Le 67 colonne dell’Arena di Verona: i mecenati della cultura e della comunità

Le 67 colonne dell’Arena di Verona: i mecenati della cultura e della comunità

Scritto da Gwen Marletta on . Postato in cinema, Cultura

Così come le 67 arcate della cinta muraria esterna che abbracciavano l’Arena, donatori del pubblico e del privato sostengono questa istituzione con un progetto di fundraising e corporate membership che salverà la stagione areniana del 2021.

Verona, Italia.
Interviene per primo il sindaco di Verona Federico Sboarina ringraziando tutti i rappresentanti delle aziende presenti che hanno partecipato alla raccolta fondi per l’Arena di Verona. “Con il vostro contributo siete riusciti a restituire alla nostra città qualcosa che sarà in grado di generare ancora più bellezza e ricchezza d’ora in poi”, si esprime così il sindaco sottolineando come l’Arena sia sempre stato un ente virtuoso che adesso riuscirà a ripartire con i fondi ricevuti tramite l’Art Bonus, uno strumento economico essenziale alle realtà come l’Arena.

L’Art Bonus

La norma viene presentata da Carolina Botti, direttore ALES Arte, Lavoro e Servizi, e viene descritta come un metodo efficace per far convergere pubblico e privato nella salvaguardia di un patrimonio comune. “Questa tipologia di interfaccia legislativa non è sempre chiara. L’attuazione delle norme, anche se queste sono conosciute e con un preciso obbiettivo, resta oscura e complicata” afferma Botti. Continua poi nel distinguere le modalità di coinvolgimento del privato, che ha praticato del vero e proprio mecenatismo tramite le potenzialità del beneficio fiscale, e del pubblico che si sono rivelate più complesse e hanno solitamente più difficolta nel costruire attività di fundraising. Il pubblico però si è dimostrato più che pronto a partecipare, soprattutto per quanto riguarda il mondo dello spettacolo. Le azioni si sono poi sviluppate instaurando dialoghi con tutte le categorie veicolo dei benefici della norma, tra cui Confindustria e i commercialisti. Un gruppo di specialisti si è poi dedicato anche ad una eccezionale attività di gestione, promozione e consulenza, per eventuali dubbi sia delle fondazioni bancarie che dei cittadini. “La norma ha già assicurato 4000 interventi in tutta Italia con un totale di 570 milioni di euro in fondi e l’intervento di 22’000 cittadini”, persone fisiche che si sono mobilitate per il restauro del centro del loro paese o per il sostenimento di centri culturali nelle loro realtà. Un particolare accento viene però messo sulla partecipazione degli imprenditori che, secondo Botti, hanno attuato un cambio di mentalità nell’approcciare una forma di finanziamento che non produce ritorno come fanno invece le sponsorizzazioni. Trasparenza e semplicità hanno fatto sì che persone illuminate sia in piccole imprese sia in multinazionali o anche semplici cittadini ognuno secondo con le proprie disponibilità potessero aderire ad un’iniziativa virtuosa come quella delle 67 colonne e di #iosonolarena.

Un patrimonio collettivo di qualità e valore

Cecilia Gasdia, sovraintendente della Fondazione Arena di Verona e soprano, ringrazia poi con grande entusiasmo i donatori per aver permesso all’opera lirica di rinascere dopo un anno di grandi difficoltà per le arti dello spettacolo che sono però “magia che si accende con ogni nuova recita, come l’Aida che, al suo 150º anniversario, riesce ancora ad incantare spettatori di tutto il mondo”.

Il progetto però, precisa Gianfranco De Cesaris, direttore generale di Fondazione Arena, mirava non solo a raccogliere fondi, ma anche ad instaurare un nuovo rapporto con gli imprenditori, uno fatto di scambio di idee e di visioni per il futuro. “La vera sfida”, chiarisce infatti De Cesaris, “per un progetto come questo è quella di dare ai suoi risultati un respiro di almeno 5 anni che permetta il miglioramento delle relazioni con le aziende, di mirare all’internazionalità e fare di ogni recita una prima che comunichi l’eccellenza italiana”.

Gwen Marletta

Nata a Bergamo e cresciuta tra le colline della Val di Chiana, al confine tra Toscana e Umbria. In Estonia per studi da ormai un anno ma pronta a tornare in Italia per l’imminente laurea e trovare la sua prima occupazione. Scrive per passione ormai dagli anni dell’adolescenza e si è avvicinata lentamente al mondo del giornalismo per poter comunicare le proprie idee e scoperte ad un pubblico più ampio della sola famiglia e degli amici. Laureata in lingue e presto in gestione dei sistemi turistici, si interessa nel tempo libero di pittura, fotografia e graphic design. Instancabile viaggiatrice e nomade per natura esplora il mondo da quando, a soli due anni, i suoi genitori le hanno fatto scoprire destinazioni quali Mauritius, Zanzibar e l’Egitto