Il cicloturismo al femminile si conferma il trend più dinamico del settore, trasformando la vacanza su due ruote in un manifesto di libertà e autonomia. Dal 27 al 29 marzo 2026, la Fiera del Cicloturismo di Padova mette al centro le donne, tra talk d’ispirazione, itinerari dedicati e nuove tecnologie. Dalle “autostrade verdi” come la Treviso-Ostiglia ai percorsi del Sud, cresce la voglia di esplorare territori sicuri e sostenibili, spesso grazie all’ausilio delle e-bike. Un racconto corale guidato dalla direttrice Pinar Pinzuti e da molte viaggiatrici pronte a condividere storie di indipendenza e di nuovi orizzonti. L’evento padovano diventa così l’occasione per scoprire come la bicicletta stia riscrivendo il modo di viaggiare e di abitare il mondo al femminile.
Padova, Italia.
L’8 marzo non è solo una data sul calendario, ma un punto di osservazione privilegiato su una rivoluzione silenziosa che corre lungo le strade bianche e le ciclovie d’Europa. Il cicloturismo femminile non è più una nicchia, ma un fenomeno culturale in piena esplosione. La bicicletta, nata dalle rivendicazioni di autonomia del primo Novecento, torna oggi a essere uno strumento di trasformazione sociale. Di questo si parlerà alla prossima Fiera del Cicloturismo di Padova, dal 27 al 29 marzo 2026, dove le donne saranno le vere protagoniste di un nuovo modo di intendere la vacanza: lento, sicuro e profondamente connesso con la natura.
Identikit della cicloturista: consapevolezza ed e-bike
Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici” di ENIT e Legambiente, il profilo della cicloturista italiana è ben delineato: una donna tra i 30 e i 55 anni, con un alto livello di istruzione e una carriera avviata. Oggi le donne rappresentano il 29,7% dei cicloturisti nel nostro Paese, un numero in costante ascesa. Cosa cercano? Esperienze che uniscano il contatto con la natura alla cultura locale, prediligendo la comodità delle e-bike e servizi logistici impeccabili come il trasporto bagagli. La sicurezza è il requisito fondamentale: per questo le community online diventano il luogo dove organizzare viaggi di gruppo, scegliendo percorsi dove l’intermodalità treno+bici è garantita.
Le rotte del desiderio: dove pedalano le donne in Italia
Le preferenze geografiche delle cicliste disegnano una mappa dell’Italia fatta di pendenze dolci e paesaggi d’autore. In Toscana, la Ciclovia dei Castelli vanta un incredibile 63% di presenze femminili, seguita dalla suggestiva Arenzano-Varazze in Liguria e dalla natura selvaggia della Ciclovia dei Parchi della Calabria. Al Nord, la Pedemontana FVG3 in Friuli Venezia Giulia vede una ciclista ogni tre utenti, confermando come i tratti protetti dal traffico siano il vero motore dell’attrattività territoriale. Grande attesa anche per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, una “greenway” del Sud in forte espansione grazie ai fondi PNRR.
Consigli per iniziare: le “autostrade verdi” a prova di stress
Per chi desidera approcciarsi a questo mondo senza ansie prestazionali, la Ciclovia Treviso-Ostiglia è la scelta d’elezione. Si tratta di un’ex ferrovia militare trasformata in una dritta e pianeggiante “autostrada verde”, la prima al mondo certificata GSTC per la sua sostenibilità. Un tracciato di 118 km (di cui 110 già fruibili) che attraversa il Parco del Sile tra filari di alberi e sorgenti d’acqua.
Altrettanto iconica è la Ciclovia Alpe Adria, che nel tratto italiano da Tarvisio a Grado permette di scivolare quasi sempre in discesa tra gallerie illuminate e borghi magici come Venzone. Per chi ama l’acqua, la Ciclovia del Mincio unisce Peschiera del Garda a Mantova in 45 km di pura bellezza, toccando Borghetto sul Mincio, mentre la Ciclovia dei Fiori in Liguria regala l’emozione di pedalare tra il blu del mare e il profumo di pitosforo.
Protagoniste sul palco: storie di indipendenza a due ruote
Alla Fiera di Padova, le voci di chi ha cambiato vita grazie alla bici saranno al centro della scena. A guidare il movimento è Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera e insignita dalle Nazioni Unite del World Bicycle Day Award. Per Pinzuti, la bici è uno strumento per “occupare spazio con fiducia e riscrivere il proprio modo di stare al mondo”. Accanto a lei, sul palco si alterneranno testimonianze di donne straordinarie come Paola Giannotti, Caterina Zanirato, Ilaria Fiorillo e molte altre, pronte a dimostrare come le due ruote possano rompere barriere culturali e paure personali.
Cultura e premi: il bando “Ho voluto la bicicletta”
Non solo viaggi, ma anche riflessione intellettuale. Durante la manifestazione, il 28 marzo, si terrà la premiazione della terza edizione del bando “Ho voluto la bicicletta”, dedicato alla memoria di Mariateresa Montaruli. Un riconoscimento rivolto alle donne che con il loro impegno promuovono quotidianamente la cultura delle due ruote, trasformando la passione in un messaggio di libertà per tutte.
Photo courtesy of Studio Eidos Ufficio Stampa



