Ieri, venerdì 29 maggio, la Triennale di Milano ha vissuto una giornata straordinaria sospesa tra avanguardia e poesia. Protagonista assoluta Laurie Anderson, icona della sperimentazione newyorkese, che ha incantato il pubblico milanese chiudendo la programmazione di maggio dell’istituzione. Un doppio appuntamento imperdibile che ha unito il riconoscimento istituzionale alla pura magia della performance dal vivo.
Milano, Italia.
Il Diploma d’Onore a un’icona globale
La mattinata si è aperta negli spazi di Voce Triennale, dove l’artista americana è stata insignita del Diploma d’Onore, la più alta onorificenza dell’istituzione. A consegnare il premio è stato il Presidente di Triennale Milano, Stefano Boeri, che ha celebrato la carriera straordinaria di un’autrice capace di coniugare la sperimentazione più avanzata con un linguaggio universale, accessibile a un pubblico trasversale. Alla cerimonia è seguita una stimolante conversazione tra l’artista e Carlo Antonelli, consulente scientifico di Voce Triennale.
Le parole del Presidente Stefano Boeri
“Triennale premia, con il Diploma d’Onore, personalità che nel mondo del progetto e della cultura italiana e internazionale hanno saputo lasciare un segno indelebile“, ha dichiarato il Presidente Stefano Boeri. “Laurie Anderson ha saputo, anticipando i tempi, realizzare un connubio sperimentale e affascinante tra musica digitale, voce, poesia, performance artistica e arti visive. Un intreccio che ha cambiato la storia delle arti performative nel mondo“.

Laurie Anderson mostra il Diploma d’Onore di Triennale Milano.
Foto grande in alto, Laurie Anderson insignita del Diploma d’Onore dal Presidente di Triennale Milano Stefano Boeri.
La magia serale di “Republic of Love”
Il secondo, attesissimo momento si è consumato in serata, alle ore 21:00, nella suggestiva cornice dei giardini della Triennale. Laurie Anderson è salita sul palco per presentare una straordinaria versione solista di “Republic of love”, una conferenza-spettacolo multimediale e itinerante.
L’arte come luce contro il buio della Storia
L’esibizione si è rivelata uno squarcio luminoso nel buio profondo di un mondo segnato da guerre, genocidi e totalitarismi. Attraverso la sua arte pionieristica, la Anderson ha regalato al pubblico un esempio cristallino di come l’Arte e la bellezza possano ancora aiutarci a decodificare il presente e, forse, a capire come cambiare il corso della Storia.
Photo Gianluca Di Ioia, courtesy of Elettra Pr
Testo Pippo Biassoni




