LUCE E CREAZIONE: LE OPERE DI GUERRINO TRAMONTI INCANTANO LA CAPITALE

LUCE E CREAZIONE: LE OPERE DI GUERRINO TRAMONTI INCANTANO LA CAPITALE

Scritto da Chiara Curia on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Fino al 27 settembre 2020 la Casina delle Civette di Villa Torlonia ospiterà la mostra “Alchimie di terra e luce. I mille volti della Ceramica di Guerrino Tramonti (Faenza 1915 – 1992)” per rendere omaggio ad uno degli artisti italiani più affermati del XX secolo.


Roma, Italia.
Il brulicare caotico di Roma si attutisce e sparisce mentre ci si addentra sempre di più all’interno del parco di Villa Torlonia, che ospita il complesso museale omonimo. Se la villa domina la scena da ogni angolatura del parco, imponente nella sua facciata bianca, la Casina delle Civette solletica maggiormente il visitatore grazie al suo stile estroso e ai magnifici giochi di luce prodotti anche all’esterno dalle vetrate. In uno dei luoghi simbolo dello stile Liberty presente a Roma viene oggi accolto ed esaltato il genio creativo di Guerrino Tramonti, ceramista, scultore e pittore fra i più noti del panorama artistico italiano del Novecento nell’esposizione “Alchimie di terra e luce. I mille volti della Ceramica di Guerrino Tramonti (Faenza 1915 – 1992)“.


Artista dal tratto unico, Guerrino Tramonti mostra sin da giovanissimo le sue spiccate doti creative, formandosi presso la Regia Scuola di Ceramica di Faenza, dove viene introdotto all’uso dei colori dal maestro Anselmo Bucci ed esponendo per la prima volta all’età di 15 anni. Concluso il periodo scolastico, Tramonti dimostrerà di avere un profondo eclettismo, toccando con il suo estro poietico non solo l’arte ceramica, ma anche la scultura, la pittura, l’architettura e altre forme di arti applicate.


In questi ambienti, vicini e distaccati dalla città, le splendide vetrate liberty che da sempre caratterizzano la Casina delle Civette accolgono con continuità le luminose opere del Tramonti, in un connubio artistico unico nel suo genere. L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e patrocinata dall’Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC), dal Comune di Faenza e dal Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) racchiude gelosamente 50 opere rappresentative delle diverse fasi creative dell’artista.


Il primo periodo, risalente agli anni Trenta e Quaranta, vedono l’artista alle prese con opere ceramiche a tutto tondo, che richiamano l’arte etrusca e sono significative della riscoperta archeologica che l’Italia si era trovata a vivere nei primi decenni del Novecento. Rappresentative del secondo periodo, risalente al secondo dopoguerra, sono le ciotole e i vassoi in terracotta, pensati per l’uso quotidiano. Il gusto è primitivo e inconfondibile grazie all’uso dei colori primari a contrasto con il bianco.


Le opere del terzo periodo si rivelano in continuità con il precedente: i grandi dischi decorativi risultano essere una commistione perfetta fra Primitivismo, Neocubismo e Astrattismo e le nature morte dal tratto geometrico rappresentate si arricchiscono di luce grazie all’uso della cristallina a grosso spessore. L’ultimo periodo è caratterizzato dal un profondo spirito innovatore, che porterà Guerrino Tramonti a fare ricorso al grès, la cosiddetta “porcellana tenera” di origine orientale che caratterizza l’avvicinamento dell’artista allo stile tipico della cultura cinese, coreana e giapponese, e addirittura ad abbandonare, dagli anni Settanta in poi, la ceramica per dedicarsi a dipinti e arazzi, dove accosta le forme plastiche che richiamano lo stile di Fernand Leger ad elementi post-cubisti e surrealisti.


La Casina delle Civette e le opere di Guerrino Tramonti sintetizzano ed esaltano il gusto artistico italiano del Novecento, caratterizzato da colori decisi, linee definite e un estro artistico capace di mescolarsi con fluidità con i diversi stili passati e presenti. Il piccolo villino, che il principe Giovanni Torlonia Jr. ha rivoluzionato fino a renderlo indimenticabile, continua ad esercitare il suo fascino senza tempo sul visitatore, grazie all’incontro del vetro e della ceramica, creando un’alchimia artistica di terra e di luce antica come la storia dell’uomo.

info: Musei di Villa Torlonia

Chiara Curia

Chiara Curia

“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”: nata in Calabria e cresciuta a Milano nei primi anni di vita, sono ritornata sullo Jonio abbastanza in fretta da sentire il legame ancestrale con il mare, con lo scirocco e con il viaggio nelle vene. Mi sono trasferita a Roma appena maggiorenne per studiare Giurisprudenza (e non ci si può aspettare niente di diverso da chi è nato qualche giorno dopo che iniziasse Mani Pulite), ho lasciato un pezzo di cuore a Valencia dove ho vissuto un anno, innamorandomi dello spagnolo come fosse la mia lingua madre. Lavoro sui fondi europei, che mi permettono di viaggiare spesso, leggo più libri contemporaneamente, adoro farmi fotografare dal mio compagno, torno al mare tutte le volte che posso. Marquez mi ha insegnato ad amare, Camilleri a sentire i legami con la mia terra, Calvino a salire su un albero e non mettere più i piedi a terra, impegnata come sono a sognare.