungo il percorso per assaporare il territorio.
La cucina della Valle Isarco tra tradizione e nuova creatività
La gastronomia resta uno degli elementi più identitari dell’esperienza in Valle Isarco. In tavola arrivano i grandi classici della tradizione alpina: canederli, speck, formaggi d’alpeggio e strudel, accompagnati soprattutto dai raffinati vini bianchi del territorio.
Dal Müller-Thurgau al Sylvaner, fino al Kerner, i vini della valle raccontano un terroir unico, modellato da porfido, quarzo, calcare e argilla.
Accanto alla tradizione, però, sta emergendo una nuova generazione di giovani chef e pâtissier under 35 capaci di reinterpretare il territorio con linguaggi contemporanei.
A Gudon, frazione di Chiusa, Alex Haselwanter guida il ristorante Der Unterwirt, storica insegna di famiglia dove la cucina locale dialoga con suggestioni mediterranee e asiatiche. Piatti come la pancetta con teriyaki e crauti o i ravioli di edamame al curry thai raccontano una ricerca gastronomica precisa ma mai eccessiva.
A Velturno, Benjamin Sellemond porta avanti la storica pasticceria di famiglia aperta nel 1956, lavorando soprattutto sulla castagna — simbolo del territorio — trasformata in torte, creme e dolci contemporanei.
Atmosfera essenziale e cucina raffinata anche per René Tschager, chef de La Lumosa di Castel Steinbock sopra Villandro, dove tecniche moderne e memoria alpina convivono con eleganza.
Nel cuore di Chiusa, invece, l’ospitalità del Goldener Adler prende forma grazie ai gemelli Philip e Michael Ranalter, interpreti di una nuova accoglienza altoatesina fatta di sobrietà, identità e qualità.

Gli eventi dell’estate 2026 tra vino, arte e comunità
Il calendario estivo di Chiusa sarà particolarmente ricco di appuntamenti culturali ed enogastronomici.
Il 5 giugno 2026 torna il Sabiona – Festival del Vino Bianco, ospitato nel Giardino dei Cappuccini, con degustazioni dedicate ai grandi vini bianchi locali, specialità gastronomiche e musica dal vivo.
Dal 13 giugno al 7 novembre 2026, invece, il borgo ospiterà la Triennale Klausen Chiusa dedicata al tema “Essere umani”. Un grande progetto di arte contemporanea diffusa che trasformerà il paese in uno spazio di dialogo tra identità, inclusione, solidarietà e comunità.
Cinque artisti — Lukas Mayr, Patrick Obkircher, Christian Gufler, Florian Tschurtschenthaler e Bernhard Reiterer — presenteranno opere disseminate negli spazi pubblici del borgo, mentre il Museo Civico accoglierà le creazioni di altri dodici artisti contemporanei. Il programma sarà arricchito da workshop, performance, dibattiti, letture e concerti, con particolare attenzione alla partecipazione della comunità locale e delle persone con disabilità.
Parallelamente, dal 20 giugno al 12 settembre 2026, Chiusa parteciperà anche al progetto nazionale “Una Boccata d’Arte”, promosso dalla Fondazione Elpis di Milano. Protagonista sarà l’artista Francesco Alberico con “Il Consiglio degli Uccelli”, un percorso partecipativo nato insieme alla comunità locale e alla struttura socio-sanitaria Seeburg di Bressanone. Le installazioni tessili realizzate con materiali riciclati accompagneranno i visitatori in un itinerario poetico dedicato al senso di appartenenza e alle storie condivise.
Dal 29 agosto al 13 settembre 2026 tornano inoltre le Settimane delle Prugne di Barbiano, appuntamento gastronomico diffuso tra masi e locande della valle.
Per tutta l’estate, infine, Wine Summer & Stadtl Summer animeranno le serate del borgo con degustazioni, piccoli eventi e incontri dedicati al gusto e alla convivialità.

Dove dormire: il silenzio panoramico del Gnollhof
Tra i boschi sopra Chiusa, a 1.160 metri di altitudine, il Gnollhof – Mystic Place Dolomites rappresenta uno degli indirizzi più interessanti della zona.
Gestito dalla famiglia Verginer, questo rifugio immerso nella natura punta su un’ospitalità essenziale e rilassata: camere luminose affacciate sulla Valle Isarco, materiali naturali, grandi vetrate e servizi pensati per vivere il soggiorno senza rigidità, come pre check-in ed extended check-out.
Tra yoga nel bosco, sentieri panoramici, spa con sauna finlandese e piscine riscaldate, il soggiorno qui diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio. Anche la cucina segue la filosofia del territorio, con prodotti stagionali, pane a lievito madre, miele locale e piatti legati alla tradizione alpina.
Gnollhof – Mystic Place Dolomites ****
Fratelli Margit e Peter Verginer
Gudon 81 – 39043 Chiusa
Tel. +39 0472 847323
E-Mail: info@gnollhof.it
Internet: www.gnollhof.it
INFO
Come arrivare a Chiusa
In auto: l’uscita dell’autostrada A22 del Brennero è quella di “Chiusa-Val Gardena”. Il borgo di Chiusa e i suoi dintorni sono raggiungibili anche in treno, direttamente con la linea del Brennero.
Società Cooperativa Turistica Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro
Piazza Mercato 1 – 39043 Chiusa (BZ)
Tel: +39 0472 847 424
e-mail: info@klausen.it
Internet: www.klausen.it/
Credit photo dall’alto: Helmuth Rier, feldthurns. (c) Roter Rucksack. Helmuth Rier (2). Courtesy of Raffaelli Consulting



