"LA VITA DAVANTI A SE’" DI ROMAIN GARY, UN SILVIO ORLANDO CHE SCUOTE L’ANIMA

“LA VITA DAVANTI A SE’” DI ROMAIN GARY, UN SILVIO ORLANDO CHE SCUOTE L’ANIMA

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in Appuntamenti, cinema

In scena fino a domenica 6 febbraio 2022 al Teatro Franco Parenti di Milano Silvio Orlando porterà in scena lo spettacolo “La vita davanti a sé”, un’improbabile storia d’amore, tratto dal romanzo La vie devant soi di Romain Gary.

Milano, Italia.
Belleville, quartiere multietnico di Parigi. Anni Settanta. Un palazzo a sei piani senza ascensore, scale infinite e la storia di Momò, un bimbo arabo che vive con Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea. Una donna con tanti chili addosso, pochi capelli in testa e dalla vita sgangherata che si prende cura, oltre che di Momò, diminutivo di Mohammed, per far prima, di altri “altri incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani.
Tratto dal romanzo, pubblicato nel 1975, “La vita davanti a sé”, di Romain Gary; è un testo intensissimo o, meglio, un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia, che Silvio Orlando ha portato al Teatro Parenti con una leggerezza che sa di poesia.
Il suo è un monologo, a tratti ironico, a tratti commuovente, lungo un’ora e mezza.
E’ fatto di scambi di personaggi, di voci differenti, di espressioni e di sguardi.
Ma al centro ci sono la naturalezza e l’ingenuità di Momò, protagonista dell’amore materno di un condominio della periferia francese, dove non contano i legami di sangue e le tragedie del mondo svaniscono davanti alla vita di tutti i giorni.


Quello di Romain Gary è un capolavoro, precursore di temi attualissimi come la convivenza di culture diverse e il problema dell’immigrazione. Totalmente privo di retorica, il testo tocca numerose problematiche dell’esistenza, partendo dalla vita nelle banlieu parigine. Ma è tante cose insieme: è la storia di un amore materno, delicato e strambo, in un condominio di periferia, è un approccio creativo all’esistenza perché ciò che importa davvero è trovare il modo per campare e amare.
“Bisogna voler bene”, queste le ultime parole di Silvio Orlando sul palco e la frase conclusiva del romanzo dell’autore francese di origine lituana.
Questa la sintesi, potentissima di un monologo vibrante, dall’inizio alla fine.
Ciò che si percepisce e arriva dritto allo spettatore è quanto l’attore e, al tempo stesso regista, si sia immerso nelle pagine di questo capolavoro che ha la capacità di rapire, quanto ci abbia lui stesso creduto e quanto si sia immedesimato.
Fino al 6 febbraio, al Teatro Parenti di Milano.
Andate a vederlo, fa bene al cuore e fa anche sorridere.
Foto Laila Pozzo

INFO

Teatro Franco Parenti
dal lunedì al venerdì: mattina dalle h 10 alle h 14 | pomeriggio dalle h 16 alle h 19 o fine botteghino
sabato: dalle h 16 alle h 19 o fine botteghino
domenica: solo botteghino
Via Pier Lombardo 14 | tel. 02 59995206

Ricordiamo che, come da indicazioni del DPCM, è preferibile procedere all’acquisto e alla prenotazione dei biglietti online. Per qualsiasi informazione il personale è raggiungibile anche via mail a biglietteria@teatrofrancoparenti.com

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.